Recensione | La felicità vuole essere vissuta - Loredana Limone | Salani

La felicità vuole essere vissuta - Loredana Limone | Salani
18.00€ | eBook 9.99€ | 468 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori,
con il post di oggi si fa ritorno a Borgo Propizio. La felicità vuole essere vissuta è infatti l'ultimo capitolo della saga ambientata nell'amato Borgo-che-non-c'è, nato dalla penna di Loredana Limone cinque anni or sono. Avevamo lasciato un Borgo ferito, sconvolto e provato dal terremoto che aveva scosso le sue mura e i suoi abitanti (Un terremoto a Borgo Propizio), chiudendo il precedente volume con un senso di amarezza e perdita ma anche di speranza.
Quello che ritroviamo tra le pagine di questo nuovo libro è un borgo che, a quattro anni di distanza dal terribile evento che l'aveva messo in ginocchio, appare in procinto di rinascere e rifiorire.
La nuova scuola elementare Maria Montessori sta per vedere la luce e la comunità è riunita per festeggiare il grande evento.
Per fortuna la vita traccia un bilancio generale, dove tutto va e, ancorché da altri sentieri, tutto riviene; un bilancio dove prima o poi i conti tornano.
Tra le pagine sfileranno tutti i personaggi ai quali in questi anni ci siamo affezionati: Belinda, adesso nei panni di moglie e madre della piccola Letizia, Mariolina e Marietta alle prese con una terza sorella, Claudia e Cesare, il cui matrimonio è ormai giunto al capolinea, Antonia e il suo travagliato amore per Rocco Rubino, e tutti gli altri. Presenze fisiche ed altre eteree che, dalle Supreme Sfere, metteranno più di uno zampino nei fatti terreni. Accanto ai vecchi personaggi, nuove figure appariranno tra le viuzze del borgo, tra queste Amandissima, la stylist che con la sua esclusiva boutique animalier vestirà il borgo di macchie e strisce. Ma le novità non finiscono qui...sembra che un famoso regista abbia scelto proprio Borgo Propizio come set per il suo prossimo film. Come reagiranno i borghigiani a questo scoop?
Vecchi amici e nuovi tormenti, accoglieranno il lettore all'ombra del Castelluccio, insieme all'inconfondibile sensazione di fare ritorno in un luogo familiare, tra scorci noti e prospettive inedite. 
Lo stile di Loredana è ricco e curato, fa vibrare personaggi ed atmosfere, rendendo vivida la narrazione, mettendo il lettore a parte dei pensieri e dei sentimenti più reconditi di ogni personaggio.
Trattandosi del quarto volume di una saga e di un romanzo con svariati protagonisti, abbiamo una parte iniziale che procede più lentamente, sezioni volte a ricollegare fili spezzati ed episodi sospesi, rendendo la lettura a tratti meno fluida e scorrevole. Avanzando nella narrazione il ritmo si fa più audace e guida il lettore nel fermento che avvolge il borgo e i suoi abitanti, fino ad un epilogo perfetto, all'insegna della verità. I borghigiani si spogliano di ogni inganno e donano al lettore la loro anima.
La nostalgia, voltata l'ultima pagina, è inevitabile, ma si tratta di un addio dolce, dove ogni tassello finisce al posto giusto e ogni strappo viene abilmente ricucito.
Un libro da assaporare senza fretta, perché Borgo Propizio è uno di quei luoghi in cui il tempo si dilata e il cuore sorride. Impossibile non farvi ritorno quando se ne ripresenta l'occasione.

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