venerdì 30 settembre 2016

#76 Top Five: Bibliodipendenza - Cinque campanelli d'allarme

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.



Buongiorno lettori,
altro giro, altra corsa! Un'altra settimana alle spalle, l'autunno avanza, gli impegni si moltiplicano, ma non ci si lamenta. Oggi voglio dedicare la Top Five alle persone che ci stanno accanto. Accanto a noi lettori patologici, intendo. Ho pensato infatti di parlare di alcuni "sintomi precoci" della librodipendenza che possono aiutare amici e familiari a comprendere la situazione e agire per tempo.




Bibliodipendenza: 
Cinque campanelli d'allarme.



1. Se gli parli mentre ha un libro in mano, risponde con aria distratta, annuendo con poca convinzione. Quel rettangolo di carta e inchiostro sembra catalizzare ogni sua risorsa. Mentre parli ti degna a malapena di qualche cenno e mezzo sorriso, per riportare subito dopo lo sguardo sul libro. Potrebbe sicuramente trattarsi di un primo sintomo.

2. Quando scorge una libreria gli si illumina lo sguardo. Una libreria che appare tra una schiera di negozi può mutare sensibilmente il suo umore, accendendo repentinamente il suo entusiasmo. E' opportuno registrare queste variazioni umorali.

3. Parla degli autori usando il solo nome di battesimo. 
- Sai, domani esce il nuovo libro di Kate! 
- Kate tua sorella? Non sapevo scrivesse! 
- Ma no! Kate Morton! 
Se conversazioni di questo tipo si ripetono di sovente è bene che non passino inosservate.

4. Ride, parla o piange da solo. Questo sintomo potrebbe essere un indicatore di varie patologie tra cui la schizofrenia. Se tuttavia questi atteggiamenti si accompagnano alla lettura di un libro, è più probabile che si tratti di bibliodipendenza. In questi casi è bene non allarmarsi e mantenere una certa lucidità.

5. Parla di qualcosa come se fosse reale, ma all'improvviso gli sovviene di averlo letto in un libro. Nei soggetti affetti da patologia bibliofila, la realtà e la fantasia possono mescolarsi in un marasma indistinguibile di informazioni. Si tratta senza dubbio di uno dei segnali più allarmanti.


Se almeno tre di questi indicatori sono presenti, si tratta senza dubbio di un individuo a rischio. Laddove l'abuso di libri dovesse essere confermato, vi consigliamo di passare allo step successivo: parlate al soggetto in questione e...tenetevelo stretto




Sperando di avervi strappato un sorriso,
aspetto di sapere cosa pensate dei cinque punti di oggi!
Buon fine settimana :)






martedì 27 settembre 2016

Recensione 'La verità di Amelia' di Kimberly McCreight | Tea

Titolo: La verità di Amelia
Autore: Kimberly McCreight
Editore: Tea
Pagine: 398
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 12,00 €
eBook: 7,99 €

Nota sull'autrice
Dopo aver frequentato il Vassar College, Kimberly McCreight si è laureata in Legge presso la Pennsylvania University. Prima di lasciare la professione e diventare scrittrice a tempo pieno, ha lavorato per diversi anni negli studi legali più importanti di New York. Come testimoniano le innumerevoli recensioni entusiastiche, con La verità di Amelia si è imposta come una delle esordienti più apprezzate. Il suo secondo libro è Le bugie degli altri. Vive a Brooklyn con il marito e le due figlie. Il suo sito è www.kimberlymccreight.com.



Se ne stava per ore a fissare il soffitto, piangendo fino a sentirsi del tutto svuotata. Pensava che la sua vita senza Amelia sarebbe stata solo un’enorme voragine senza senso. Era rimasta solo lei. Senza nessun altro. Per sempre.
Ho scoperto Kimberly McCreight lo scorso novembre attraverso le pagine del suo secondo libro, Le bugie degli altri [Nord - 2015], che mi era piaciuto molto. Così ho subito recuperato il suo romanzo d'esordio, La verità di Amelia, sebbene sia poi passato quasi un anno prima di intraprenderne la lettura.
Kate Baron, affermato avvocato newyorkese, è nel bel mezzo di un’importante riunione di lavoro quando riceve una telefonata del tutto inattesa. La figlia Amelia, studentessa modello, è stata sospesa per aver copiato un compito. Ma quando Kate sopraggiunge alla Grace Hall, la scuola esclusiva di New York che la figlia frequenta, comprende che la realtà che l’attende è infinitamente più terribile: Amelia è morta, gettandosi giù dal tetto dell’istituto. Kate è distrutta e sebbene cerchi di accettare la versione della Polizia, pronta a chiudere il caso archiviandolo come suicidio, nel suo intimo è convinta del contrario. I dubbi diventeranno un vortice furioso e inarrestabile quando Kate riceverà un sms anonimo: Amelia non si è buttata. Lo so io e lo sai anche tu. A quel punto è consapevole del fatto che non troverà pace finché non riuscirà a capire cosa è accaduto realmente alla figlia. Ad aiutarla in questo compito il tenente Lew Thompson, un uomo paterno e rassicurante, con il suo stesso desiderio di fare luce sulla vita della ragazza e sui lati oscuri che la costellano. 
Una storia che parla di amore, di adolescenza, delle falle nel rapporto genitori-figli, di segreti che possono dilaniare la vita di chi li custodisce. Il lettore accompagna la protagonista nella ricerca della verità, seguendo l'intreccio di una storia che coinvolge, con la scorrevolezza di uno stile colloquiale e la presenza di tematiche delicate e pericolose, che riguardano da vicino tutti gli adolescenti e i genitori che spesso credono di conoscere i propri figli, ignorando invece la fonte delle loro paure più intime. Il presente di Kate si alterna con le confessioni di Amelia di solo qualche settimana prima e con le pagine del diario di una Kate ancora giovane e inesperta. Così come nel primo libro, ho apprezzato questo avvicendarsi di voci e prospettive, che danno profondità e velocità alla narrazione. Qualcuno etichetta il romanzo come un thriller, personalmente preferisco definirlo un romanzo psicologico con sfumature noir e dissuadere chi è alla ricerca di una storia fitta di colpi di scena. Il ritmo è serrato, si assiste ad un'indagine e il lettore si sente coinvolto nel turbine di bugie e cattiverie che avvolge la vita della protagonista, ma ciò che infonde tensione è il desiderio di scoprire cosa è accaduto ad Amelia, non la presenza di eclatanti svolte narrative, eccezion fatta per un epilogo che sicuramente spiazza producendo l'effetto sperato. Sebbene sotto molti aspetti la storia di Amelia sia radicata nel contesto scolastico americano, ciò che mi ha trasmesso più angoscia durante la lettura è stata la sensazione di trovarmi davanti ad una famiglia felice. Kate non ha un compagno, Amelia è cresciuta senza un padre, ma il loro legame è tangibile, profondo, autentico. Una madre che dedica molte ore al lavoro, ma passa con la figlia tutto il tempo che le rimane, cercando di essere presente, affettuosa, disponibile all'ascolto e di non farle mancare nulla. Amelia è una ragazza matura per la sua età, ha un'amica del cuore e ama studiare. E' molto legata alla madre, comprende il suo modo di volerle bene, nutre nei suoi confronti una profonda stima, sa cos'è giusto e cos'è sbagliato. Eppure cadrà vittima di un abisso che la risucchierà. Ecco, questo, da genitore, mi ha fatto tanta paura: la consapevolezza che da un momento all'altro tutto può cambiare e cose terribili possono succedere a chiunque, anche alle famiglie in cui l'amore sembra colmare ogni crepa.





venerdì 23 settembre 2016

#75 Top Five: Cinque rumori di sottofondo durante la lettura

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.



Buongiorno, lettori!
Com'è andata questa settimana? Come vi ha trovato questo inizio autunno? Qui molto meglio di venerdì scorso, le cose stanno tornando alla normalità, è stata una settimana piovosa, fresca e proficua per lavoro e scrittura. Sto cercando di riprendere le fila delle cose arretrate e spero di riuscire presto a ricominciare a leggere in maniera continuativa.
Ma veniamo alla Top Five di oggi, che trae ispirazione proprio dal cadere incessante della pioggia di questi giorni. Sono curiosa di sapere qual è il sottofondo che preferite durante le vostre letture!




Cinque rumori di sottofondo
durante la lettura


1. Scroscio della pioggia
Ieri è arrivato l'autunno, con i suoi acquazzoni, l'aria fresca, le sere che invogliano a tornare a casa, a rifugiarsi sul divano, immergersi in un bel libro mentre fuori la pioggia scandisce il ritmo della storia battendo sui vetri. Personalmente è il sottofondo che preferisco su tutti.

2. Sciabordio delle onde
E' il rumore che ha accompagnato le mie letture estive. Le onde del mare che avanzano e si ritirano, con il loro ritmo monotono e costante, costituiscono sicuramente un sottofondo rilassante, soprattutto se si tratta di una spiaggia poco affollata.

3. Sferragliare del treno
Un altro rumore che concilia la lettura è lo sferragliare del treno, un suono metallico eppure poetico che, pagina dopo pagina, sa cullare, avvolgere, ovattare il mondo circostante.

4. Sottofondo musicale
Il sottofondo musicale purtroppo non mi appartiene. So che molti lettori non solo amano leggere con la musica di sottofondo ma possiedono addirittura playlist suddivise per genere letterario. Nel mio cervello credo che la musica e la lettura occupino la stessa porzione di emisfero, per cui si alternano escludendosi a vicenda.

5. Fruscio delle pagine
Il silenzio, spesso sottovalutato, sa rivelarsi il migliore amico del lettore. Solo noi, il fruscio delle pagine e le storie che riempiono la mente e il cuore di emozioni.



E voi, quale rumore di sottofondo 
 preferite durante la lettura?
Buon fine settimana!



giovedì 22 settembre 2016

BabyBooks: Il pigiama verde - Guia Risari | CoccoleBooks

Titolo: Il pigiama verde
Autore: Guia Risari
Illustratore: Andrea Alemanno
Editore: CoccoleBooks
Pagine: 32
Età: dai 3 anni
Prezzo: 11,50 €
Omaggio CE
Scheda del libro

Andrea è un bambino che non sopporta di prepararsi per andare a letto. Un giorno riceve dal padre in regalo un pigiama verde.
Non è però un pigiama qualunque, ma un costume adatto alle avventure più straordinarie che si possano immaginare.







Recensioni creative. Con la partecipazione straordinaria di una treenne.


Buongiorno, grandi e piccoli lettori!
Oggi io e Micol vi parleremo di un libro molto carino, ricevuto da CoccoleBooks, che ringrazio per la copia. Il pigiama verde di Guia Risari, illustrato da Andrea Alemanno, è una storia incentrata su un momento particolarmente delicato per i più piccoli: quello della nanna. Andrea, il nostro mini protagonista, non vuole andare a letto, per questo odia mettere il pigiama. Non capisce perché gli adulti possano rimanere svegli, mentre a lui tocchi dormire. Fine dei giochi, termine dei divertimenti, questo significa per lui prepararsi per la nanna. Finché il suo papà non si presenta con un regalo speciale: un pigiama verde. E' pur sempre un pigiama, certo. Ma si tratta di un pigiama speciale! Basta indossarlo, infilarsi nel letto, chiudere gli occhi e il pigiama verde può far vivere ad Andrea mille avventure: un tuffo nell'oceano, una passeggiata nello spazio, un giretto nella giungla o un volo nel cielo in compagnia di uccelli e aeroplani...non c'è limite ai luoghi che si possano visitare! E quando si è stanchi di andare in giro per il mondo, basta abbandonarsi al sonno e recuperare le energie.
Micol si è molto identificata nel protagonista, anche lei sin da molto piccola rifugge il momento della nanna. Quando il sonno inizia ad avere la meglio, si trasforma in una trottola, canta, balla, fa di tutto per rimanere sveglia e non darla vinta a Morfeo. Per questo è rimasta molto affascinata dal pigiama verde e mi ha chiesto se potessimo comprarne uno anche a lei:
Mamma, papi può comprare anche a me questo pigiama?
Tu dove vorresti andare con questo pigiama speciale? Le ho chiesto.
Vorrei fare anch'io un tuffo nel mare, poi vorrei andare al parco, sullo scivolo, e dopo...vorrei andare da nonna!
Ecco, Micol è stata meno avventurosa di Andrea, ma i suoi desideri così semplici e genuini mi hanno fatto sorridere.
Perché leggere questo libro ai vostri bimbi? Perché è una dolce storia pre-nanna, perché le illustrazioni hanno tinte rilassanti che ricordano le sfumature della sera, ma soprattutto perché mette al centro la fantasia, la risorsa più preziosa che i bambini possiedono. Con quella (e con un semplice pigiama verde) il letto può diventare un'astronave e condurci ovunque desideriamo essere. Non servono giocattoli costosi e mille attività per essere felici, basta accendere la mente e partire per viaggi sempre nuovi. Adesso non mi resta che cercare un pigiama color prato e scoprire se funziona! Un abbraccio






martedì 20 settembre 2016

Recensione 'La psichiatra' di Wulf Dorn | Tea

Titolo: La psichiatra
Autore: Wulf Dorn
Editore: Tea
Pagine: 399
Genere: thriller
Prezzo: 10,20 €
eBook: 8,99 €

Nota sull'autore
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato con grande successo «La psichiatra», che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, «Il superstite», «Follia profonda», «Il mio cuore cattivo» e «Phobia».



Chi ha paura dell'Uomo Nero? Nessuno! E se arriva? Allora corriamo via!
Ellen Roth è una psichiatra, lavora in una clinica e convive con Christopher, compagno di vita e collega. Nella sua professione è avvezza a gestire casi difficili ma nulla sembra averla preparata alla donna che occupa la stanza numero sette. Una donna annientata nel corpo e nella mente, intrappolata in una filastrocca infantile che suona come una nenia agghiacciante. Chris, partito per un viaggio in Australia, le ha affidato il caso, riponendo in lei la sua completa fiducia. Ma quando la paziente sparisce nel nulla, Ellen precipita in un vortice di paura e frustrazione. Chi è in realtà l'Uomo Nero da cui la paziente sembrava terrorizzata? E come ha fatto la donna a sparire da un reparto dotato di sofisticati sistemi di sicurezza? Ellen si sente responsabile per le sorti della donna e decide di avviare delle ricerche, imboccando un tunnel che la porterà a fare i conti con il più temibile dei nemici.
La psichiatra mi è stato regalato oltre un anno fa, e già da un po' desideravo conoscere la scrittura di questo autore. Come accade spesso quando si tratta di libri super acclamati, ho avuto bisogno dei miei tempi per decidermi ad intraprenderne la lettura. Il suo momento è arrivato lo scorso agosto, mentre ero alla ricerca di una storia capace di tenermi incollata alle pagine, vincendo il caldo delle afose giornate del sud.
Inizio col dire che Dorn è riuscito nell'intento e in una settimana ho letto ben due dei suoi libri. La scrittura incalzante e lo stile asciutto mi hanno ricordato molto da vicino quelli di un altro autore tedesco, Sebastian Fitzek. Entrambi condividono la scelta di dare priorità al susseguirsi degli eventi rispetto che all'approfondimento della personalità dei protagonisti, sebbene Fitzek riesca a conferire alla storia un ritmo più frenetico e martellante. 
Il lettore assume il punto di vista di Ellen, interpreta le vicende attraverso il pensiero e le deduzioni della dottoressa, analizza i fatti alla luce dei suoi schemi mentali, senza tuttavia avere molte informazioni sul suo conto. L'abilità di Dorn risiede nel riuscire a spostare continuamente il focus dell'attenzione del lettore. Nell'esatto momento in cui vi sembrerà di aver compreso tutto, quel tutto si dileguerà in una bolla di sapone, lasciandovi con un groviglio di interrogativi. Non mi reputo una grande intenditrice di thriller, avendo iniziato a leggere questo genere solo da qualche anno a questa parte, ma posso affermare che probabilmente non si tratta di un'opera magistrale. Sono presenti alcuni depistaggi "scenici" e a tal fine vengono inseriti elementi non del tutto pertinenti, eppure questa storia esercita tutto il suo potere estraneante, cattura il lettore nelle fitte e contorte maglie della psiche umana, trattenendolo fino all'epilogo finale, che mi ha raggelato con il suo carico di dolore. A lettura ultimata non tutti i nodi vengono districati, avrei desiderato che la verità facesse luce su alcuni dettagli precedenti che invece rimangono nell'ombra. Tuttavia, se siete alla ricerca di una lettura coinvolgente, incentrata sulla psicologia umana, posso tranquillamente consigliarvi questo libro. Ho già letto Phobia e leggerò sicuramente altro di Dorn, riservando i suoi libri per quei momenti in cui sarò vittima del blocco del lettore o avrò voglia di letture che scorrono veloci.






venerdì 16 settembre 2016

#74 Top Five: Cinque chicche da booklover

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.



Buongiorno, cari lettori.
Chi vi scrive è una blogger distrutta ma felice. Non tocco libro da circa dieci giorni (giusto per farvi capire la gravità della situazione), ho trascurato il blog e le recensioni e sono reduce da una settimana che pesante è dire poco. Come vi avevo accennato, abbiamo avuto dei lavori di ristrutturazione in casa, quindi ho trascorso gli ultimi giorni a pulire calcinacci e tracce di vernice, a svuotare scatoloni e montare mobili Ikea. Ora la situazione sembra sotto controllo, rimangono alcune cose da fare ma spero che nel fine settimana riusciremo a portare a termine questa missione impossibile. Tanto per non farci mancare nulla, Micol si è ammalata, febbre altissima e mal di gola. Per fortuna anche questo allarme sembra rientrato, ieri è tornata all'asilo (saltellando di gioia) e tutto sembra volgere all'agognata normalità. Nonostante la stanchezza, sono davvero felice di questo progetto portato a termine. Adesso abbiamo un soggiorno più grande, un camino dal quale Babbo Natale potrà calarsi comodamente (Micol lo sta raccontando, fiera, a tutte le persone che incontra) e ben due nuove librerie (*-*). Dopo questa digressione, veniamo alla TopFive di oggi! Di cosa parleremo? In questo periodo mi capita spesso di vagare tra vari siti (soprattutto stranieri) alla scoperta di gadget librosi. Oggi voglio condividerne cinque con voi!



Cinque chicche da booklover

Tutto l'occorrente per personalizzare le proprie creature cartacee con un timbro che porti il vostro nome. 










Ce n'è per tutti i gusti. Vuoi sapere che odore aveva l'appartamento di Holmes in Baker Street? O vuoi aspirare l'essenza della foresta di Narnia? Queste candele ti faranno viaggiare tra le pagine dei tuoi libri preferiti.





Indispensabile per chi ama condividere i propri libri! Schede per ogni libro dove apporre nome e data di prestito e tagliandi adesivi da collocare sul dorso dei volumi. La vostra libreria si trasformerà in una biblioteca dal fascino vintage.






Un vero e proprio libro delle letture, che prevede spazi per ogni mania del lettore. E' possibile classificare le letture, creare una carta d'identità per ogni libro, dare un voto a libro ultimato, aggiungere delle note. E ancora, c'è uno spazio dedicato alle citazioni, e tante liste librose da compilare.









Va bene leggere in digitale, ma perché perdere il fascino di un libro di carta?


















Aspetto, come sempre, il vostro parere!
Cosa ne pensate di questi gadget da booklover?
C'è qualcosa che vorreste? Io tutti, ovviamente.
Buon weekend e buone letture!



martedì 13 settembre 2016

Recensione 'Lo strano viaggio di un oggetto smarrito' di Salvatore Basile | Garzanti

Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Autore: Salvatore Basile
Editore: Garzanti
Pagine: 250
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 16,40 €
eBook ita: 9,99 €
Omaggio CE
Scheda del libro 


Nota sull'autore
Salvatore Basile è nato a Napoli e vive a Roma, dove fa lo sceneggiatore e regista. Ha scritto e ideato molte fiction di successo. Dal 2005 insegna scrittura per la fiction e il cinema presso l'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell'Università Cattolica di Milano.


Non ti preoccupare...tutti credono pazzo chi cerca di essere felice.

Michele ha trent’anni e tutta la sua vita ruota intorno al lavoro presso la stazione di Miniera di Mare. Ogni sera, quando gli ultimi passeggeri abbandonano il convoglio, lui dà inizio al suo rituale. Sale sul treno, aspira gli odori che permeano le carrozze, pulisce accuratamente tutti i vagoni, lucida vetri e maniglie e, come un padre affettuoso, recupera gli oggetti dimenticati da viaggiatori distratti. Oggetti che ingombrano un’intera stanza della sua casa, situata all’interno della stazione stessa. Tutta la sua esistenza si dipana infatti in una manciata di metri, che Michele percorre e ripercorre giorno dopo giorno, intrappolato in una routine fatta di gesti sempre uguali. Unica compagnia dei suoi pasti insapore, gli oggetti smarriti dai viaggiatori, che cataloga con cura e attenzione. La vita che scorre oltre la stazione assume per Michele contorni minacciosi, perché se a sette anni tua madre varca l’uscio di casa con una valigia, promettendoti di tornare, e abbandonandoti per sempre, il mondo là fuori non deve sembrarti un posto bello in cui abitare. Da quel giorno, e ancor più dopo la morte del padre, Michele si è chiuso in se stesso, impedendo a chiunque di varcare la soglia del suo isolamento.
Ma il destino sembra avere altri programmi e un giorno accade l’imprevedibile. Qualcuno bussa alla sua porta per reclamare un oggetto smarrito. Elena, un uragano di entusiasmo e parole, farà irruzione nella sua casa come un arcobaleno su uno sfondo grigio, e niente sarà più come prima. Michele cercherà con tutte le sue forze di tenerla fuori dal suo cuore, perché permetterle di entrare sarebbe un’implicita autorizzazione a ferirlo. Poi un altro evento rimescolerà le carte. Una sera come tante, sullo stesso treno di sempre, Michele ritroverà un oggetto che mai avrebbe pensato di rivedere: il suo taccuino rosso, quello che la madre portò con sé andando via di casa vent’anni prima. La ferita che sembrava rimarginata riprenderà a pulsare con forza sotto la cicatrice. Michele si rimetterà sulle tracce della madre ed Elena lo accompagnerà, a distanza, in questo difficoltoso viaggio.
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è una storia che parla di abbandono, di esperienze traumatiche che determinano il corso di un’esistenza. Un libro che è un po’ una metafora del dolore, degli effetti devastanti che la deflagrazione di una perdita può produrre su chi resta. Perché quando qualcuno ti ferisce così profondamente da bambino, è come scavare un buco in un tronco giovane. Il segno rimarrà visibile per sempre.
Perché nessuno ritorna, anche se lo promette. Soprattutto se lo promette.
Un romanzo che mi ha emozionato tanto, in un crescendo di sentimenti sempre più complicati da gestire. Michele, con la sua ritrosia, le sue prigioni fatte di paure, il suo mondo in bianco e nero, la sua sofferenza così tangibile e reale, è un personaggio che suscita commozione e induce alla riflessione. Elena, al contrario, è colore, irruenza, vita non filtrata. Luce non priva di ombre, perché non esiste un unico modo per affrontare la sofferenza. Ognuno reagisce al dolore secondo personali e insondabili strategie di sopravvivenza. Di che colore sei? Chiede Elena a Michele. E Michele dovrà scoprirlo, ricominciando a vivere, a rischiare, a soffrire, ad abbandonare le confortevoli sfumature di grigio della sua vita. Perché non ci si può difendere dalla tristezza, senza difendersi anche dalla felicità.
La vita è sempre un rischio. Per chiunque.
Un esordio letterario assolutamente riuscito, con un tocco fiabesco e una prosa scorrevole, che mi rendono impaziente di scoprire la prossima storia che Salvatore Basile ci regalerà.