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Recensione | Il cuoco - Harry Kressing | Edizioni E/O

Il cuoco - Harry Kressing | E/O
16.00€ | eBook 8.99€ | 256 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un libro letto nel mese di gennaio, una storia di cui ho sentito parlare molto  e di cui ho subito il fascino noir.
In una notte d'inverno, Conrad Venn arriva a Cobb, per prendere servizio come cuoco presso la dimora degli Hill. Gli Hill, insieme ai Vale, sono le famiglie più in vista della città, legate da un passato comune e da un comune possedimento, il castello che svetta imponente sulla vallata: Prominence.
Nessuno conosce i suoi veri intenti, ma insieme al cuoco dai lineamenti aguzzi e dai modi taglienti, un'ombra scura si insinuerà nel cuore della quieta cittadina. 
In poco tempo Conrad riuscirà a piegare la volontà dei suoi padroni e a guidare, come uno scaltro burattinaio, i fili delle esistenze di tutti i componenti delle due famiglie.
Il cuoco è un libro dall'impronta gotica e dalle atmosfere inquietanti, in cui tutta la vicenda e il fascino della storia sono strettamente connessi alla figura di Conrad, un uomo che emana una sinistra malvagità.
E' alto, almeno un metro ottanta - di una buona testa più di qualsiasi altro passante - estremamente emaciato, quasi cadaverico. I lineamenti del viso sono grifagni: il naso è un autentico becco. Dalle orbite incavate vigilano grandi occhi penetranti, neri come il carbone. I capelli neri da sotto il cappello gli si arricciano sulla nuca fino al colletto. E' vestito completamente di nero. I calzoni sono perfettamente tesi attorno alle caviglie coperte da lunghe calze nere. Sembra "proprio un'aquila nera affamata" secondo la descrizione che qualche ora dopo uno dei negozianti fece in un'osteria, e tutti quelli che avevano visto Conrad annuirono.
Il lettore comprende lentamente quali siano i suoi scopi, un tassello dopo l'altro lo vede servirsi della sua arte culinaria e dei suoi modi subdoli e manipolatori per irretire le anime di chi lo circonda, piegandole alla sua volontà.
Un libro sicuramente affascinante, il cui protagonista non lascia indifferenti, in cui il male è quasi sostanza liquida, sortilegio sottile, che si insinua sotto le porte, si mescola alle pietanze, fino ad avvelenare il cuore di chi si trova nella sua stessa orbita.
Ad una prima parte quasi magnetica, si alterna però una seconda priva di mordente, che procede lenta, senza aggiungere nuove informazioni, limitandosi a confermare le ipotesi del lettore, cosa che mi ha fatto riflettere sul fatto che probabilmente il materiale narrativo sarebbe stato più adatto ad un racconto che ad un romanzo. Voltata l'ultima pagina non ho assaporato quel senso di soddisfazione che avevo pregustato.
Avrei preferito un epilogo più creativo e articolato, mentre ho trovato ad attendermi un finale piuttosto sciapo. Nonostante ciò, se cercate una favola nera, con un cattivo costruito ad arte e una bella ambientazione storica, credo che le duecento pagine de Il cuoco potrebbero fare per voi.






Commenti

  1. Sai che la tua recensione mi ha davvero stregata? Non conoscevo questo romanzo e se avessi visto solo la copertina probabilmente l'avrei snobbato... invece mi hai convinto e, nonostante i difetti che hai riscontrato sul finale, credo proprio che lo cercherò!

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    1. Ciao Nadia! La seconda parte mi ha un po' delusa, ma se dovessi leggerlo fammi sapere cosa ne pensi, da molti è considerato quasi un classico! Baci :)

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  2. Ne abbiamo parlato di questo Conrad il cuoco che continua ad affascinarmi nonostante la seconda parte un po'meno intrigante della prima. Io lo segno, ha tanti punti a suo favore, noir gotico mmmm che bellezza...Ti chiedo una curiosità, la voce narrante è quella del cuoco?

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