mercoledì 30 novembre 2016

Recensione 'Le mie cene con Edward' di Isabel Vincent | Garzanti

Titolo: Le mie cene con Edward
Autore: Isabel Vincent
Editore: Garzanti
Pagine: 160
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 14,90 €
eBook: 4,99 €
Omaggio CE

Nota sull'autrice
Isabel Vincent  autrice di Hitler's Silent Partners: Swiss Banks, Nazi Gold, and the Pursuit of Justice e di See No Evil: The Strange Case of Christine Lamont and David Spencer.  reporter investigativa del National Post. I suoi lavori sono comparsi su The New Yorker, Daily Telegraph, The Independent, Marie Claire e molte altre pubblicazioni internazionali. Vive a Toronto.

Lo guardai allontanarsi zigzagando con maestria nella calca degli acquirenti dei giorni di festa e commessi di entrambi i sessi, tutti giovani e ben vestiti, che reggevano flaconi di profumo. E mi accorsi che sorridevo. Ogni volta che vedevo Edward la gioia e la felicità mi coglievano di sorpresa. A dispetto di tutto quello che stava succedendo nella mia vita, sorrisi.

E' la vigilia di Natale quando Valerie chiede ad Isabel un favore personale: passare una serata in compagnia dell'anziano padre mentre lei sarà fuori città. Isabel non sa ancora che quella si trasformerà nella prima di tante cene e che quell'uomo diventerà uno dei suoi affetti più cari.
Edward, novant'anni ormai compiuti, è da poco rimasto vedovo e sta attraversando un momento molto doloroso. Anche Isabel vive un periodo difficile: si è appena trasferita a New York con il marito e la figlia ma il suo matrimonio è ormai solo un guscio vuoto, un involucro di cui non riesce a disfarsi e che ha smesso da un pezzo di regalarle emozioni.
Le cene con Edward, gentiluomo raffinato e cuoco sopraffino, si riveleranno per lei un piccolo angolo di felicità, un intermezzo magico, in cui tra uno squisito soufflé all'albicocca, una deliziosa galette di mele e un Martini ghiacciato, Isabel riuscirà ad aprirsi di nuovo alla vita e a ritrovare se stessa.
Il fattore che mi ha indotto a desiderare questo libro è stata la cover. Non appena mi sono soffermata sulla copertina ho saputo che doveva essere mio. Probabilmente l'avrò già detto, adoro le finestre accese. Sul perché ci riflettevo giusto qualche giorno fa, pensando all'attrattiva che esercitano su di me fin da bambina. Le osservavo con il naso incollato al finestrino e immaginavo le vite che scorrevano all'interno, le persone che ci abitavano. A posteriori credo di aver capito cos'è che rende un rettangolo illuminato così affascinante ai miei occhi: da fuori tutte le famiglie sono felici.
Ma veniamo al contenuto del libro e al cuore della storia. Edward è un uomo con una lunga vita alle spalle, una vita che gli fatto un dono molto prezioso, un amore unico e potentissimo, che l'ha legato alla stessa donna per sessantanove anni. 
Le parti più toccanti della narrazione sono quelle in cui Edward parla di Paula, dell'amore viscerale che li ha uniti e del vuoto che la donna ha lasciato nella sua vita.
«I bisogni di una vita incontrarono i bisogni di un'altra vita», aveva scritto Edward in una poesia che mi aveva mandato e che parlava della prima volta in cui aveva visto Paula. Adesso mi ripeté quel verso. «Non devi dare te stesso, ma con tutto te stesso», aggiunse.
Ma nella sua vita c'è anche un altro amore, quello per la cucina, che con gesti semplici e accorti sa regalare gioia e creare alchimie e intimità.
C'era qualcosa di magico nella vaporosità dei dolci di Edward. La sera in cui assaporai per la prima volta quel soufflé - e tutte le altre volte in cui me lo cucinò - godetti di ogni cucchiaiata, sentendo sciogliersi in bocca la panna, la meringa e l'albicocca.
Preparare delle pietanze per i suoi ospiti, è per Edward una sorta di rituale, che richiede tempo e gli ingredienti migliori. La cucina non insegna solo a cuocere un arrosto o delle patate croccanti e uniformi...la cucina insegna l'arte della pazienza, il lusso di rallentare, la necessità di fermarsi a riflettere. Ho amato questa concezione nell'approcciarsi al  cibo, che si avvicina molto al mio modo di intendere l'arte culinaria. La cucina che in questo libro fa da sfondo al consolidarsi di un'amicizia, di un rapporto profondo e sincero, che si rivelerà per la protagonista fondamentale per superare un momento buio della sua vita.
Edward è un personaggio al quale il lettore vorrebbe affezionarsi, un nonno saggio che ha trasformato gli anni in certezze e che si fa spazio in sordina tra le pagine, regalandoci piccoli grandi insegnamenti.
Eppure l'affezione è incompleta e le cene succulente di Edward ci lasciano in conclusione un retrogusto amaro. Cosa non mi ha convinto?
Credo che il punto di forza di questo romanzo sia anche il suo punto debole. Si tratta di una storia vera, in cui l'autrice ha voluto definire i contorni di un legame compreso probabilmente nella sua pienezza solo a posteriori. Allo stesso tempo è come se Isabel facesse fatica a mettere nero su bianco ciò che ha reso questo legame così speciale, ad arrivare alla sua vera essenza, passando da un episodio all'altro senza seguire un vero fil rouge, forse perché ci sono relazioni difficili da spiegare e alcune persone sono semplicemente destinate ad incrociare la nostra strada come doni inaspettati. Questo suo preciso attenersi ai singoli episodi finisce per rendere la prosa eccessivamente lineare e poco palpitante. A ciò si aggiunge uno stile essenziale, da reporter, che tende a soffermarsi poco sulle emozioni. Credo che la scelta migliore sarebbe stata quella di romanzare la vicenda, di arricchirla di dettagli, sentimenti e sfumature che donassero maggiore colore alla storia, consentendo anche a chi non ha conosciuto Edward, a chi non ha stretto le sue mani nodose e assaporato i suoi dolci sublimi, di amarlo. Infine l'epilogo spezzato non aiuta il lettore a far pace con il senso di incompiutezza della storia, anzi, non fa altro che accentuare il senso di smarrimento. 
Vi consiglio questo libro? Sicuramente non si tratta di una lettura indispensabile, pur non mascherando la mia delusione posso dirvi che la sua impronta dolce e nostalgica e le poche pagine di cui è composto lo rendono adatto ad una serata invernale.







venerdì 25 novembre 2016

Waiting for Christmas Giveaway - 12 Libri in palio!

Buongiorno, lettori!
Vi avevo promesso un mese ricco di iniziative ed opportunità...ed ecco che dopo il contest della scorsa settimana [chi se lo fosse perso può trovarlo qui] arriva un altro evento super ghiotto, che anticipa l'aria di Natale (che io amo tantissimo) e porterà a casa vostra tanti bei libri!


Waiting for Christmas nasce dalla collaborazione con quattro splendide colleghe: Francesca del blog Il cuore in un libro, Nunzia di Libropatia, Rosa del blog L'incanto dei libri, Sabrina di Reading at Tiffany's.
Qual è lo scopo di questo giveaway che da giorni ci rende elettrizzate e impazienti? Rendere felici i nostri lettori e regalarvi la possibilità di ricevere in occasione del Natale dei libri che noi stesse metteremo in palio. Ed ecco che passo a presentarvi il bottino!


I premi 


Ninfee Nere - Michel Bussi | Edizioni E/O
Gli effetti speciali dell'amore - Angela Iezzi | Newton Compton
La città degli incontri proibiti - Carolina De Robertis | Garzanti 
Il ritmo del mio cuore - Caisey Queen | HarperCollins Italia
L'amore arriva sempre al momento sbagliato - Brittainy C. Cherry | Newton Compton
L'abbazia dei cento inganni - Marcello Simoni | Newton Compton
Il linguaggio segreto dei fiori - Vanessa Diffenbaugh | Garzanti
Al posto di un altro - Allen Eskens | Neri Pozza
After - Anna Todd | Sperling&Kupfer
Una stella tra i rami del melo - Annabel Pitcher | Tea
Ci proteggerà la neve - Ruta Sepetys | Garzanti
La storia d'amore più bella del mondo - Massimo Incerpi | Newton Compton

Cliccando sui titoli sarete indirizzati alle sinossi, così da scoprire le trame e i dettagli dei libri. I volumi in palio sono tutti in edizione cartacea, nuovi o sfogliati un'unica volta.

Ci saranno sei vincitori e ognuno si aggiudicherà due libri. Come leggerete nel regolamento, vi chiederemo di stilare una classifica di preferenza inerente ai titoli in palio. Il primo classificato si aggiudicherà quindi i libri che avrà indicato come sue prime scelte. Poi passeremo alle preferenze del secondo e così via fino al sesto, cercando di venire incontro quanto più possibile ai vostri desideri.



Regolamento

Per permettere a tutti di partecipare, le regole saranno poche ed essenziali:
1. Essere lettori fissi dei blog La ragazza che annusava i libri, Libropatia, Il cuore in un libro, L'incanto dei libri, Reading at Tiffany's.
3. Condividere l'evento sui social, riportando nel commento i link delle condivisioni.
4. Specificare, al momento dell'iscrizione al Giveaway, la preferenza riguardo i libri in palio (vi chiedo quindi una classifica personale da quello che più vorreste a quello che meno vi intriga) e la vostra email in modo da essere contattati in caso di vittoria!

A fine evento, tra tutti gli iscritti nei cinque blog, verranno estratti i sei vincitori tramite il sito Random.org.

Il termine ultimo per partecipare al giveaway è il 15 dicembre fino alle 24. Nei giorni successivi provvederemo ad annunciare i vincitori e a contattarli tramite email.
Le spedizioni saranno effettuate dopo le vacanze natalizie, per evitare disguidi con le poste.


Infine vi ricordo che dovrete lasciare il vostro commento
in uno solo dei blog partecipanti.


Cosa aspettate? Buona fortuna a tutti!






venerdì 18 novembre 2016

Recensione 'Volevo solo andare a letto presto' Chiara Moscardelli | Giunti

Titolo: Volevo solo andare a letto presto
Autore: Chiara Moscardelli
Editore: Giunti
Pagine: 272
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 14,00 €
eBook: 8,99 €
Omaggio CE

Nota sull'autrice
Chiara Moscardelli, romana, vive a Milano. Volevo essere una gatta morta, suo romanzo d’esor­dio (ripubblicato da Giunti in edizione tascabile nel 2016), ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, di­ventando in breve un libro di culto. Nel 2013 è uscito per Einaudi La vita non è un film, mentre nel 2015 Giunti ha pubblicato con grande successo Quando meno te lo aspetti.


Dicono che la vita sia composta da una serie di istanti, grandi e piccoli, felici e tristi. E sono proprio quei momenti che le danno forma e significato. Fuggire significava scegliere di non vivere.
Agata Trambusti ha trentacinque anni, lavora in una casa d'aste ed è lievemente nevrotica.
Del resto è cresciuta con una madre hippy, dedita alla cristalloterapia, con ospiti nudi che si aggiravano indisturbati per casa e un padre non pervenuto.
Proprio in risposta al caos che ha caratterizzato la sua infanzia, Agata ha sviluppato una certa rigidità caratteriale che la porta a rifuggire tutto ciò che è inatteso e imprevedibile. E c'è forse qualcosa più imprevedibile dell'amore? Agata, infatti, impettita in tailleur e chignon, non si lascia mai andare alle emozioni, che le appaiono come il più spaventoso dei nemici. Quelle e le varie malattie di cui, ciclicamente, si convince di soffrire, da buona ipocondriaca quale è.  Gli unici sentimentalismi a cui si abbandona sono quelli delle telenovelas argentine che tanto ama.
Finché la sua vita tutta metodo e schema non andrà in frantumi. In una giornata piovosa, Agatha si reca presso la villa di un uomo facoltoso per valutare alcune opere. Proprio in quella casa avverrà un incontro, o meglio, uno scontro, con un uomo affascinante e misterioso che la travolgerà in una serie di rocamboleschi e inaspettati eventi.
Chiara Moscardelli ritorna con una commedia romantica e una protagonista femminile sopra le righe, o forse sarebbe più appropriato dire sotto le righe. Perché in Agata tutto è ordinato ed essenziale, proprio come l'organizzatissima scrivania e il suo sterile appartamento. Niente che susciti un brivido. Ma non ci si può difendere dalle emozioni per sempre, nemmeno attingendo a due tranquillanti per volta. Questa la lezione che Agata imparerà nel momento stesso in cui la sua strada incrocerà quella di Fabrizio Calcaterra. Ma chi è l'uomo misterioso dal quale Agata si sente affascinata e allo stesso tempo spaventata? E come è collegato al facoltoso cliente greco che sembra essersi dissolto nel nulla?
Blocco dopo blocco, Agata inizierà a scardinare il muro delle sue difese, fino a scoprirsi una donna, una figlia e una persona diversa da quella che fino ad allora si era imposta di essere.
Come nell precedente libro della Moscardelli [Quando meno te l'aspetti - Giunti, 2015], anche in quest'ultimo la componente rosa si intreccia con la vena di mistero che percorre la storia. L'ironia è sicuramente la colonna portante della narrazione, che riserverà ai lettori scene esilaranti, tra gag imbarazzanti e improbabili dialoghi tra Agata e il suo psicologo.

Lo psicologo si ostinava a dire che avevo paura del cambiamento: «Si insinua lentamente. Un giorno scopre di essere diversa in una piccola cosa e il mondo non le sembra più come prima. Allora non sa da che parte andare, non ha idea di cosa fare, ma...»
«Non ha capito, io se giro l'angolo ci trovo l'uomo con il neo!»
«L'uomo con il neo rappresenta la paura del cambiamento.»
«No, l'uomo con il neo è proprio un uomo con il neo, e vuole uccidermi!»

Passaggi inverosimili, risate inevitabili, lieto fine assicurato, questi gli ingredienti di un libro ideale per trascorrere una pausa all'insegna della leggerezza.
Una lettura che pur rimanendo in superficie, e pur servendosi degli stereotipi che appartengono all'universo femminile, ci rivela, pagina dopo pagina, una grande verità: bisogna lasciarsi andare e liberarsi da tutti i condizionamenti dell'infanzia, per vivere una vita che possa dirsi autentica ed essere davvero felici.
Un romanzo dinamico, con uno stile fresco e brioso, che scorrerà via in poche ore.
Volevo solo andare a letto presto, ma poi ho dovuto finire il libro.
 








#82 Top Five: Cinque dati statistici che ti faranno trovare il tempo per leggere

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.


Buongiorno, lettori :)
La Top Five oggi è ispirata da un articolo letto recentemente, in cui venivano elencati dei dati statistici inerenti alle ore che si dedicano in un mese alle varie attività. Da perfetta bibliofila senza speranza quale sono, ho quindi pensato di rapportarli al tempo che potremmo usare per leggere...curiosi di scoprire cosa ne è venuto fuori?


Cinque dati statistici che ti faranno trovare il tempo per leggere



Se si dedicassero alla lettura le ore che in un mese impieghiamo a...

1. Stare sui social
In un mese si trascorrono sui social 1500 minuti...tempo in cui leggeremmo all'incirca cinque libri da 300 pagine. Ecco, ora immaginate la mia faccia! Cinque libri in meno a causa di  Mark Zuckerberg!

2. Guardare la Tv
Si guarda la TV per 3840 minuti al mese...riservando questo tempo alla lettura si leggerebbero quattordici libri al mese (sempre di circa 300 pagine). Questo è sicuramente il dato più sconcertante...tu  ipotetico, che dici di non avere tempo per leggere e poi trascorri tutte le sere della tua vita a guardare la tv, sappi che sei stato smascherato! E, per inciso, non sai cosa ti perdi.

3. Fare sport
Alle attività fisiche e sportive si dedicano 510 minuti al mese...in questo tempo si porterebbe a termine la lettura di circa due libri da 300 pagine. Lo so, l'attività fisica fa bene, ma io mi aggrappo saldamente ai miei due libri in più e l'unico sport in cui mi cimento è il lancio del libro (brutto). Però voi che avete il coraggio di passare ore a sudare, correre, sollevare pesi e conteggiare addominali, avete tutta la mia stima.

4.Vita sociale
 Agli eventi sociali dedichiamo 120 minuti al mese, equivalenti alla lettura di un libro di 150 pagine. Poca roba, insomma. Ergo, e stavolta mi rivolgo ai lettori, non potete usare la passione per la lettura come scusante per la vostra asocialità. La vita sociale toglierebbe poco e niente alla pila dei libri da smaltire.

5. Mangiare
Infine il tempo che impieghiamo mangiando è di 2010 minuti, equivalenti alla lettura di quasi sette libri di 350 pagine. Anche qui, tanta roba! Eppure ci si deve nutrire, ribatterete voi. Certo. Ma nessuno ci vieta di farlo continuando a leggere.



Aspetto di sapere cosa pensate
dei cinque punti di oggi!
Buon week end :)





giovedì 17 novembre 2016

BabyBooks: Rosicchio - E. Yarlett | Le quattro stagioni - M. Gaule | Sassi Junior






Recensioni creative. Con la partecipazione straordinaria di una treenne.

Buongiorno, lettori!
Oggi io e Micol vogliamo parlarvi di due meravigliosi libri, ricevuti da Sassi Junior, che ringrazio per le copie. L'etichetta libri per bambini ad alcuni volumi sta un po' stretta e quelli che vado a presentarvi appartengono sicuramente a questa categoria.
I volumi in questione sono Le quattro stagioni Pop-Up di Matteo Gaule che troverete dal 1 dicembre in libreria e Rosicchio - Il mostro dei libri di Emma Yarlett già pubblicato. 
Ma prima di parlarvi dei libri vorrei farvi conoscere questa casa editrice, con la quale è stato amore a prima vista. Cosa la rende ai miei occhi così speciale, vi chiederete? Sassi Junior è la prima casa editrice per bambini interamente dedicata all’ecologia. L’uso di carta riciclata o certificata ottenuta da foreste sostenibili, gli inchiostri ecologici, l’aspetto naturale dei libretti e dei libri-gioco, caratterizzati dal tipico cartone avana stampato a colori, fanno di Sassi Junior un sinonimo di sostenibilità, eticità, modernità e allo stesso tempo di divertimento e fantasia.
I vostri bambini potranno quindi sognare e divertirsi, imparando a rispettare l'ambiente, una mission che personalmente non posso che abbracciare e condividere.
Ma veniamo ai due volumi ricevuti, che hanno fatto impazzire di gioia Micol (e anche me, non posso nasconderlo).


Titolo: Rosicchio - Il mostro dei libri
Autore: Emma Yarlett
Editore: Sassi Junior
Pagine: 20
Età: dai 3 anni
Prezzo: 14,90 €
Omaggio CE




Rosicchio è un mostriciattolo dispettoso. Adora mordicchiare le cose ma, più di tutto, ama mangiucchiare i libri. E non libri qualunque! I suoi preferiti sono i libri di fiabe. Rosicchio passa da Riccioli d'oro e i tre Orsi a Cappuccetto Rosso a Jack e il fagiolo magico e in ogni storia crea scompiglio, mordicchiando pagine e digerendo pezzetti di fiabe.
Bisogna fare attenzione, bambini, e riportarlo nella sua gabbia...ma aarghh non è così facile imprigionarlo!
Rosicchio - Il mostro dei libri è un libro strepitoso. Penso che da bambina sarei impazzita per un volume del genere, e anche adesso credo sia in assoluto il mio preferito tra quelli presenti nella libreria di Micol. E' un libro curatissimo, perfetto in ogni dettaglio, in grado di stupire i bambini con i suoi "effetti speciali". Le pagine, infatti, sono realmente "mordicchiate" e all'interno del libro principale sono presenti i libri di fiabe che il famelico mostriciattolo ama tanto divorare. Si alternano così libriccini di diverso formato, che Rosicchio attraversa con i suoi morsi. Micol si è divertita tantissimo a seguire le imprese di Rosicchio, anche se, di tanto in tanto, da piccola amante dei libri lo ammoniva: Eh no! Non si mangiano i libri, poi bisogna aggiustarli con lo scotch! Meglio se mangi un panino...
I misfatti del mostriciattolo e i buchi lasciati nelle pagine l'hanno stupita e ogni volta ascoltando la storia, letta da me o dal suo papà, Micol si è puntualmente entusiasmata per le fughe di Rosicchio e per i guai che l'esserino dispettoso combinava: Guarda, mamma! Ha fatto un altro buco? Bisogna rinchiuderlo nella sua gabbia! Sebbene, sotto sotto, continuasse a fare i tifo per lui e alla fine gioisse per l'astuzia del mostriciattolo e per la sua abilità nel liberarsi. E' scappato di nuovo...magari è andato nei tuoi libri, mami, e adesso se li mangia tutti! affermava con aria di scherno.
E come darle torto? In fondo questo esserino giallo e cicciotto è davvero adorabile.
Illustrazioni colorate e originali andranno a completare il quadro di una storia divertente e irresistibile che sono certa renderà felice tutti i bambino che faranno la conoscenza di Rosicchio.





Titolo: Le quattro stagioni - Pop-Up 360°
Autore: Matteo Gaule
Editore: Sassi Junior
Pagine: 14
Età: dai 6 anni
Prezzo: 14,90 €
Omaggio CE
In libreria dall'1 dicembre!



Le quattro stagioni è un libro Pop-Up 360°. Una prima parte del libro è dedicata alla descrizione della natura in primavera, in estate, in autunno e in inverno. Vengono illustrati i cambiamenti climatici e i comportamenti degli animali.
La seconda parte del libro è invece occupata dal Pop-Up: il volume si apre a tutto tondo dando vita a quattro scenari in 3D. Ogni scenario rappresenta una diversa stagione, con gli animali, le differenze e le condizioni climatiche che la caratterizza.
Micol, sta studiando le stagioni all'asilo, sa cosa sono e in linea di massima quale clima le caratterizza. Vederle prendere vita sotto i suoi occhi l'ha affascinata incredibilmente! Questo libro, infatti, grazie ad un Pop-Up diverso dai soliti e molto realistico, è una sorta di viaggio nel tempo, che consente ai bambini di imparare ma anche di giocare! Basta infatti estrarre le linguette per permettere al gufo di spiccare il volo, al sole di sostituire la pioggia, ad uno scoiattolo di fare un balzo dall'albero. Un bellissimo libro-gioco, che spiegherà con l'immediatezza e la vivacità delle immagini cosa sono le stagioni, come si alternano e quali elementi  le caratterizzano. La componente manuale, che consente ai bambini di "toccare con mano" renderà l'apprendimento semplice ed estremamente divertente.
Nonostante la dicitura sul retro lo reputi indicato dai 6 anni in su, io mi sento di consigliarlo anche a bambini più piccoli, a patto che sappiano manipolare i libri con delicatezza, vista la presenza di linguette da tirare per generare i movimenti.
Micol è molto attenta e, pur avendo solo tre anni, lo ha già aperto e chiuso un'infinità di volte senza sciuparlo.


Non ci resta che consigliarvi questi due volumi per i vostri bimbi, 
regalerete loro dei piccoli mondi felici, rispettando la natura e l'ambiente.
A presto!







martedì 15 novembre 2016

Recensione 'Amabili resti' di Alice Sebold | E/O

Titolo: Amabili resti
Autore: Alice Sebold
Editore: E/O
Pagine: 416
Genere: romanzo
Prezzo: 9,90 €
eBook: 5,99 €

Nota sull'autrice
Alice Sebold è nata nel 1963. Nel 1999 ha pubblicato Lucky (Edizioni E/O, 2003), un libro di ricordi sullo stupro subìto nel 1981, quando studiava all’Università di Syracuse. Nel 2002 ha pubblicato Amabili resti, un successo editoriale in tutto il mondo, da cui Peter Jackson ha tratto l’omonimo film. Nel 2007 le Edizioni E/O hanno pubblicato La quasi luna.


Questi erano gli amabili resti, cresciuti intorno alla mia assenza, i legami, a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi, nati dopo che me n'ero andata. E cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me.
Susie Salmon è una ragazzina di quattordici anni con le aspirazioni e i sogni propri della sua età. Ma la sua giovane vita è destinata ad essere calpestata, straziata e recisa da un mostro, un insospettabile mostro che vive a pochi passi da casa sua, celato da una maschera di perbenismo.
Un mostro che il lettore individuerà ben presto e ben presto inizierà a disprezzare e odiare.
A raccontare la storia è la ragazzina uccisa, la voce narrante appartiene infatti alla stessa Susie che ci parlerà da un ‘Cielo’ tutto suo. Si tratta quindi di una prospettiva insolita che smarrisce e conforta allo stesso tempo. Dall’alto, Susie, osserva la vita continuare senza di lei, partecipa al dolore della sua famiglia e assiste agli strazianti momenti successivi alla sua scomparsa. Ma la sua attenzione non si focalizza solo sui suoi familiari distrutti dal dolore. Susie osserva anche il suo assassino, la freddezza delle sue simulazioni, la ripugnanza celata dietro ai suoi intenti, sostenendo a distanza l’intuito del padre che forse ha percepito prima degli altri un retroscena poco chiaro dietro quell’uomo apparentemente educato e tranquillo.
Amabili resti è un libro che non lascia indifferenti, impossibile trattenere le lacrime e non avvertire una morsa allo stomaco durante la narrazione. È un libro che scuote, destabilizza, ferisce. Un effetto per me amplificato dall’essere genitore, dall’essere madre di una bambina che mi auguro di saper proteggere da un mondo che sa essere spietato ben oltre l’umana immaginazione.
Dentro la palla di neve sulla scrivania di mio padre c'era un pinguino con una sciarpa a righe bianche e rosse. Quando ero piccola papà mi metteva seduta sulle sue ginocchia e prendeva in mano la palla di neve. La capovolgeva perché la neve si raccogliesse tutta in cima, poi con un colpo secco la ribaltava. E insieme guardavamo la neve che fioccava leggera intorno al pinguino. Il pinguino è tutto solo, pensavo, e mi angustiavo per lui.Lo dicevo a papà e lui rispondeva: "Non ti preoccupare, Susie, sta da re. È prigioniero di un mondo perfetto".
Per alcuni lunghissimi istanti, quelli in cui Susie racconta della violenza subita, ho pensato di non farcela, di non riuscire a proseguire nella lettura. Il suo dolore è diventato il mio, l’orrore salendo dallo stomaco alla gola mi si è appiccicato addosso come una seconda pelle.
Eppure temi come la violenza, la morte precoce, il dolore per la perdita, vengono trattati con un tocco delicato, proprio perché filtrati dallo sguardo limpido e innocente di Susie.
Ed è sempre la piccola Susie ad impedire che il lettore venga inghiottito dalla rabbia e dal dolore, offrendogli qualcosa a cui aggrapparsi, offrendogli la speranza: l’amore è eterno ed è l’unico legame che non può essere spezzato.
Un’ancora di salvezza, ecco cosa offre l’autrice al lettore, quasi come se si sentisse in dovere di non caricarci di un fardello troppo pesante. Un’attenzione che accomuna molte persone che hanno subito violenza, e nella quale è forse possibile riconoscere il vissuto autobiografico dell’autrice.
La scrittura, semplice e lieve, rispecchia l’intento di mantenere dei toni dolci, tenui, senza permettere all’oscurità di prendere il sopravvento.
Struggenti le descrizioni dei familiari, dei genitori e dei fratelli di Susie, del modo di ognuno di reagire alla perdita. Queste, insieme ai flashback che la protagonista inserisce nel racconto, ci regalano uno spaccato di vita di una famiglia americana degli anni 70, una famiglia felice che vive in Pennsylvania quando la provincia americana è considerata un luogo sicuro, sereno, dove si respira ottimismo e positività.
Un libro toccante, con una protagonista che si impadronirà di un pezzetto del vostro cuore.











Recensione realizzata per La chiave di Sophia.

venerdì 11 novembre 2016

Contest 'Cita la felicità' - In palio Buono Amazon 30€

Buongiorno, lettori!
Contrariamente all'abitudine del venerdì, oggi troverete in sostituzione della TopFive una bella sorpresa.
Come preannunciato nel bilancio mensile, novembre sarà un mese ghiotto di iniziative.
Ed ecco la prima, un evento a cui tengo in particolar modo e che sono certa apprezzerete. 
L'iniziativa nasce dalla bella collaborazione che da qualche mese mi lega a Murena Coaching, associazione fiorentina che si occupa di benessere e mental coaching.
Murena Coaching, facendo della realizzazione personale la propria mission, ha avviato una rassegna di eventi mirati a promuovere la felicità e l'autorealizzazione. Il contest che vado a presentarvi farà parte di questa rassegna e non potrei esserne più entusiasta.






Per partecipare al contest è sufficiente commentare questo post lasciando una citazione letteraria che parli di felicità, una frase che vi faccia pensare alla felicità, al vostro modo di intenderla. Avrete carta bianca in merito, la felicità può avere mille sfumature e la scelta della frase potrà spaziare secondo le vostre preferenze. Vi chiedo solo di precisare il libro dal quale è tratta e l'autore. A parte questo è necessario che lasciate nel commento la vostra email, per ricontattarvi in caso di vittoria.

Le regole sono poche e semplici:
1. Unirsi ai lettori fissi del blog La ragazza che annusava i libri.
2. Iscriversi alla newsletter del sito Murena Coaching (Trovate il box per l'iscrizione nell'Home Page, in basso a sinistra. Ci tengo a precisare che con la sottoscrizione della newsletter non riceverete spam o pubblicità. Non sarete tempestati di email, insomma. Riceverete di tanto in tanto solo degli avvisi relativi agli articoli pubblicati nel sito).
3. Lasciare il vostro like alla Pagina Facebook dell'associazione.
4. Facoltativamente (ma ve ne sarei grata) condividere l'evento sui vostri social.

Il contest inizierà oggi, venerdì 11 novembre, e si concluderà lunedì 12 dicembre, ultimo giorno utile per la partecipazione. Nella settimana tra il 12 e il 17 dicembre sarà pubblicato sul blog o sulla pagina Facebook collegata il nominativo del vincitore, che sarà contattato tramite email.

Il vincitore si aggiudicherà un Buono Amazon dal valore di 30€ in formato gift card. Murena Coaching selezionerà le frasi più significative - originali - intense, tra le quali sarà poi effettuata estrazione casuale.




Cosa aspettate? 
Iniziate  a spulciare tra i libri che amate e partecipate!
In bocca al lupo a tutti!






mercoledì 9 novembre 2016

Recensione 'Non aspettare la notte' di Valentina D'Urbano | Longanesi



Titolo: Non aspetare la notte
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 384
Genere: romanzo
Prezzo: 16,30 €
eBook: 9,99 €
Omaggio CE

Nota sull'autrice
Valentina D’Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l’infanzia. Il rumore dei tuoi passi (Longanesi 2012), suo libro d’esordio, è stato un vero e proprio caso editoriale. In seguito sono apparsi, sempre presso Longanesi, Acquanera (2013), Quella vita che ci manca (2014) e Alfredo (Longanesi e Tea, 2015). I suoi romanzi sono stati pubblicati all’estero, presso prestigiosi editori, ottenendo importanti riconoscimenti da parte della critica.


Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori delle zone d'ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengono. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere.

Giugno 1994. Angelica ha vent'anni e una vita molto diversa da quella delle sue coetanee. Un tragico evento ha mutato per sempre la sua esistenza: un incidente di cui Angelica porta segni ben visibili, cicatrici che ne deturpano il viso e il corpo.
Con l'estate alle porte, la ragazza si appresta a lasciare Roma e a trasferirsi a Borgo Gallico, il paese in cui si trova la villa del nonno, che Angelica ha ereditato. La casa sembra un rifugio perfetto: in posizione defilata rispetto al centro, quel luogo solitario le permetterà di staccare dagli studi in giurisprudenza e di trascorrere i mesi estivi in compagnia del padre e di Marinella, la tata che si è occupata di lei fin da bambina, al riparo dagli sguardi indiscreti che Angelica da sempre rifugge, trincerandosi in un'ostinata solitudine.
Ma qualcosa d'imprevisto renderà quell'estate diversa da tutte le precedenti. Nella vita di Angelica farà irruzione Tommaso, un ragazzo pieno di vita e di ottimismo che, pur soffrendo di una malattia degenerativa agli occhi che sempre più frequentemente lo costringe a vivere nel buio, la prenderà per mano e le insegnerà a lasciarsi andare. Tommaso che, a dispetto di una vista imperfetta e offuscata, la vedrà per quella che realmente è, per la bellezza che si porta dentro, ricacciata in un angolo del suo essere, sovrastata da un carattere chiuso e scontroso che le fa da scudo.
Riusciranno due dolori a sommarsi e a diventare amore?
Non aspettare la notte è per me il primo libro di Valentina D'Urbano, un'autrice di cui ho molto sentito parlare e che, finalmente, mi sono decisa a leggere. 
E' una storia di dolore, di amore, di cicatrici. Di segni che la vita ha lasciato sulla pelle ma soprattutto sull'anima, impossibili da cancellare, anche quando all'improvviso il mondo sembra trasformare il suo ghigno in un sorriso benevolo. Perché chi ha imparato a diffidare di tutti, chi ha imparato a guardarsi le spalle ad ogni passo, farà fatica a credere che l'amore possa salvare.
La storia di Angelica e Tommaso è una di quelle storie che rimangono impresse nei pensieri, vivide anche a fine lettura.
L'autrice è veramente abile nel descrivere i personaggi, nel farli vivere dall'interno, nel renderli credibili fin nelle più piccole sfumature emotive.
Ed è stata ancora più brava ad elevare la storia tra i due protagonisti, appena ventenni, dal calderone degli amori adolescenziali, donando spessore alle loro personalità e un'anima profonda ai loro pensieri.
Lo sfondo degli anni novanta, ha a mio avviso contribuito a donare carattere alla vicenda. Anni in cui tutto era più complicato e allo stesso tempo più semplice, immediato. Anni in cui non esistevano i cellulari e si correva il rischio di prendere un treno senza sapere cosa avremmo trovato al di là della banchina, anni in cui un motorino scassato significava libertà.
La mia valutazione sulla storia è complessivamente positiva, tuttavia dalla metà in poi ho trovato che la narrazione abbia perso incisività. Nella vita di Angelica dopo l'allontanamento da Tommaso, nelle sue scelte, nelle sue reazioni, ho percepito qualcosa di forzato che non mi ha del tutto convinta. 
Tommaso, invece, l'ho amato e compreso, il suo essere così semplice e diretto, la sua spontaneità disarmante, il modo in cui affronta la malattia, senza perdere di vista (passatemi l'espressione infelice) la vita e i suoi doni.
Non avendo letto i precedenti libri dell'autrice, non mi è possibile dare un giudizio sull'evoluzione della sua produzione letteraria. Tuttavia, le emozioni che Angelica e Tommaso mi hanno trasmesso insieme alla qualità della scrittura, mi inducono a voler scoprire gli altri romanzi di Valentina D'urbano.



venerdì 4 novembre 2016

#81 Top Five: Cinque libri da leggere in un pomeriggio

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.




Buongiorno, lettori.
Settimana strana, questa, settimana corta, di ponti, festività, aria nuova di novembre.
Il week end in arrivo a casa mia porterà già una ventata di atmosfera natalizia, a molti suonerà strano, ma metti insieme due bambine impazienti (eh sì, io da questo punto di vista non sono molto cresciuta), il freddo arrivato all'improvviso, il camino accesso che fa tanto wewishyouamerrychristmas, Micol che parla solo dell'arrivo di Babbo Natale...è quasi inevitabile tirare fuori addobbi e decorazioni!
Detto ciò, veniamo alla Top Five di oggi, che sarà un po' diversa dalle solite. Infatti, di tanto in tanto, ho deciso di dedicare questo spazio ai consigli letterari. Visto che molti lettori mi scrivono per avere dei suggerimenti più o meno circoscritti, sarò felice se occasionalmente questa rubrica potrà rivelarsi utile a tale scopo. Oggi vi consiglierò cinque libri brevi (il più lungo non supera le 128 pagine) da leggere in un pomeriggio libero.



Cinque libri da leggere in un pomeriggio



1. Tutto torna - Giulia Carcasi
Diego è un docente universitario che lavora alla revisione di un dizionario, vive con la madre, affetta da Alzheimer, e all’ombra di un padre cinico e anaffettivo. In lui tutto è metodo, schema, precisione. In uno dei suoi continui spostamenti Roma-Pisa incontra una ragazza, Antonia, l’imprevisto, l’emozione, l’eccezione alla regola. Una storia d’amore e solitudine, di tenerezze e paure, di ragione e istinto, narrata in modo lieve.

2. Novecento - Alessandro Baricco
Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento non ha mai lasciato il Virginian, la nave sulla quale è nato. In trent’anni non ha mai percorso la passerella che avrebbe potuto portarlo a terra. Eppure, Novecento, sa suonare la vita. Scorrendo veloci sui tasti del suo pianoforte, le sue dita parlano, raccontano, emozionano. Novecento sa assorbire le storie dei passeggeri del Virginian, sa farle proprie, sa trasfigurarle in melodia. Ma rimangono pur sempre emozioni di seconda mano. Trovare il coraggio di abbandonare la rassicurante culla dell’oceano è un’altra storia. E’ un interrogativo quasi amletico: vivere o non vivere?

3. Un uso qualunque di te - Sara Rattaro
Viola, Carlo e Luce sembrano una famiglia come tante finché una fatalità non sconvolge le loro vite riportando a galla dolorose verità. Quando Carlo nella notte cerca di contattare Viola per dirle che si sta recando in ospedale, Viola è in un altro appartamento, sotto altre lenzuola, con un uomo che non è suo marito. Luce è ricoverata in gravi condizioni e questo tragico evento scatenerà una serie di reazioni a catena impossibili da arginare.  Un libro che tocca nel profondo, una confessione così vera da lasciare un segno marcato, quasi una ferita, che brucia e allo stesso tempo conforta e commuove.

4. Il ballo - Irene Nemirovsky
Antoinette Kampf ha quattordici anni e vive con i suoi genitori in un lussuoso appartamento della Parigi degli anni Trenta. Suo padre è riuscito ad accumulare una fortuna e, insieme alla moglie, decide di dar vita ad un sontuoso ballo, con il preciso scopo di far colpo sulla Parigi che conta. Antoinette avrà il compito di spedire gli inviti ma, quando sua madre le vieterà di prendere parte al ballo, lei agirà in preda al risentimento. Le conseguenze del suo gesto daranno vita ad una tragicomica serie di eventi.

5. Il coperchio del mare - Banana Yoshimoto
Mari, dopo essersi laureata, lascia la città di Tokyo per fare ritorno nel suo paese natale, un’isola un tempo turistica ma ormai in uno stato di abbandono. Mari non si abbatte, decide di restare e di aprire un chiosco di granite sulla spiaggia. La sua vita incrocerà presto quella di Hajime, una ragazzina cupa e sofferente. La reciproca vicinanza e l’influenza di un mare che cura e consola, aiuterà entrambe a crescere e cambiare. Una lettura lenta e introspettiva che riscalda come un abbraccio inatteso.




Avete letto uno di questi libri?
Ci sono dei momenti in cui preferite le letture brevi a quelle corpose?
Buon week end :)