Recensione | Il respiro delle anime - Gigi Paoli | Giunti

Il respiro delle anime - Gigi Paoli | Giunti
15.00€ | eBook 9.99€ | 416 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori, luglio è appena iniziato ed io gli do il benvenuto con la recensione di un libro letto sotto l'ombrellone. Come molti di voi già sanno, avevo amato Il rumore della pioggia, noir d'esordio di Gigi Paoli. Attendevo con impazienza di scoprire la nuova inchiesta di Carlo Alberto Marchi e ringrazio Giunti per avermi letto nel pensiero, inviandomi una copia del libro in anteprima.
Gigi Paoli, reporter de La Nazione, si conferma uno scrittore  di talento e Il respiro delle anime appare fin dalle prime pagine una lettura appassionante, ben costruita, ricca di dettagli avvincenti.
In una Firenze oppressa dalla calura estiva, Carlo Alberto Marchi, in attesa di partire per il mare con la figlia Donata, continua a recarsi ogni mattina a Gotham City, appellativo che ha coniato per definire il futuristico e inquietante Palazzo di Giustizia che ha sede nel quartiere periferico di Novoli. Da qualche tempo in città si registrano troppi casi di morte per overdose e il giornale per cui Carlo lavora se ne sta occupando. Ma nei corridoi di Gotham si diffonde presto un'altra notizia: un ciclista è stato ucciso nella notte da un'auto pirata. Sembrerebbe trattarsi di un incidente, ma per Carlo sarà solo l'inizio di un'inchiesta sempre più intricata e complessa.
A distanza di neanche un anno dall'uscita del primo libro, Paoli riesce per la seconda volta a dar vita ad un noir di qualità, ricco di dettagli incalzanti e di informazioni ben dosate, elargite nei giusti tempi narrativi. L'inchiesta in cui il giornalista si trova coinvolto, si alterna alle vicende personali di un padre single, alle prese con una vivace quasi adolescente e con le tipiche battaglie dell'età. Proprio quest'alternanza, fatta della vita privata che irrompe in quella lavorativa con la prepotenza e la leggerezza che solo una dodicenne può avere, si rivela un connubbio vincente, che porta il lettore ad amare il protagononista nelle diverse sfaccettature della sua personalità, nel lato più brillante e in quello più intimo e umano. Un giornalista capace, un uomo integro e dotato di una pungente ironia, ma anche un padre affettuoso e impreparato alla più grande sfida che un genitore si trovi ad affrontare: vedere la propria figlia crescere.
Insomma, la mia vita rimbalzava da anni all'interno di un triangolo ai cui vertici c'erano, appunto, Donata, il giornale e Gotham. Ogni tanto, anzi diciamo pure spesso, in questo triangolo annaspavo e affogavo. Talvolta sparivo. Già. La mia vita era proprio un triangolo. Delle Bermude, nel caso di specie.
Altra costante è la presenza di una Firenze che si solleva dallo sfondo per assumere un ruolo preminente, delineata nella sua doppia fisionomia: la luce abbagliante del suo fascino storico da un lato, il suo volto oscuro e torbido dall'altro. In entrambe le connotazioni appare quasi tangibile l'amore dello scrittore per la sua città natale, che abbraccia in ogni sua sfumatura.
E anche fra quelle statue, simboli ambivalenti di arte luminosa e buia morte, si capiva che Firenze non era una città buona, non lo era mai stata. Firenze era la città degli intrighi e dei misteri, degli eccessi e dell'ingordigia, dei complotti e delle vendette, di Machiavelli  e di Savonarola, del Mostro dei giornali e dei tanti omicidi irrisolti. I buoni, a Firenze, non si chiamavano buoni, si chiamavano bischeri. Che voleva dire sciocchi, stolti. E non era un complimento. La bontà, a Firenze, non era una cosa di cui vantarsi, un complimento da incassare. Era un debito da pagare.
Oltre alla capacità di raccontare e alla sottile ironia che percorre la narrazione, in questo secondo lavoro emergono con ancora maggiore rilevanza le competenze dell'autore in ambito giudiziario, che permeano la vicenda senza risultare uno sfoggio di conoscenza, ma trasformando la sua professione in un grande valore aggiunto. Allo stesso tempo, appare evidente un grande lavoro di documentazione sui temi trattati nel caso specifico, trasmettendo al lettore la netta impressione che, ben amalgamato con la parte romanzata, ci sia un consistente substrato di verità. Questo tratto rende i libri di Paoli dotati di una verosimiglianza accattivante, in grado di coinvolgere e convincere chi si trova con un suo romanzo tra le mani.
Se serviva una conferma per iscrivere Gigi Paoli nel panorama italiano degli autori di noir più capaci, sicuramente è arrivata con questa seconda pubblicazione.
Il respiro delle anime è un libro maturo che, sotto le vesti di una lettura scorrevole e dal ritmo serrato, cela una grande abilità narrativa dove ogni tassello si colloca esattamente nel posto designato, lasciando nel lettore un unico rammarico: quello di finire troppo presto e di costringerci ad attendere con impazienza la prossima inchiesta di Carlo Alberto Marchi.


Commenti

  1. Ciao,
    interessante recensione!
    L'ho aggiunto alla mia lista dei libri da leggere.
    Non conoscevo questo scrittore e sono ben felice di scoprire nuovi autori italiani.
    Grazie
    Sere

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    1. Ciao Sere, sono felice di averti dato un suggerimento utile :) Spero ti piaccia quanto è piaciuto a me! A presto

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  2. Molto interessante, bellissima recensione

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    Risposte
    1. Grazie, Patrizia! Per il complimento e per essere passata :)

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  3. Convincente tu quanto l'autore per la seconda volta e credo proprio che il primo libro partirà con me!

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