martedì 21 febbraio 2017

Recensione | L'isola di Alice - Daniel Sanchez Arevalo | Nord

L'isola di Alice - Daniel Sanchez Arevalo | Nord
16.90€ | eBook 9.99€ | 496 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un libro di recente pubblicazione, L'isola di Alice di Daniel Sánchez Arevalo, edito in Italia da Nord che mi ha dato la possibilità di ricevere una copia in anteprima. 
Alice ha poco più di trent'anni, una bimba di sei anni, Olivia, ed un'altra in arrivo, quando riceve una telefonata nel cuore della notte: Chris, suo marito, ha avuto un brutto incidente e morirà poco dopo in ospedale. Alle 00:01 il mondo di Alice va in frantumi e, all'immenso dolore della perdita, si aggiunge una sofferenza più subdola e sottile: Chris ha avuto un incidente mentre tornava a casa, ma il luogo in cui si trovava non era quello in cui sarebbe dovuto essere, non era quello in cui aveva detto a sua moglie di trovarsi. Quale segreto custodiva quell'uomo che era stato il suo primo amore, il suo migliore amico, la sua famiglia, il suo complice?
La nostra vita era un puzzle, ma non nel senso di un grande caos: tutto s'incastrava con armonia. Un puzzle che avevamo costruito insieme, un pezzo dopo l'altro.  Sapevamo quello che volevamo. Avevamo ben chiara l'immagine della nostra vita perfetta e le tessere necessarie per comporla. [...] Il paesaggio della nostra vita era completo, bello, perfetto; incollato, incorniciato e appeso al muro per essere ammirato, goduto e vissuto. Ma adesso era come se avessi davanti un puzzle da cinquemila pezzi, senza nemmeno sapere qual era l'immagine da rimettere insieme.
Il tarlo del dubbio si insinuerà nella mente di Alice, che si aggrapperà morbosamente alla ricerca della verità, percorrendo il suo personale sentiero verso il superamento del dolore. 
L'isola di Alice pur non essendo un thriller, è un romanzo che pone l'accento sul versante psicologico e fa della suspense un elemento fondamentale della storia.
Alice, seguendo le poche tracce lasciate dal marito, inizierà un viaggio a ritroso che dal luogo dell'incidente la condurrà nella località in cui Chris si recava regolarmente: Robin Island. Con la piccola Olivia e la neonata Ruby, Alice si trasferirà sull'isola, con l'intento di scoprire ciò che il marito aveva deciso di nasconderle. Una piccola oasi di suggestiva bellezza che accoglierà con calore la donna e le sue figlie. Ma Alice non si fida di nessuno, perché ogni abitante di Robin Island è per per lei un potenziale sospettato. Un complice, un'amante, un parente lontano, dell'uomo che amava e che aveva deciso di escluderla da una parte della sua vita.
L'isola di Alice è quello che si può definire un esordio maturo, in cui l'autore dimostra di possedere una scrittura fluida, attenta ai dettagli e ai sentimenti.
Alice è una protagonista credibile, i suoi gesti, i suoi pensieri, i suoi errori di donna e di madre, la sua forza e le sue fragilità, la rendono un personaggio sfaccettato. La piccola Olivia, con il pesante bagaglio di paure lasciato in eredità dalla perdita del papà, con la fobia del freddo e le ossessioni che la spingono a dover contare tutto - perché se una cosa si può contare allora non può sparire - fa breccia nel cuore del lettore.
Il ritmo, che procede serrato nella prima metà, subisce un netto rallentamento nella parte centrale della storia dove, a mio avviso, gli stessi concetti vengono un po' troppo rimaneggiati, per procrastinare il momento della rivelazione finale.
Due aspetti, entrambi riconducibili alle indagini di Alice, non mi hanno convinta appieno. Come accennavo, la parte centrale del romanzo, inerente alle investigazioni, poteva a mio avviso essere snellita. Allo stesso modo non mi ha del tutto persuasa la facilità con cui una maestra d'arte riesca a trasformarsi in un'abile investigatrice, a piazzare decine e decine di telecamere senza essere scoperta, ad introdursi in abitazioni e attività commerciali. Avrei sicuramente preferito che l'autore ci presentasse un'Alice un po' meno convincente nei panni del detective.
Escluse queste annotazioni, legate forse al mio gusto personale, il romanzo mantiene per tutta la durata della narrazione un fascino tangibile, e ci regala un finale assolutamente inedito, che sa stupire  ed emozionare. L'autore, infatti, pur evitando di puntare su colpi di scena teatrali e scabrosi, riesce a fornire ad Alice, e quindi al lettore, una verità inaspettata, plausibile, dove non ci sono vittime né carnefici, ma solo sentimenti veri, inattesi e contraddittori come la vita.
Un esordio di qualità che, pur con qualche imperfezione, mi rende curiosa di scoprire il prossimo lavoro di questo autore spagnolo.







martedì 14 febbraio 2017

Recensione | L'estraneo - Ursula Poznanski e Arno Strobel | Giunti

L'estraneo - Ursula Poznanski e Arno Strobel | Giunti
14.00€ | eBook 8.99€ | 416 pagine | Scheda del libro
Bentrovati lettori,
oggi voglio parlarvi di un thriller targato Giunti e scritto a due mani: L'estraneo di Ursula Poznanski e Arno Strobel.
Joanna esce dalla doccia e si trova davanti un perfetto sconosciuto, un uomo che dice di essere il suo fidanzato, Erik. Ma la donna è certa di non averlo mai visto e non può fare a meno di sentirsi paralizzata dalla paura.
Erik rientra a casa dopo una dura giornata di lavoro, con l'unico desiderio di riabbracciare la sua Joanna, ma la ragazza che si trova di fronte dice di non conoscerlo e cerca di aggredirlo, gettandolo in un limbo di disperazione. Come se non bastasse tutte le sue cose sono scomparse, i suoi abiti, i suoi oggetti personali.
Chi dice la verità? Chi mente? E soprattutto...perché? 
La maniglia si abbassa, la porta si apre, lenta. Joanna  è davanti a me, girata di lato, però mi guarda, tiene ancora la mano sulla maniglia. I miei occhi superano il suo sguardo impaurito e si spingono verso il letto. Una morsa di ghiaccio mi stringe il petto. Forse non è Joanna ad aver perso la ragione, ma io. Il mio piumone, il mio cuscino, il mio armadio...non c'è più niente.
L'estraneo è un thriller che parte bene, con tutte le premesse per rivelarsi avvincente e ricco di suspense. Joanna ed Erik si avvicendano nella narrazione, offrendo al lettore due prospettive distinte, due voci sufficientemente credibili che alternano il punto di vista femminile a quello maschile in un riuscito passo a due.
Il lettore conosce dall'interno i due protagonisti, gode di un punto di vista privilegiato sulle loro paure ed emozioni, e matura lentamente la convinzione che entrambi dicano il vero...ma chi è l'artefice di questo piano? Come è stato realizzato e con quale scopo?
Il tema dell'amnesia, per quanto abusato, rimane sempre molto affascinante, capace di catalizzare la curiosità del lettore. Allo stesso modo anche l'idea di trasportare il germe del dubbio all'interno di un rapporto di coppia, confondendo i confini tra sentimenti positivi e negativi, tra fiducia e dubbio, tra attrazione e repulsione, bugia e verità, amore e odio, non fa che incrementarne l'attrattiva.
Trascinata dal ritmo incalzante della storia ero impaziente di scoprire quale intreccio sorreggesse l'attuale stato dei fatti, sebbene di tanto in tanto avessi riscontrato qualche forzatura nei comportamenti dei protagonisti, gesti non del tutto naturali e pertinenti alla situazione. Tuttavia confidavo in una spiegazione finale che mettesse ogni tassello al proprio posto, un'intuizione scaltra e geniale che aprisse il sipario su una realtà tanto credibile quanto inaspettata.
Purtroppo proprio nell'epilogo, il romanzo ha perso il suo fascino e quella che sembrava una costruzione di verità ben architettata, si è rivelata invece un castello di carte fin troppo facile da spazzare via.
Gli autori, partendo da ottime premesse, hanno probabilmente osato troppo, puntando su un epilogo surreale, pasticciato, esageratamente cinematografico. E' come se avessero voluto stupire il lettori con effetti speciali di scarsa qualità, di quelli che già ad una prima occhiata appaiono posticci.
Un gran peccato, perché non posso dire che L'estraneo sia stata una lettura noiosa o difficile da portare a termine, anzi. Nonostante la mole, la narrazione è scivolata via con estrema facilità.
Un thriller dalle grandi potenzialità che, a mio avviso, non mantiene tutte le promesse.



venerdì 10 febbraio 2017

BabyBooks: Il Nonnario | Lorenzo Naia - Roberta Rossetti | Verbavolant

"Il Nonnario" Lorenzo Naia - Roberta Rossetti | Verbavolant
dai 3 anni | 22 pagine | 12.00€ | Acquista qui

Buongiorno lettori!
Oggi io e Micol vogliamo parlarvi di un bellissimo libro ricevuto da Verbavolant, Il Nonnario, scritto da Lorenzo Naia ed illustrato da Roberta Rossetti, autori di un altro volumetto che avevamo amato molto: Briciole.
Il Nonnario non è un libro qualunque, e questo lo si capisce non appena lo si tiene tra le mani. Si apre come una fisarmonica e in effetti produce una dolce melodia. Le note sono scandite da tante filastrocche, tutte dedicate ai nonni. Sì, perché i nonni sono tanti, ed ognuno è diverso, ognuno produce un suono tutto suo.
Micol, follemente innamorata dei suoi nonni, li ha subito cercati tra le pieghe de Il Nonnario e, quasi per magia, li ha ritrovati tra le pagine! Allora ecco nonna Infornella che gira, aggiunge, crea l'impasto forse ha in mente l'antipasto?e poi nonno nell'orto che un rastrello ha per mano, pota e annaffia il melograno.
E ancora il nonno digitale che è connesso con il mondo, spinge i tasti a tutto tondo.
E poi ci sono Nonna Gomitolo brava a cucire e rammendare, Nonna Colrossetto che non perde mai il suo fascino, Nonno Aggiustone che sa riparare tutto persino un ginocchio sbucciato, Nonna Dicarta con un libro sempre tra le mani...

Le illustrazioni di Roberta Rossetti sono delicate e poetiche, perfette per dare vita alle filastrocche che abitano il volume. Un libro che è quasi una dichiarazione d'amore verso i nonni,  figure sempre più centrali nella vita dei bambini, raccontati attraverso quei piccoli gesti d'amore che li rendono così speciali agli occhi dei nipotini e che confermano ancora una volta la sensibilità di Lorenzo Naia verso l'universo infantile.
Micol ha già imparato le sue filastrocche preferite e, quando siamo in giro, si diverte a riconoscere nei nonni che incontra quelli scoperti ne Il Nonnario.
Un piccolo 'dizionario dei nonni' in cui tutti possono ritrovare i propri e anch'io ho riconosciuto la mia, Nonna Caramella, che mi ha sorpreso tra le pagine strappandomi una lacrima e un sorriso.
Un libro colmo di tenerezza, che con le sue tinte pastello e le sue rime, si rivelerà un regalo perfetto per bambini da 3 a  99 anni.
Sono intorno, sono dentro,
nel mio cuore han fatto centro.
Dolci baci, faccio scorta:
sono i nonni… questo importa!

mercoledì 8 febbraio 2017

Recensione | Il cuoco - Harry Kressing | Edizioni E/O

Il cuoco - Harry Kressing | E/O
16.00€ | eBook 8.99€ | 256 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un libro letto nel mese di gennaio, una storia di cui ho sentito parlare molto  e di cui ho subito il fascino noir.
In una notte d'inverno, Conrad Venn arriva a Cobb, per prendere servizio come cuoco presso la dimora degli Hill. Gli Hill, insieme ai Vale, sono le famiglie più in vista della città, legate da un passato comune e da un comune possedimento, il castello che svetta imponente sulla vallata: Prominence.
Nessuno conosce i suoi veri intenti, ma insieme al cuoco dai lineamenti aguzzi e dai modi taglienti, un'ombra scura si insinuerà nel cuore della quieta cittadina. 
In poco tempo Conrad riuscirà a piegare la volontà dei suoi padroni e a guidare, come uno scaltro burattinaio, i fili delle esistenze di tutti i componenti delle due famiglie.
Il cuoco è un libro dall'impronta gotica e dalle atmosfere inquietanti, in cui tutta la vicenda e il fascino della storia sono strettamente connessi alla figura di Conrad, un uomo che emana una sinistra malvagità.
E' alto, almeno un metro ottanta - di una buona testa più di qualsiasi altro passante - estremamente emaciato, quasi cadaverico. I lineamenti del viso sono grifagni: il naso è un autentico becco. Dalle orbite incavate vigilano grandi occhi penetranti, neri come il carbone. I capelli neri da sotto il cappello gli si arricciano sulla nuca fino al colletto. E' vestito completamente di nero. I calzoni sono perfettamente tesi attorno alle caviglie coperte da lunghe calze nere. Sembra "proprio un'aquila nera affamata" secondo la descrizione che qualche ora dopo uno dei negozianti fece in un'osteria, e tutti quelli che avevano visto Conrad annuirono.
Il lettore comprende lentamente quali siano i suoi scopi, un tassello dopo l'altro lo vede servirsi della sua arte culinaria e dei suoi modi subdoli e manipolatori per irretire le anime di chi lo circonda, piegandole alla sua volontà.
Un libro sicuramente affascinante, il cui protagonista non lascia indifferenti, in cui il male è quasi sostanza liquida, sortilegio sottile, che si insinua sotto le porte, si mescola alle pietanze, fino ad avvelenare il cuore di chi si trova nella sua stessa orbita.
Ad una prima parte quasi magnetica, si alterna però una seconda priva di mordente, che procede lenta, senza aggiungere nuove informazioni, limitandosi a confermare le ipotesi del lettore, cosa che mi ha fatto riflettere sul fatto che probabilmente il materiale narrativo sarebbe stato più adatto ad un racconto che ad un romanzo. Voltata l'ultima pagina non ho assaporato quel senso di soddisfazione che avevo pregustato.
Avrei preferito un epilogo più creativo e articolato, mentre ho trovato ad attendermi un finale piuttosto sciapo. Nonostante ciò, se cercate una favola nera, con un cattivo costruito ad arte e una bella ambientazione storica, credo che le duecento pagine de Il cuoco potrebbero fare per voi.






venerdì 3 febbraio 2017

TopFive: Cinque cose che i libri mi hanno insegnato


Buongiorno lettori, 
un'altra settimana è trascorsa e il primo weekend di febbraio ci attende. Io mi preparo a qualche giorno rilassante, a leggere, sfornare muffin con la mia bimba e magari fare una passeggiata al mare.
Nella Top Five di oggi vi parlerò delle cose che ho appreso dalla lettura, che in realtà sono molto più numerose di quelle che troverete in elenco. Ma ecco, ho fatto appello alla mia capacità di sintesi per illustrarvi le cinque che al momento mi sembrano più significative!

1. Ad andare oltre 
Giudicare un libro dalla copertina è un po' come fermarsi alla prima impressione che una persona ci trasmette. I libri mi hanno insegnato ad abbattere barriere che esistevano solo nella mia mente, a soffermare lo sguardo su ciò che è vicino puntando sempre a ciò che è lontano, a ristrutturare velocemente idee e convinzioni, a non fossilizzarmi su concetti precostituiti.

2. A rallentare
Ci sono storie che per arrivare al cuore del lettore hanno bisogno di lentezza e ampio respiro. Dai libri ho imparato l'arte di rallentare, soffermandomi su ogni dettaglio, godendo della bellezza delle parole, seguendo il loro flusso senza forzarne il corso.

3. Ad apprezzare la solitudine
Credo di aver imparato a stare sola intorno ai dieci anni. Io, il mio libro, e il mondo fuori. La solitudine, che prima incuteva timore, si trasforma in tempo felice, prezioso, vivo, pieno. Solitudine che si colora, si arricchisce, ti arricchisce.

4. Che il tempo può cambiare le cose
I libri sono degli essere pazienti. Bravi ad attendere. Dritti sullo scaffale, spesso impolverati, mi hanno insegnato che il tempo trasforma il nostro sguardo sul mondo. Storie che hanno bisogno di decantare per anni prima di entrarci dentro come un pugno, volumi riaperti a distanza di tempo che ci investono con una valanga di nuovi significati, racconti amati da bambini che assumono una luce inedita quando non lo siamo più. 

5. Che nulla è impossibile
Infine, i libri, con i loro voli pindarici, le vittorie dei sognatori, le ricompense agli audaci, mi hanno impartito una delle lezioni a cui sono più legata: nulla è impossibile. A meno che non credi che lo sia. 


Cosa ne pensate, lettori? Cosa avete imparato dai libri?
Aspetto di conoscere le vostre opinioni e intanto vi auguro un bel weekend!



giovedì 2 febbraio 2017

BookNotes: bilancio letterario di gennaio.


Buongiorno lettori,
eccoci già a febbraio! Com'è trascorso questo primo mese dell'anno? Avete già cominciato a mettere in atto i buoni propositi per il 2017?
Io, dopo il caos che ha caratterizzato gli ultimi mesi dell'anno appena concluso, ho ripreso in mano le redini delle mie giornate e mi ritengo abbastanza soddisfatta, ho iniziato a concretizzare quasi tutte le nuove direttive che mi ero proposta per il blog e ad organizzare meglio il mio lavoro. Lavorare da casa può sembrare una cosa semplice, ma se sei una mamma, ti piace cucinare, tenere la casa pulita e trovare anche un po' di tempo per leggere, allora la storia si fa più complessa. Questo mese è stato per me un rodaggio parzialmente riuscito...ho ancora molto da imparare, soprattutto nel riuscire a ritagliare un po' più tempo per le mie letture, ma siamo solo all'inizio dell'anno!

Cosa ho letto nel mese di gennaio? Dalla riapertura del blog ho portato a termine due letture:
- L'incredibile ritorno di Norah Wells | Virginia Macgregor | Giunti [recensione]
- Il cuoco | Harry Kressing | E/O [da recensire]

Con Micol ho letto:
-  Chi c'è sotto il letto? | Anna Laura Cantoni e Sandro Natalini | Coccole Books [recensione]

Nella mia libreria sono entrati ben sei volumi (non ho speranze, lo so), di cui due acquisti e quattro omaggi:
- L'imperfetta meraviglia | Andrea De Carlo | Giunti
- La ragazza di Brooklyn | Guillame Musso | La nave di Teseo
- Notti in bianco, baci a colazione | Matteo Bussola | Einaudi
- La scelta decisiva | Charlotte Link | Corbaccio
- L'estraneo | Ursula Poznanski e Arno Strobel | Giunti
- Il cuoco | Harry Kressing | E/O

Nella libreria di Micol è arrivato:
- Il nonnario | Lorenzo Naia e Roberta Rossetti | VerbaVolant

Augurandovi un mese di febbraio pieno di belle letture, aspetto di sapere se avete letto qualcuno dei miei titoli o ne siete incuriositi!