#12 Actus Contritionis

Rubrica a cura di una giovane scrittrice che, una volta al mese,
vi farà entrare nel suo mondo di suggestioni, arte e magia.


Buongiorno, lettori.
Abbiamo lasciato che il sole e il caldo ci cullassero placidamente in quest'estate uggiosa, ma eccoci di nuovo qui per aprire le porte di un nuovo mondo segreto. Dove vi condurrò oggi?
I Borgia furono indubbiamente una delle famiglie più influenti del Rinascimento. Potenti, temuti, odiati, sono stati preda di una delle più durature leggende nere che ha avvolto e avvolge tuttora le loro gesta. Rodrigo Borgia, divenuto papa con il nome di Alessandro VI, amò e protesse i suoi figli, in particolare Cesare e Lucrezia, destinati a rivestire ruoli eminenti nelle vicende politiche degli anni a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Manuel Vazquez Montalbàn in O Cesare o nulla, con il suo stile brillante e serrato, ci offre un valido affresco della genialità e degli orrori di questa discussa famiglia.



Deus meus, ex toto corde poenitet me omnium meorum peccatorum eaque detestor.

Lucrezia si lasciò vestire con passività, concentrando ogni parte del suo essere nel tocco delicato delle stoffe preziose sulla sua pelle. Gli occhi vacui, aridi di lacrime, percorrevano banchetti e paesaggi che nessun altro poteva osservare, reclusi com’erano nell’indefinibile prigione del passato.

Quia peccando, non solum poenas a Te iuste statutas promeritus sum 

Indossò il pallore della vedovanza, le labbra esangui per il dolore, il corpo esile per la consunzione del pianto. Si avvolse di ogni simbolo di luttuosa pietà e costrinse il suo cuore a chiudersi su se stesso. Morto. Orribilmente morto, l’unico uomo che avesse mai amato. Avrebbe dovuto odiare la sua famiglia per questo, avrebbe dovuto odiare suo fratello Cesare che quel delitto aveva bramato e infine compiuto. Eppure non poteva. Non ci riusciva. Perché in fondo, sotto le macerie del suo dolore, sepolto sotto la disperazione e i frammenti del suo cuore spezzato, lei comprendeva. Lei capiva.

sed praesertim quia offendi Te, summum bonum, ac dignum qui super omnia diligaris.

Il suo incedere elegante non fu distorto dalla sofferenza, mentre con il viso velato di nero procedeva nel corteo funebre. Gli occhi degli astanti non potevano distogliersi dalla splendida, fulgida e maledetta Lucrezia. La figlia del papa, la sposa nefasta. Spade e sangue, ignominia e vergogna macchiavano le sue nozze. Cesare le sfiorò la mano, camminandole accanto. Lei non si voltò a guardarlo, non incrociò i suoi occhi sfacciati e seducenti. Ma ghermì con le sue le dita di lui. Lasciò che lui si nutrisse di quel contatto, leggendovi un’assoluzione. 

Ideo firmiter propono, adiuvante gratia Tua, de cetero me non peccaturum 

Perché erano Borgia e nessun delitto era imperdonabile. Erano Borgia e il loro sangue pulsava all’unisono. Erano insieme a calcare il mondo in fiamme del Rinascimento. Erano insieme a lottare da catalani in un Paese straniero. Erano insieme a costruire un impero intorno alla tiara. Erano insieme ad amarsi oltre ogni immaginazione. Le alleanze e gli amori suggevano il nettare della loro passione, ma si perdevano, estemporanei e caduchi, nelle imprevedibili maree degli eventi. 

peccandique occasiones proximas fugiturum.

Fu per questo che, mentre chiudevano il sepolcro di Alfonso d’Aragona, amato sposo e odiato alleato, si lasciò stringere nell’abbraccio di Cesare. Sulla sua spalla pianse le sue ultime lacrime, dall’odore delle assolate terre di Spagna che emanava la sua pelle trasse la forza per sopravvivere, leonessa in un’epoca di leoni. Sollevò il viso e lasciò che Cesare deponesse un bacio sulle sue labbra, mentre il suo cuore ricongiungeva i propri frammenti.

Amen.



E voi conoscete le vicende dei Borgia? Amate i libri che trattano temi storici?


Commenti

  1. Si! Sono molto interessanti i libri che trattano di questo argomento! Un altro romanzo è alla corte dei Borgia di Jeanne Kalogridis! :)

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    1. Sono pienamente d'accordo, Sara! Io adoro il Rinascimento e i Borgia lo incarnano perfettamente **

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  2. Perfetto! La malinconia di Lucrezia prevaricata dall' appartenenza alla sua famiglia, quella dei Borgia. Un periodo, il rinascimento, che nasconde un lato più tragico oltre l'arte, oltre la perfezione, oltre qualsiasi tipo di "rinascita". E' l'era delle guerre politiche, dei finti matrimoni, della sottomissione degli interessi familiari a quelli di potere. Una delle famiglie più potenti, più in vista di sempre, non poteva non affrontare questi eventi tragici e una donna come Lucrezia non poteva che andarci di mezzo. Dopo aver letto il post il lettore si chiede "cosa provava Lucrezia?". Rassegnazione, vera o fittizia, dolore, consapevolezza, o cos'altro? una donna cresciuta in quell'ambiente aveva la percezione di ciò che le accadeva come una donna moderna? sono sicuro che il dolore non cambia nei secoli e che i drammi di questo tipo colpiscano in modo identico oggi come allora e questo post ci aiuta ad immaginarlo. Il perdono della sua famiglia, poi, è giustificato dal contesto storico-politico? Si comprende qui che Lucrezia non aveva scelta, ma anche che forse c'era dell'altro... Grazie di averlo scritto, Morwen.

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    1. Grazie a te, grazie di avermi apprezzata. Era proprio questo l'intento, cercare di entrare nella mente di Lucrezia, intuirne il punto di vista, le emozioni in un contesto in cui il pericolo era dietro l'angolo e la fiducia era in un bene troppo prezioso e precario. In una famiglia che aveva fatto del sangue comune quasi un culto, fino a che punto si poteva perdonare, qual era la linea che separa l'amore viscerale per la propria famiglia al timore che Lucrezia nutriva verso di essa? Figure affascinanti, che ti riempiono di domande. Sono felice ti sia piaciuto!

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