giovedì 30 giugno 2016

#72 Top Five: Cinque libri da portare in vacanza

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.



Buongiorno lettori e buon inizio luglio!
Pronti per una nuova estate? Qui le giornate iniziano a farsi davvero calde e il mio desiderio ricorrente si può sintetizzare nel connubio libro/mare.
Come anticipato ieri in #BookNotes, nei mesi di luglio e agosto la Top Five verrà sospesa, anche se il blog continuerà ad essere attivo con le recensioni.
E in quest'ultima Top Five prima dell'estate non posso che consigliarvi cinque titoli da mettere in valigia, da portare al mare, in montagna o da gustare sul divano di casa insieme ad un bel gelato. Cinque titoli selezionati tra le mie letture da inizio anno ad oggi.


Cinque libri da portare in vacanza




1. Dentro soffia il vento - Francesca Diotallevi
Una storia di sentimenti forti, di dolori, pregiudizi e dell'amore ineluttabile, quello che ti sceglie e non lascia via d'uscita, quello che vince su tutto. Descrizioni curate e suggestive, con un ritmo caldo e avvolgente che ricorda le storie raccontate intorno al bagliore di un focolare. Un libro di cui ho amato ogni cosa: i personaggi con le loro debolezze, che si annidano tra le pieghe di anime stropicciate dalla vita, i luoghi intrisi di personalità, la cura per i dettagli, la descrizione dei sentimenti: vivi, palpitanti, poetici. Consigliato se cercate una storia d'amore intensa e narrata con maestria.  Qui la recensione completa.



2. Il patto - Jodi Picoult
Un patto suicida, una giovane ragazza deceduta, un legame unico, profondo, esclusivo, di appartenenza e simbiosi totali, un legame che attrae e spaventa allo stesso tempo, un legame davanti al quale persino il lettore si sente quasi di troppo. Emozioni travolgenti e una scrittura intima, che guida il lettore tra i sentimenti e i pensieri dei protagonisti, in un viaggio sempre più profondo e introspettivo, quasi in apnea fino all'ultimo, liberatorio, capitolo. Per una lettura che regala tensione emotiva. Qui la recensione completa.





3. La tristezza ha il sonno leggero - Lorenzo Marone
La storia di Erri che, a quarant'anni, dovrà fare i conti con i sogni infranti e con quelli che, forse, è ancora possibile inseguire. La vita è quello che troviamo tra le pagine del nuovo libro di Lorenzo Marone. La vita vera, quella che non fa sconti, che non protegge dai dolori, che non asseconda i desideri, e che pure sa stupire. Se cercate una storia con molti personaggi in cui identificarvi e su cui riflettere. Qui la recensione completa.




4. Agatha Raisin e la giardiniera invasata - M.C. Beaton
Agatha, trasferitasi dal caos di Londra nel quieto villaggio di Cursley, inizia ad essere parte integrante della comunità. E' sempre invaghita del suo vicino, un affascinante colonnello in pensione e, in questa nuova avventura, dovrà contendere le sue attenzioni con una nuova arrivata, Mary Fortune. Mary è in apparenza una donna perfetta, brava in tutto, soprattutto nel giardinaggio, e questo accende lo spirito competitivo di Agatha. Ma ben presto la quiete del villaggio verrà bruscamente interrotta da un nuovo omicidio su cui la nostra burbera e improvvisata detective inizierà ad indagare. Un giallo godibile e molto british. Ideale se desiderate una lettura rilassante.  Qui la recensione completa.


5. Splendi più che puoi - Sara Rattaro
Splendi più che puoi è una storia vera, è la storia di Emma, una donna annientata, distrutta nel corpo e nell'anima. Una storia dolorosa che Sara riesce a trattare con la consueta sensibilità, senza addentrarsi nei particolari e senza calcare la mano. Una storia che mi ha sopraffatto e che tutti dovrebbero conoscere. Da leggere se siete alla ricerca di una storia vera in grado di emozionare. Qui la recensione completa.








Conoscete questi titoli?
C'è qualcosa che vi incuriosisce?



#6 Book Notes: bilancio letture di Giugno.

Bilancio letterario mensile.
Buongiorno, lettori!
Oggi si conclude il mese di Giugno. Mese che per me è stato sinonimo di vacanza, di leggerezza e famiglia, di momenti belli da incorniciare. Di profumi, colori, sapori impossibili da dimenticare. Domani è già Luglio, già piena estate, e approfitto di questo post per informarvi che nei mesi estivi il blog viaggerà a regime ridotto. Passerò a pubblicare le recensioni ma le altre rubriche andranno in vacanza. Mio marito lavorerà tutta l'estate, la scuola materna ci aspetta a settembre ed io voglio svegliarmi la mattina con il solo impegno di regalare alla mia bimba delle belle giornate: mare, parco o un semplice gelato sotto casa, quello che conta è stare all'aria aperta e fare scorta di sole e nuove scoperte.
Ovviamente il tempo libero sarà dedicato alle letture, e questo è un altro dei motivi per cui sarò meno presente: preferisco darmi tempo per leggere, senza vincoli e scadenze. E, come sempre, senza programmi di lettura. Leggerò quello di cui avrò voglia lasciandomi guidare dal momento. Anche questi mesi lenti e sonnecchiosi porteranno però una novità che non vedo l'ora di presentarvi: una sezione dedicata alle letture per bambini, che spero di inaugurare presto, con la preziosa (e giocosa) collaborazione di Micol, la mia piccola quasi-lettrice. 
E adesso veniamo alle letture di questo mese:
La moglie bugiarda
Susan Crawford - Piemme - 312 pagine

Qui la mia recensione.
Un thriller da cui mi sarei aspettata di più.












Agatha Raisin e la giardiniera invasata
M.C. Beaton - Astoria - 212 pagine

Qui la mia recensione.
Un giallo delizioso, dall'atmosfera british.












Scomparsi
Caroline Eriksson - Nord - 324 pagine

Qui la mia recensione.
Un libro scorrevole ma con parecchie lacune.










I segreti della casa sul lago
Kate Morton - Sperling&Kupfer - 528 pagine

In lettura.



















E voi, che programmi avete per l'estate?

Avete già stabilito le prossime letture
o, come me, seguirete l'istinto?



mercoledì 29 giugno 2016

Recensione 'Scomparsi' di Caroline Eriksson | Nord

Titolo: Scomparsi
Autore: Caroline Eriksson
Editore: Nord
Pagine: 324
Genere: thriller psicologico
Prezzo: 16,90 €
eBook: 4,99 €
Omaggio CE
Scheda del libro

Nota sull'autrice
Caroline Eriksson è laureata in psicologia sociale e ha lavorato per dieci anni come consulente nell'ambito delle risorse umane. Tuttavia la sua passione è sempre stata la narrativa, cui ora si dedica a tempo pieno. Vive nei dintorni di Stoccolma col marito e i due figli.



E' come se il lago mi stesse aprendo la strada, mi facilitasse la decisione. Basterebbe una lievissima mossa, un passo, un salto nel vuoto. Sarebbe sufficiente. Trapasserei la superficie dell'acqua e penetrerei nell'abisso. Non dovrei più fare altro. Nulla, mai.

Greta si sveglia su una barca in mezzo al lago Maran. Suo marito Alex e Smilla, la loro bambina, si sono allontanati su un'isoletta sparendo nel nulla. Ma dove saranno? Dopo una ricerca infruttuosa Greta fa ritorno al cottage, per poi recarsi alla centrale di polizia. L'agente che registra la sua testimonianza effettua delle ricerche dalle quali emerge che la donna non è sposata e non ha figli. Qual è la verità? Perché i ricordi di Greta sono così confusi? Cosa è reale e cosa è frutto della sua mente annebbiata?
Anche questo libro, come altri letti recentemente, si snoda a partire da un espediente presto riconoscibile, quello del narratore inattendibile. Greta scopre che Alex e Smilla sono scomparsi ma fin da subito emergono in lei sentimenti contrastanti, così come contrastanti sono le sue azioni. Momenti di ansia e preoccupazione si alternano infatti ad altri in cui Greta sembra distante da quanto accaduto, si perde in occupazioni inutili e in pensieri sconnessi. Il lettore è smarrito davanti ai suoi comportamenti, cerca di capire se sia coinvolta nella sparizione, se sia vittima di circostanze sconosciute, se l'episodio sia realmente accaduto o sia un parto della sua fantasia e, soprattutto, quale sia la causa del suo malessere psicologico, perché è chiaro che il suo agire non appartiene ad una persona equilibrata.
Ho letto questo libro in vacanza, cullata dalle onde del mare, e devo ammettere di averlo concluso in due giorni. Non posso quindi dire che mi abbia annoiato sebbene si sia rivelato molto diverso dalle aspettative.
Il personaggio di Greta, le sue azioni, i suoi pensieri, non convincono. Sono perfetti per confondere il lettore, per instillare il dubbio e il senso di smarrimento, tutte sensazioni attinenti al genere, ma risultano incoerenti alla luce della verità, che emergerà nel corso della narrazione. Molte azioni di Greta resteranno contraddittorie e inspiegabili. La scrittura coinvolge ma pecca di ripetizioni, che rischiano di togliere godibilità alla lettura. 
Ho trovato interessante  il messaggio di fondo, che emerge dopo la metà del libro, incentrato sulla forza delle donne e sulla necessità di non farsi calpestare. Così come ho apprezzato le ambientazioni.
Un libro che tuttavia non mi ha regalato grandi emozioni. L'epilogo risulta approssimativo e poco incisivo, mi sarei aspettata un colpo di scena che potesse regalare forza al finale, mentre l'autrice decide di concludere con un eccesso di buonismo e scarsa verosimiglianza. 
Una lettura tiepida, che è scivolata via in poche ore, anche se da una scrittrice con competenze in ambito psicologico mi sarei aspettata di più. 





venerdì 24 giugno 2016

#71 Top Five: Vacanze da bibliofilo

Cinque elementi appartenenti all'universo libresco.


Buongiorno, lettori! Anche voi in trepidante attesa del weekend? Io conto i minuti. Questa settimana ho letto pochissimo, non più di qualche pagina al giorno, e aspetto domani per rilassarmi un po' e concedermi qualche ora di svago. In compenso sono felice, in questi giorni la mia bimba ha imparato a fare a meno del pannolino e, per una mamma, è una bella conquista. Yuppi! Ma torniamo a noi, dopo qualche settimana di pausa ritorna la Top Five! Complice la calda stagione in arrivo, ecco di cosa parleremo oggi:


Vacanze da bibliofilo




1. Quali libri porto?

Ancor prima di prenotare una vacanza, questo interrogativo esistenziale stringe nella sua morsa la mente del bibliofilo. Come?! Partiamo tra sei mesi?! E io che libri porto?!

2. Tentativo di selezione
Alla fase di smarrimento iniziale segue il tentativo, convinto e ponderato, di selezionare una ristretta rosa di titoli. Fammi pensare, di cosa potrò avere voglia guardando il mare? Di una lettura leggera, sicuramente. No, aspetta, quando mi rilasso in genere mi viene voglia di thriller. E se volessi leggere quel romanzo storico comprato ieri? Il dramma ha inizio.

3. Decidere di portarli tutti
L'epilogo, del tutto imprevedibile, consiste nell'ammassare in valigia tutti i libri papabili, quelli in forse e anche l'eReader chenonsisamai. Risultato: bagaglio da ernia garantita.

4. Leggerne una minima parte
Ovviamente le vacanze durano una settimana, massimo due, non i tre anni necessari a smaltire il quantitativo di libri che hanno accompagnato la trasferta. Il bibliofilo, a quel punto, potrebbe valutare l'eventualità di avere un pelino esagerato. Probabilmente non lo farà.

5. Acquistarne sul posto
E infatti, non contento, giunto nella meta turistica inizierà la caccia. Come un cane da tartufo perlustrerà il centro e le vie secondarie, alla ricerca di un'insegna ben precisa: Libreria. Solo dopo aver trovato l'agognato negozio si concederà una tregua. Respirerà a fondo quel profumo così familiare e si darà allo shopping libresco vacanziero. Perché Vuoi che vada via senza aver comprato nemmeno un libro? Cose da bibliofili.



Cosa ne pensate dei cinque punti di oggi?
Vi ci ritrovate un po'?





giovedì 23 giugno 2016

Recensione 'Agatha Raisin e la giardiniera invasata' di M.C. Beaton | Astoria

Titolo: La giardiniera invasata
Autore: M. C. Beaton
Editore: Astoria
Pagine: 212
Genere: giallo
Prezzo: 15,00 €
eBook: 8,99 €
Omaggio CE
Scheda del libro

Nota sull'autrice
M.C. Beaton è nata in Scozia, ha lavorato come libraia, specializzata in narrativa, ha intrapreso poi la carriera di giornalista, di moda prima di cronaca nera poi. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti, Marion, di ritorno in Inghilterra decise di dedicarsi ai gialli.



L'anno scorso, proprio durante le ferie, avevo fatto la conoscenza di una burbera cinquantenne, corporatura tozza, caschetto nero lucido, occhietti vispi da orso, caparbia e determinata. Politicamente scorretta ma deliziosamente schietta. Cinquantenne che risponde al nome di Agatha Raisin, PR stacanovista che dopo una consolidata carriera presso una grande società di pubbliche relazioni, decide di acquistare un cottage e trasferirsi nel cuore della campagna inglese. 
In questo terzo volume della serie Agatha si è ambientata a Carsely, gli abitanti del villaggio la amano e lei è sempre invaghita del suo vicino, l'affascinante colonnello in pensione James Lacey che purtroppo continua ad ignorarla. Non solo, James inizia a frequentare un'altra donna,  Mary Fortune, gioviale ed attraente, da poco trasferitasi nel villaggio. Mary Fortune è apparentemente perfetta, ma soprattutto è una giardiniera provetta. In vista della Giornata dei Giardini Aperti di Carsely, Agatha,  di indole competitiva e desiderosa di primeggiare, penserà ad un modo per surclassare la nuova arrivata. Nel frattempo, un sospetto si radicherà in lei, la convinzione che Mary sia ben diversa dalla creatura cordiale e amabile che tutti credono. Finché un altro omicidio non sconvolgerà la quiete del luogo, offrendo ad Agatha pane per i suoi denti.
Ancora una volta la compagnia di Agatha si è rivelata piacevole e godibile. Come i libri precedenti, anche questo terzo volume mi ha regalato ore di svago e di sorrisi. Tornare a Carsley, con  i suoi pittoreschi cottage, è ormai come fare ritorno in un luogo familiare. Gli abitanti, all'apparenza ineccepibili, sveleranno in questa nuova avventura i loro lati peggiori, i più oscuri e meschini.
Agatha è un po' tutti noi, incarna le bassezze umane riuscendo a strappare più di un sorriso, senza trincerarsi dietro un'apparenza buonista.
L'omicidio e l'indagine non sono al centro della scena, sono piuttosto un pretesto di cui la narratrice si serve per condurci in questa caratteristica atmosfera british, fatta di descrizioni minuziose, sia per quanto riguarda i luoghi che i personaggi.
Non posso quindi che consigliarvi questa serie, sicuramente di evasione, ma un'evasione di qualità, pungente e arguta.
Ringraziando Astoria Edizioni per la copia stampa, vi ricordo che qui potete trovare le recensioni dei due precedenti volumi.


martedì 21 giugno 2016

Recensione 'La moglie bugiarda' di Susan Crawford | Piemme

Titolo: La moglie bugiarda
Autore: Susan Crawford
Editore: Piemme
Pagine: 312
Genere: thriller
Prezzo: 18,50 €
eBook: 9,99 €
Omaggio CE
Scheda del libro

Nota sull'autrice
E' nata in Florida, ma ha vissuto a lungo a New York per poi trasferirsi ad Atlanta. Questo è il suo primo romanzo, che HarperCollins si è aggiudicato per una cifra a sei zero in America facendone un bestseller, ed è in corso di traduzione in Francia, Germania, Spagna e Olanda.



Lei annuisce. Sa che il tempo stringe. Sta correndo verso l'abisso, e a quel punto non sarà più in grado di capire che le serve aiuto. Non gliene fregherà proprio niente.
Dana vive in una sonnecchiosa provincia americana, in una villetta il cui giardino confina con altre case tutte uguali. Suo marito è un affermato avvocato civilista e suo figlio da qualche mese è andato via di casa per frequentare il college. Una vita all'apparenza tranquilla fino a quando la sua vicina, Celia, non viene brutalmente uccisa. Sarà proprio questo evento a gettare nel caos la vita di Dana, a risvegliare i suoi fantasmi e spezzare per sempre la tranquilla esistenza dietro la quale fino ad allora si era trincerata. 
La morte di Celia destabilizzerà Dana, l'ultima a vederla in vita, e annebbierà la sua mente che da tempo viaggia sul filo di un precario equilibrio. Tante le domande che offuscano i suoi pensieri: sono in qualche modo coinvolta nell'omicidio? La sua morte è collegata a ciò che Celia voleva dirmi il giorno in cui è stata uccisa? La memoria non le viene in soccorso e fare luce su ciò che è accaduto il pomeriggio precedente si rivelerà doloroso e complesso. Nel frattempo anche il suo rapporto con il marito comincerà a vacillare, e pericolosi segreti getteranno una lunga ombra sul presente.
Inizio dicendo che La moglie bugiarda è un libro con il quale non si è instaurata sintonia. 
Utilizzando un espediente sempre più comune, l'autrice ci presenta una voce narrante inattendibile, sebbene di questo non se ne faccia mistero visto che sappiamo fin da subito che Dana soffre di un disturbo psichico e, gradatamente, veniamo a conoscenza del suo burrascoso passato. Il compito del lettore consiste quindi nel cercare di districare i suoi pensieri confusi, nel distinguere le congetture della sua mente inaffidabile dalla verità dei fatti. Il punto è che ben presto emerge lo zoccolo duro della storia e i tentativi di depistaggio sono tutti poco convincenti. E' come se le carte fossero già in tavola e l'autrice mettesse in atto un infruttuoso tentativo di rimescolarle.
Subito dopo l'omicidio entra in scena il detective che si occuperà delle indagini, Jack Moss, e anche qui si inserisce un elemento già visto: le sue vicende personali si sovrapporranno con l'indagine, una persona a lui cara potrebbe essere coinvolta nel caso.
Ho atteso per tutta la narrazione che la storia prendesse una direzione avvincente, mentre la mente di Dana sprofonda nell'abisso e allo stesso tempo i suoi pensieri diventano ripetitivi, quasi sull'orlo della noia. Le mie personali aspettative - magari alte - non sono state ripagate e ciò che il finale mi ha regalato è stata la presa di coscienza che l'apparenza, questa volta, non ingannava.
Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e il modo in cui l'autrice riesce a descrivere la malattia e la sofferenza di Dana, che poi è ciò che mi ha spinto a proseguire nella lettura. Tuttavia mi sarei aspettata qualcosa di più, una piega più originale e avvincente. Ho percepito una confusione fittizia, posticcia, che ha reso la narrazione a tratti poco scorrevole e mi ha impedito di identificarmi fino in fondo con la protagonista. Un thriller di cui ho apprezzato alcuni elementi ma che, nel complesso, non mi ha conquistato.






lunedì 20 giugno 2016

Giugno in libreria.


Buongiorno, lettori, e buon inizio settimana!
Come forse avrete notato, qui oggi si respira un'aria diversa, ho rinnovato la grafica e risistemato  un po' disposizioni e rubriche. La mia mente soffre di iperattività e, al rientro dalle ferie, ho preso qualche piccola decisione che riguarda il blog. Vi renderò man mano partecipi di tutte le novità, intanto voglio condividere con voi qualche pubblicazione di giugno, sperando possano incuriosirvi!


Il rosso vivo del rabarbaro - Audur Ava Olafsdottir
Einaudi - 16,00 € - 128 pagine
In libreria dal 21/06
C'è un piccolo villaggio sul mare dove la vita scorre bislacca e tranquilla. Mentre gli uomini sono fuori a pescare, le donne seguono lezioni di cucito e si scambiano rossi barattoli di marmellata di rabarbaro. Proprio in un campo di rabarbaro, Ágústína è stata concepita. Ágústína è un'adolescente speciale, si muove con le stampelle ma scala le montagne. La sua è una mente singolare, nella sua testa i numeri sono a tre dimensioni, come pianeti nello spazio, e le parole si organizzano in cumuli appuntiti. Ágústína non è come gli altri ragazzi, lei sa che dietro una montagna - dietro ottocentoquarantaquattro metri di terra protesa verso il cielo - c'è ancora un'altra montagna da scalare.





La vedova - Fiona Barton
Einaudi - 18,50 € - 352 pagine
In libreria dal 14/06
Rimanere accanto ad un mostro, giorno dopo giorno, deve essere un compito difficile. E’ quello che accade a Jean, la protagonista di La vedova di Fiona Barton. Il marito è Glen Taylor, un uomo accusato di un delitto terribile e della sparizione di una bambina di tre anni. Dopo essere finito su tutti i giornali per i dettagli dei suoi omicidi, Taylor è finito dietro le sbarre e prima ancora nel braccio del tribunale. Con lui, sempre al suo fianco, la moglie, una donna apparentemente mite e insulsa, che non lo ha mai abbandonato, pur conoscendo le atrocità che ha commesso. Ma possibile che passando tutta la vita con lui, non si sia mai accorta che fosse un mostro? Poi Glen Taylor muore e la bambina che tutti dicono che lui abbia fatto sparire è data per introvabile. Forse rimane in vita una sola persona che può aiutare tutti a risolvere il caso: Jean, la moglie, la vedova. Una giornalista intrepida come Kate Waters riesce ad insinuarsi in casa sua, a conquistare la sua fiducia, a diventarne quasi amica e a carpire i suoi segreti. Perché la vedova, piccola e indifesa, non è come sostiene di essere. I misteri che la circondano sono tanti, troppi. Lei era davvero ignara dei delitti di Glen Taylor o era una sua complice? La vedova di Fiona Barton è un romanzo psicologico che tiene sul fiato sospeso e che indaga nelle pieghe più raccapriccianti dell’animo umano.

Tra le infinite cose - Fiona Barton
Mondadori - 19,0 € - 288 pagine
In libreria dal 28/06
Kay ha undici anni quando rientra a casa e il portiere del palazzo le consegna un pacco: «Per mamma» dice, prima che le porte dell'ascensore si chiudano. Ancora in corridoio, Kay si rigira la scatola tra le mani e fantastica che sia un regalo per il suo compleanno. Non c'è niente di male a dare una sbirciatina. Ma quando la apre, la scatola contiene solo carta, tanti fogli ammucchiati come biglietti della lotteria: Cara Deborah, questa lettera riguarda Jack ... Ho cominciato ad andare a letto con tuo marito a giugno dell'anno scorso…, mail su mail, parole vergognose e seducenti. Kay chiude la scatola, entra in casa facendo finta di niente. Cosa c'entrano tutte quelle cose con la sua vita? Un segreto bruciante per una ragazzina. Quando il fratello Simon, quindici anni, arriva a casa, Kay lo chiama in camera sua e gli consegna la scatola. Simon legge, un foglio dopo l'altro: grazie per ieri... quando hai premuto la mia mano sul tuo collo… legge fino a quando ne ha abbastanza. Schiaccia i fogli nella scatola, solleva il mento e grida: «Mamma!». Crash! La vita della famiglia Shanley va in frantumi. Con un incipit vertiginoso Julia Pierpont ci racconta quello che accade agli adulti – a Jack, un artista di grido, e a sua moglie Deb, che si è lasciata alle spalle una carriera di ballerina per dedicarsi ai figli e al matrimonio – quando scoprono di non conoscere affatto la persona che amano e capiscono che la loro vita non è per niente quella che avevano immaginato di vivere. E cosa accade ai ragazzi quando fronteggiano l'immensa libertà del mondo degli adulti che li esclude e li rende furiosi, e con quella libertà fanno i conti a modo loro, con le vite che nonostante tutto vanno avanti.

Non guardare nell'abisso - Massimo Polidoro
Piemme - 18,50 € - 420 pagine
In libreria dal 21/06
È una notte di luna piena. In un cimitero di campagna, una piccola processione guidata da un anziano sacerdote impaurito entra in una cripta. Ma non si tratta di un morboso rito esoterico: da una buca nascosta sotto l'altare riemergono mitragliatori, munizioni ed esplosivi. Un vero arsenale di guerra sepolto da chissà quanti anni. "Questi cambieranno ogni cosa" dice il leader del gruppo, estraendo il coltello che metterà fine alla vita del prete.
È una tranquilla mattina estiva, a Milano. Bruno Jordan esce di casa per la solita corsa nel parco: è un periodo piuttosto piatto, nella vita dell'inquieto cronista di nera, dopo le vicende che l'anno prima lo hanno portato al clamoroso ritrovamento di una donna scomparsa. Forse anche per questo, di fronte all'irrituale e insistente richiesta di un ex senatore in pensione di aiutarlo a rintracciare la nipote che non ha mai conosciuto, Jordan cede e accetta l'incarico. Per questo, e perché Publio Virgilio Strazzi non è un ex senatore qualunque: è uno dei nomi più quotati per l'imminente elezione del prossimo presidente della Repubblica italiana. Cominciando le indagini, però, Jordan si rende conto ben presto che l'uomo gli ha raccontato solo una parte della verità. Dietro il nonno tormentato dai rimpianti si allunga l'ombra inquietante di un complotto che affonda le radici negli anni più tragici e irrisolti del dopoguerra. E dietro il vicino della porta accanto potrebbe annidarsi un nemico che aspetta solo il momento giusto per seminare morte e terrore. In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l'abisso più nero dell'animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.

L'indizio - Helen Callaghan
Corbaccio - 16,90 € - 368 pagine
In libreria dal 30/06
Margot Lewis, insegnante di liceo a Cambridge e curatrice della rubrica «Cara Amy» sul giornale locale, è abituata a ricevere richieste di consigli e di aiuto. Ma la lettera che ha appena ricevuto è diversa da tutte le altre: «Cara Amy, ti prego ti supplico ti scongiuro aiutami! Sono stata rapita da un uomo che mi tiene prigioniera. Non so dove sono. Non so nemmeno da quanto tempo sono via ma mi pare un’eternità. Bethan Avery». Il messaggio è inquietante di per sé, ma la cosa che lo rende scioccante è che Bethan Avery è il nome di una ragazza scomparsa quindici anni prima e mai più ritrovata, né viva né morta. Non solo: il suo arrivo coincide con la sparizione di un’altra studentessa, di cui non si capisce se sia sparita di casa volontariamente oppure no. Per Margot le cose sono collegate e non si capacita di come la polizia, a cui si rivolge, inizialmente non sembri prenderla sul serio, almeno fino a quando non interviene un esperto in cold case che, mentre le lettere continuano ad arrivare, tenta di riallacciare i fili di casi di adolescenti scomparse nel passato alla ricerca di un denominatore comune. Di fronte agli ostacoli che incontrano le indagini, a causa del tempo trascorso e di un clima di persistente diffidenza, Margot decide di esporsi in prima persona partecipando addirittura a una trasmissione televisiva, senza calcolare che la sua vita stessa verrà scandagliata, e il suo passato con tutte le sue zone d’ombra e i ricordi rimossi finirà sotto gli occhi di tutti. Compresi i suoi.

La figlia perfetta - Amanda Prowse
Newton Compton - 9,90 € - 352 pagine
In libreria dal 23/06
Molto tempo fa Jacks Morgan aveva dei sogni. Voleva un lavoro importante che le permettesse di viaggiare per il mondo. Desiderava una grande casa, un portico dove trascorrere lunghe notti osservando il cielo stellato con un uomo che la rendesse felice. Ma la vita aveva altri piani per lei. E così, prima è arrivata Martha e poi Jonty che adesso, una in piena adolescenza e l’altro di appena otto anni, non sono proprio facili da gestire. Poi sua madre si è ammalata di Alzheimer e si è trasferita da loro. Ora i soldi sembrano non bastare mai e tutto sta lentamente implodendo. Jacks ha abbandonato i suoi sogni per prendersi cura della famiglia. Forse però se riuscirà a garantire a sua figlia un futuro brillante, ogni sacrificio avrà un senso… Ma sarà veramente così?




Il testamento del conte Inverardi - Luigi Valloncini Landi
Salani - 18,60 € - 420 pagine
In libreria dal 23/06
Per secoli a villa Mandolossa si sono succedute le generazioni dei conti Inverardi della Pieve, e con loro quell’immutabile ordine sociale che contrapponeva il lusso alla miseria, i nobili alla servitù. A metà tra quei due mondi sta Luigi Valloncini: figlio di una cuoca, ha potuto studiare grazie all’interessamento del conte Gilberto, e in qualità di medico condotto ha aiutato e ascoltato tutti; di tutti conosce le sofferenze, i segreti, i rimpianti, il desiderio d’amore come di vendetta. Ora che del suo mondo non rimangono che i ricordi, è lui a narrare le vicende della nobile famiglia, il loro incrociarsi con i destini di contadini e servi, il tramonto dell’aristocrazia e la decadenza delle sue antiche dimore. Tra balli sull’erba e cacce alla volpe, lussuosi bordelli e remoti conventi, circoli esclusivi e corse di cavalli, assistiamo, attraverso i suoi occhi, alla storia di una grande famiglia aristocratica italiana, che si intreccia alla grande storia del Novecento. Duelli, notti di passione, guerre ed epidemie, principi decaduti, figli illegittimi, dive in tournée, investigatori privati, piccoli gerarchi: non manca nulla in questa grande saga, incentrata sulla contesa eredità di Gilberto, conte Inverardi della Pieve, a cui Luigi Valloncini sa di essere legato da qualcosa di più profondo di un semplice debito di gratitudine.

Le ninfee nere - Luigi Valloncini Landi
Edizioni E/O - 16,00 € - 400 pagine
In libreria dal 09/06
A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo.
L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso.



Avevate già notato qualche titolo? C'è qualcosa che ha attirato la vostra attenzione?
A presto!

venerdì 17 giugno 2016

III° Tappa BlogTour | Virgola - Virginia Azzurra Di Giorgio

Buongiorno, lettori!
Oggi sono particolarmente felice ed emozionata nel presentarvi questo evento: il blogtour dedicato ad un volume che troverete in libreria dal 20 giugno, per Hop! Edizioni. Si tratta di Virgola, creata dalla mano di Virginia Azzurra Di Giorgio nel dicembre 2013 e diventata un fenomeno Instagram da 100.000 followers e una dolce compagna del quotidiano per tantissime persone.
Ho seguito Virgola, con i suoi quadretti dolci e poetici, fin dai suoi esordi, e vederla trasformarsi in un libro da sfogliare, amare, regalare, mi ha riempito di gioia.
Il libro si compone di 128 pagine a colori, con le immagini che in questi due anni hanno fatto la storia di Virgola, a cui si aggiungono diversi inediti realizzati proprio per la pubblicazione.
Diviso in quattro sezioni, il volume vede Virgola muovere i passi tra i suoi "petits riens", la accompagna nelle relazioni con gli altri, la scorta in viaggio per il mondo e la coglie felice nella dimensione preferita di Virginia, il mare. Infine la guarda giocare con il tema della moda, eleganza e mai pura tendenza.
Ma la cosa più bella è che partecipando a questo blogtour anche voi potrete aggiudicarvi una copia cartacea di questa meraviglia!
Personalmente custodirò la mia con cura, la sfoglierò insieme alla mia bimba e farò conoscere anche a lei la tenera Virgola.
Oltre a consentirvi di aggiudicarvi una copia di Virgola, in questo percorso vi guideremo alla scoperta di questa donnina fatta d'inchiostro e di Virginia, la sua creatrice.

Vi riporto di seguito le tappe, se avete perso le prime due siete ancora in tempo per recuperarle:

Tra le varie curiosità che andranno a fare luce sul mondo di questo personaggio dai colori pastello, oggi scoprirete il dolce preferito di Virgola. Ed ecco che lascio la parola a Virginia, che ringrazio per la simpatia e la disponibilità:

Premesso che il cuoco di casa non sono affatto io e che la mia idea di “adesso preparo un dolce” è scendo al bar sotto casa - che è molto buono - e compro un gelato, la mia ricetta preferita mi è stata passata dal mio amico Jacopo (di lefarfallenellostomaco.com): è un plum-cake fresco e veloce che mi ricorda casa in Sicilia per l’uso di arance rosse che personalmente adoro e che mi faccio sistematicamente spedire dalla mia famiglia in stile “pacco universitario” per quanto non lo sia più da tempo! 

Gli ingredienti sono:
250 gr di farina;
125 gr di yogurt;
2 uova;
150 gr di zucchero;
100 ml di olio evo delicato (o di semi);
100 ml di succo di arancia rossa;
1 pizzico di sale;
1 bustina di lievito per dolci;
buccia grattata di un arancia.

Per la copertura (golosa e bellissima)
2 arance rosse
50 gr di zucchero di canna
Grand Marnier per sfumare

Passiamo alla preparazione!
Grattugiamo la buccia di una o due arance, evitando di grattugiare il bianco, e spremiamole senza berle arrivando a 100 ml di succo, in una ciotola mescoliamole uova con lo zucchero, il pizzico di sale e la buccia di arancia, mettiamo poi lo yogurt, il succo di arancia e l'olio fino ad ottenere un impasto fluido e ben amalgamato. Setacciamo la farina, aggiungiamo il lievito e versiamo in un'altra ciotola mescolando molto molto bene per evitare che si formino grumi. Accendiamo il forno a 180° (ma come sempre è troppo tardi, era meglio iniziare a farlo subito!), nel frattempo imburriamo lo stampo da plumcake e versiamoci l'impasto. Time to bake! 30/35 minuti di attesa ancora. Intanto prepariamo lo sciroppo: con un microplane ri-grattugiamo la buccia delle arance, le ri-spremiamo e versiamo il succo in una padella insieme allo zucchero di canna e alla buccia grattata. Quando lo zucchero si sarà sciolto sfumiamo con del Grand Marnier lasciando ridurre della metà. Decoriamo! Tagliamo un'arancia rossa a fette orizzontali (poco eh, diciamo mezzo centimetro), passiamole per pochi minuti nella padella perché si impregnino di sciroppo e mettiamole da parte. Una volta cotto il dolce, rovesciamolo su un bel piatto, spennelliamo la superficie con lo sciroppo e guarniamo con le fette di arancia. Il plumcake è pronto, aspettate che sia freddo, o almeno tiepido, prima di mangiarlo. Qui arriva il momento porcello della Virgi! Scendo in gelateria (sì, la stessa di cui vi parlavo prima) e compro un gelato al pistacchio o al cioccolato fondente e mangio tutto insieme!


Cosa ne pensate del dolce di Virgola? A me è venuta l'acquolina in bocca
e penso che lo sperimenterò prestissimo!

E adesso, volete provare ad aggiudicarvi una copia di Virgola?
E' semplicissimo, basta seguire le cinque tappe e compilare il form sottostante:



Buona fortuna e a presto!


giovedì 16 giugno 2016

Recensione 'Aspettando Bojangles' di Olivier Bourdeaut | Neri Pozza

Titolo: Aspettando Bojangles
Autore: Olivier Bourdeaut
Editore: Neri Pozza
Pagine: 144
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 15,00 €
eBook: 9,90 €
Omaggio CE

Nota sull'autore
Olivier Bourdeaut è nato nel 1980 in una casa affacciata sull’Oceano atlantico, rigorosamente priva di televisore. Ha potuto così leggere e fantasticare molto. Prima di scrivere Aspettando Bojangles è stato un disastroso agente immobiliare, factotum in una casa editrice di libri scolastici, raccoglitore di fior di sale di Guérande a Croisic.



Immaginate una famiglia che vive in una grande casa con un pavimento bianco e nero proprio come una scacchiera, un enorme divano blu fatto per saltarci sopra, un tavolo intorno al quale radunare molti ospiti, una credenza che perde foglie e va annaffiata regolarmente e, in un angolo del salotto, un enorme mucchio di corrispondenza mai aperta. L’animale domestico è un volatile fuori misura, una Damigella di Numidia, ribattezzata Damigella Superflua.
In quella casa c’è un papà stonato e giocoso, e una mamma che con le cose pratiche non ci sa proprio fare, ha ogni giorno un nome diverso, ma sempre la stessa voglia di ridere. Una donna che si entusiasma per tutto e se c’è una cosa che proprio non sopporta è la tristezza. La tristezza e la banalità.
«Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene. Sarebbe un peccato se non lo faceste».
Quei due ballano sempre, brindano e ballano sulle note di Mr. Bojangles, e il loro bambino spesso balla insieme a loro.
Sono proprio gli occhi del bambino a guidarci in una vita fatta di feste, ospiti, musica a tutte le ore del giorno e della notte, genitori gentili, che si amano e lo amano, dove andare a scuola non è un obbligo e a volte si balla così tanto da saltare anche la cena. Una famiglia anticonvenzionale, dove i ruoli sono appena accennati, che vive fuori dagli schemi previsti dalla morale e dal buon costume.
«Non mi trattava né da adulto né da bambino, ma piuttosto come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei amava molto e teneramente, nel quale s'immergeva in ogni istante».
La loro vita sembra quasi un quadro, un’esibizione sulla quale non scende mai il sipario, lo spettacolo si ripete giorno dopo giorno sempre con lo stesso scroscio di applausi in sottofondo. Eppure, inaspettatamente, il sipario scenderà. Scenderà ogni volta che il filo della narrazione passerà dal figlio al padre, che analizzerà la loro vita da un’ottica differente. La realtà irromperà bruscamente in quella meravigliosa rappresentazione e, con il peggiore dei copioni, la tingerà di tinte cupe. Quella donna che ci era sembrata così eccentrica e divertente, brillante e folle, diverrà all’improvviso fragile, la sua stessa follia assumerà contorni inquietanti e imprevedibili.
«Quel conto alla rovescia, che durante i giorni felici avevo dimenticato di tenere d’occhio, si era messo a suonare come una sveglia infausta e scassata, come un allarme che spacca i timpani col suo incessante baccano, un suono spietato che intima di fuggire subito, che ti urla che la festa è finita, all’improvviso, malamente».
Due cose mi hanno colpito molto di questo libro, che ho ricevuto a sorpresa e che all’inizio non sospettavo custodisse una storia così bella: la bolla di follia che circonda questa famiglia, equilibri sottili e meravigliosi, dove ognuno è niente più che se stesso; e l’amore puro che si respira, privato dalle sovrastrutture e dagli schemi che caratterizzano il comportamento adulto.
Si tratta sicuramente di una famiglia disfunzionale, che tuttavia induce il lettore a chiedersi: disfunzionale per chi? In fondo, sorrisi, amore e musica non sono tutto ciò di cui abbiamo bisogno? Un amore al quale non ci si può sottrarre, un amore pronto a tutto, insolito, irrazionale e allo stesso tempo dolcissimo.
Un esordio che non passa inosservato, una storia fuori dal comune, dove la verità sfuma nella fantasia e la ragione nella follia, un libro da leggere senza preconcetti e difficile da spiegare. Si può forse spiegare una canzone? Per comprenderla, e amarla, bisogna necessariamente ascoltarla.
«Lo so che che mi amate, ma cosa ne farò di questo folle amore? Cosa ne farò di questo amore folle?» 

  








Recensione realizzata per La chiave di Sophia.