martedì 31 maggio 2016

BlogTour L'ultima estate a Chelsea Beach di Pam Jenoff | II tappa - Incipit

Buongiorno, lettori!
Come avrete notato, questo mese vi ho proposto molteplici iniziative. Non potevo che concludere in bellezza con un bel BlogTour, organizzato in collaborazione con Harper Collins Italia e altri splendidi blog: The Bookish Teapot (grazie, Elisa, per avermi coinvolto in questa bella iniziativa), Blog Expres, Lily's Bookmark, La Fenice Book e Whisper. La voce del tempo.



Il protagonista di questo tour promozionale è L'ultima estate a Chelsea Beach di Pam Jenoff, in libreria dal 19 maggio. Passo subito a presentarvelo:


La trama
Nell'estate del 1941 Adelia Monforte, giovane ebrea, raggiunge l'America da Trieste per garantirsi quella sicurezza che l'Europa non può più darle. Accolta dagli zii, trascorre un'indimenticabile estate sulle coste del New Jersey insieme ai vicini di casa, la famiglia irlandese dei Connally. I quattro ragazzi Connally e la loro madre riescono a trasmetterle un calore e un affetto che Addie non pensava che avrebbe più provato. E se Liam, Jack e il piccolo Robbie diventano per lei amici fraterni, per Charlie, il maggiore, avverte fin da subito un sentimento più profondo. Quando è con lui i colori sono più vividi, il sole più caldo, il profumo dell'oceano più intenso e Addie vorrebbe che l'estate non finisse mai. Ma i venti di guerra soffiano impetuosi anche attraverso l'Atlantico e la spensierata adolescenza termina bruscamente in un giorno d'autunno quando un'insensata tragedia porta via il piccolo Robbie e tutti i sogni di Charlie e Addie. Per sfuggire all'infelicità a alla solitudine lei parte prima per Washington e poi per una Londra ferita dai bombardamenti e qui, come collaboratrice del Washington Post, comincia a trovare la sua strada. Il passato però non l'abbandona mai, è qualcosa con cui deve fare i conti, e forse la risposta ultima si trova su una spiaggia battuta dalle onde, nell'unico luogo che l'ha vista davvero felice.

L'autrice - PAM JENOFF
Nata nel Maryland ma cresciuta nel New Jersey, dopo aver conseguito una laurea in affari internazionali all’Università George Washington e una laurea in storia all’Università di Cambridge, ha lavorato come assistente del segretario della Difesa al Pentagono e come funzionario degli Affari Esteri per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti in Europa. Con il suo primo libro, La Ragazza di Cracovia, ha raggiunto il successo internazionale. Attualmente vive con il marito e tre figli a Philadelphia, dove, oltre a scrivere, insegna diritto alle scuole superiori. Ha già pubblicato, per HarperCollins Italia, La figlia dell’ambasciatore.


In questa seconda tappa avrò il piacere di presentarvi l'incipit del romanzo:

venerdì 27 maggio 2016

III°Tappa BlogTour | La libreria delle storie sospese di Cristina di Canio

Buongiorno, lettori! So che molti di voi seguono con affetto la Top Five del venerdì...tornerà la settimana prossima, non disperate! Questa settimana, infatti, voglio coinvolgervi in un'altra bella iniziativa, organizzata in collaborazione con la casa editrice Rizzoli e altri cinque blog, grazie alla quale avrete la possibilità di aggiudicarvi La libreria delle storie sospese di Cristina Di Canio, un libro che racconta la storia di un sogno.



Ma ecco che passo a presentarvelo:

Sprofondata nella sua poltrona, tra gli scaffali che profumano di carta, Adele osserva il via vai che affolla la libreria. Questo luogo magico dalle pareti lilla, nascosto al confine tra la Milano delle boutique e i condomini affollati della periferia, è piccolo e accogliente, ed è solo per chi vuole davvero trovarlo. Proprio come è successo ad Adele che, da quella mattina di tanti anni prima, torna ogni giorno dalla sua amica Nina. Occhi intensi e sorriso grande, la giovane libraia si muove sicura nel caos che soltanto lei conosce e, ogni volta che un viso nuovo varca la soglia del negozio, gli va incontro travolgendolo con la sua energia. Qui, tra i sogni, le storie si moltiplicano. Da quando un cliente ha avuto l’idea di lasciare un libro in regalo per l’avventore successivo, il locale si è riempito di persone. Così tutti hanno almeno una storia da regalare agli altri e tutti vogliono lanciare un messaggio, parlare, incontrarsi. E, magari, anche innamorarsi. Perché, a volte, per la felicità bastano tanti romanzi ancora da leggere e un uomo, anche sconosciuto, che ti canti canzoni d’amore; Nina, che con i libri è cresciuta, lo sa bene. E forse anche lei, che ha appena interrotto una storia importante, è pronta per vivere un nuovo sogno.

Affascinante questa trama, vero?
E non è tutto, nella tappa di oggi condividerò con voi un estratto del libro, letto dall'autrice stessa, Cristina Di Canio, che ringrazio per la disponibilità:

video


Cosa ne pensate di questo estratto sull'amore?
A me questa considerazione è piaciuta molto, mi ha fatto sorridere.


Vi ricordo le tappe del blog tour:

23 Maggio –  I°Tappa su L’angolino di Ale
25 Maggio –  II°Tappa su La Fenice Book
27 Maggio –  III°Tappa su La ragazza che annusava i libri
30 Maggio –  IV°TAPPA su Flavoria Universe
1 Giugno –  V°TAPPA su Scaffali da riscrivere
3 Giugno –  VI°TAPPA su Franci Lettrice Sognatrice




Per provare ad aggiudicarvi una copia del libro è sufficiente commentare tutte le tappe e compilare il FORM che trovate qui di seguito:




Il Giveaway scade alle ore 23.59 del 6 giugno.
Il vincitore sarà annunciato sulle pagine Facebook dei vari blog partecipanti ed anche nel form.


Aspetto di conoscere la vostra opinione sull'estratto di oggi 
o, più in generale, su questa storia.
Partecipate e provate ad aggiudicarvi 
La libreria delle storie sospese!

Stefania


mercoledì 25 maggio 2016

A maggio in libreria!




Buongiorno, lettori!
come procede la vostra settimana? Io spero di arrivare incolume al weekend perché sto attraversando giorni a dir poco pieni. Vi lascio altre novità di maggio, sperando che troviate qualche titolo da annotare o acquistare. A presto!



Autobus bianchi - Giulio Massobrio
Bompiani -  19,00 € - 322 pagine
In libreria dal 26/05
Se è vero che le ore che precedono l’alba sono le più buie, lo stesso vale per gli ultimi mesi che hanno preceduto la fine della Seconda guerra mondiale. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, Giulio Massobrio ci racconta un episodio quasi sconosciuto della guerra, quello degli autobus bianchi: la Svezia decise di recuperare dai campi di prigionia tedeschi tutti i propri cittadini, e per farlo concordò con Berlino il via libera per gli autobus bianchi, appunto, mezzi riconvertiti e dipinti di bianco per evitare di incappare nel fuoco amico. Ed è così, insieme ai personaggi già apparsi in Rex, finalista al Premio Bancarella 2015, che inizia un viaggio attraverso l’orrore e la speranza di quei giorni.



Un libro ti salverà - Erika Swyler
Garzanti -  16,90 € - 370 pagine
In libreria dal 19/05
Simon Watson fa il bibliotecario in un minuscolo paesino di Long Island. Ogni giorno, la sua unica compagnia sono il canto rabbioso dell'oceano e i suoi amati libri antichi. Ma Simon non immagina certo che proprio un libro possa riuscire a salvare la vita. Abita da solo in una grande casa che è della sua famiglia da generazioni. Sua madre è morta da molti anni e sua sorella Enola è sempre in viaggio per il mondo. Un giorno, mentre sale gli scalini del portico, vede sulla soglia di casa uno strano pacco. Dentro c'è un libro, un libro molto vecchio, con le pagine rovinate dall'acqua. Glielo manda un genealogista sconosciuto che, facendo ricerche, si è imbattuto in questo manoscritto risalente al XIX secolo. L'uomo è convinto che all'interno siano nascoste delle verità che riguardano la famiglia di Simon. Il bibliotecario comincia a leggerlo, e si trova immerso nella storia di Adam ed Evangeline, due ragazzi che si sono amati di un amore impossibile due secoli prima. Adam era un ragazzo enigmatico e di poche parole. Evangeline, pelle diafana e lunghi capelli neri, aveva la capacità di stare sott'acqua più di chiunque altro. Proprio come la madre di Simon. Pagina dopo pagina, Simon scopre anche una verità terribile: il 24 luglio è un giorno maledetto per tutte le donne della sua famiglia. E il prezzo da pagare è la vita. Sua sorella Enola sta per tornare a casa proprio mentre il fatidico giorno si avvicina. Solo tra le pagine di quel manoscritto Simon potrà trovare, forse, il modo per salvarla...

Nel nome di mia figlia - Louise Doughty
Bollati Boringhieri -  18,00 € - 348 pagine
In libreria dal 19/05
Una bambina di nove anni viene falciata da un automobilista mentre torna da scuola, e muore. Il tremendo dolore e smarrimento della madre si innesta su una situazione già molto difficile, di abbandono e solitudine. Quando il pirata della strada se la cava con una pena ridicola, nella protagonista nasce un inevitabile, devastante desiderio di vendetta.










Una brava moglie cinese - Susan Blumberg-Kason
Newton Compton -  9,90 € - 342 pagine
In libreria dal 26/05
Susan, una timida ragazza americana affascinata dalla cultura cinese, ha iniziato da poco la scuola di specializzazione a Hong Kong, quando s’innamora di Cai e decide di sposarlo. Mentre si scambiano le promesse matrimoniali, Susan si sente come la protagonista di una favola esotica, ma ben presto dovrà rendersi conto che Cai, e la cultura alla quale appartiene, sono ben diversi da quello che immaginava. E così mentre Susan ce la mette tutta per diventare una moglie perfetta, proprio come vuole la tradizione cinese, Cai diventa un marito sempre più autoritario e violento. E la nascita del figlioletto non migliora la situazione a casa. Susan arriva fino a rinunciare ai suoi valori per proteggere il figlio Jake, ma quando Cai minaccia di portarglielo via, Susan deve trovare il coraggio di ribellarsi, per se stessa, per suo figlio e per il loro futuro. Ambientato tra la Cina rurale, le vivaci città di Hong Kong e San Francisco, Una brava moglie cinese è un racconto vivido, autentico e una testimonianza straordinaria di quanto sia inattaccabile l’amore che lega una madre al proprio figlio.



Avete preso nota di qualche titolo? :)


lunedì 23 maggio 2016

#19 Storie di Morwen: Come una sirena

Rubrica a cura di una giovane scrittrice che, una volta al mese,
vi farà entrare nel suo mondo di suggestioni, arte e magia.
* Ogni brano presente in questa rubrica è una produzione creativa di Morwen *


Buongiorno, lettori!
Questo è il nostro ultimo appuntamento prima della pausa estiva e ho pensato di salutarvi con uno dei classici più intensi della letteratura inglese: Amleto, di William Shakespeare. Io ho amato questa tragedia, commossa in particolare dalla figura di Ofelia e dal brano che ne descrive la morte. Ho scelto un approccio particolare per accostarmi a lei, alla mesta delicatezza di questa figura, che passa attraverso il quadro di Millais.



Io sono Elizabeth Siddal. Sono sdraiata in questa vasca d’acqua fredda da un tempo che non riesco più a calcolare. Non sono io l’artista, dicono. Non sono io che creo. È il pittore seduto oltre la tela, che guardandomi vede in me la sua Ofelia. Eppure io sono più simile a lei di quanto lui creda. Lui vede un viso etereo e fluenti capelli e crede di riconoscere in me la femminilità che aspira ad immortalare, la stessa della tragica fanciulla dell’Amleto. Ma io sono molto di più. Ofelia è molto di più. Non è una donna fragile incapace di imporsi, non è una creatura evanescente governata dalla volontà degli uomini come il volo di una farfalla è deviato dal vento. Lei è una donna che ama. Ama e agisce per amore. Ama ed è schiacciata, distrutta dal suo amore. Distrutta da ciò che gli altri si aspettano che lei sia. E io chi sono? Io che giaccio in questa vasca fingendo di non essere  altro che un’eterea fanciulla. Io che nascondo ciò che credo spaventi. Io che bisbiglio sottovoce i miei versi, temendo che un mondo di uomini possa disfarli con una parola troppo scortese. Io e Ofelia, siamo forse così diverse? Lei, divisa tormentosamente tra l’innamorata che è e la figlia che vuole essere, entrambe brutalmente strette nel pugno troppo rozzo di uomini che pretendono di conoscerci. Oh io non ho bisogno di essere protetta. Io sono forte e libera e indipendente. Ma ho bisogno di essere amata. E l’amore annienta ogni cosa. Distruggerà anche me? Fa freddo in questa vasca. Quel freddo che può esserci solo prima di esserti innamorata. O dopo, quando vieni distrutta fin dalle fondamenta del tuo essere.


E voi avete letto Shakespeare? 
Cosa vi trasmette questo quadro?



venerdì 20 maggio 2016

Incontri letterari | Sara Rattaro | Splendi più che puoi

Buongiorno, lettori!
Oggi, al posto della Top Five,  vi parlerò di un bellissimo incontro letterario, quello con una delle mie scrittrice preferite, Sara Rattaro. Incontro che si è tenuto martedì 17 maggio presso l'History Café di Montepaone Lido, grazie alla coordinazione dell'Antica Libreria Duva e dell'Associazione Solidales.
Chi segue il blog sa quanto io abbia amato i suoi libri. Dell'ultimo, Splendi più che puoi, ve ne ho parlato solo pochi giorni fa, per cui quando ho saputo tramite Salvatore, il mio libraio di fiducia, della sua presenza in Calabria, ho sperato con tutto il cuore di poterla incontrare. Poi ci si sono messi di mezzo vari ostacoli: gli impegni lavorativi, i chilometri di distanza (quasi cento) e il giorno infrasettimanale. Ci avevo praticamente messo una pietra sopra quando l'universo intero (in collaborazione con mio marito) ha iniziato a cospirare per farmi giungere a destinazione: impegni che improvvisamente saltano, la mia bimba è già dalla nonna ed io in macchina verso Montepaone Lido. La location è un cafè molto carino, vicino al mare, dove l'estate scorsa ho trascorso delle piacevoli serate in vacanza. Dei bei ricordi mi legano a quel luogo e so che altri stanno per aggiungersene.
Incontrare una delle autrici che più ami, i cui libri ti hanno commosso, emozionato, toccato nel profondo, è come trovarsi faccia a faccia con qualcuno a cui ti unisce un vissuto comune, quello delle sue storie, appunto. Sara è proprio come me la immagino: aperta, disponibile, solare. Mi viene incontro sorridendo, come se ci conoscessimo da sempre. 
Durante l'incontro parla della scrittura, di come la sua più grande passione sia diventata un mestiere, parla, e i suoi occhi brillano mentre racconta di quella ragazza che ha sempre amato scrivere ma non si sentiva mai abbastanza brava, temeva di farsi leggere, e intanto seguiva una strada che non le apparteneva fino in fondo, si laureava in biologia e non riusciva a soffocare quel senso di inquietudine che le cresceva dentro, suggerendole che, forse, non era quello il suo percorso.  Avevo l'impressione di indossare i vestiti di qualcun altro. Solo la scrittura riesce a darle pace. La scrittura, il tassello mancante della sua vita, quello che da lì a qualche anno le avrebbe regalato immense gioie, tra cui il Premio Bancarella (Niente è come te - 2015). Parla dell'uso della prima persona, lo definisce come l'unica scelta possibile per raccontare le sue storie, l'unica in grado di donarle la sensazione di essere a tu per tu con i suoi lettori. Le si chiede qual è il filo conduttore dei suoi romazi e Sara ci parla di famiglia. Una famiglia che la sua generazione ha visto cambiare, evolvere, trasformarsi, perdere i contorni definiti della famiglia tradizionale. Le sue storie prendono vita proprio in quello scrigno di sentimenti e relazioni, che la sua penna riesce a mettere a nudo negli aspetti più estremi e problematici. Parla delle ultime due pubblicazioni (Niente è come te - Garzanti - 2015 e Splendi più che puoi - Garzanti - 2016), del desiderio di trattare temi attuali e complessi, seppure senza alcuna premeditazione. Questi libri hanno in comune la genesi, il fatto che nascono da due incontri, da due storie reali, e sono legati dalla volontà di affrontare argomenti scomodi, quelli che la gente preferisce ignorare. Per chi non li avesse letti Niente è come te è la storia di un caso di sottrazione internazionale di minore, Splendi più che puoi parla di una donna vittima di violenze domestiche. Quando hai capito che dovevi raccontare queste storie? Quando parlarne è diventato un'urgenza, una necessità. Non riuscivo a pensare ad altro, e mettere nero su bianco queste storie è stato quasi un sollievo. Alla mia domanda: Hai sperimentato delle difficoltà nella stesura del tuo ultimo libro rispetto a quelli precedenti? Legate magari alla responsabilità di parlare di storie appartenenti a qualcun altro? Sara risponde: la stessa difficoltà che si prova nell'entrare in casa degli altri. Bisogna farlo con rispetto ed educazione. Infine, in riferimento all'ultimo libro, confessa che senza l'approvazione della protagonista questa storia non avrebbe mai visto la luce. Ed io ringrazio che questa approvazione ci sia stata, perché storie così non possono rimanere nel buio, meritano la luce, meritano di splendere e giungere a quante più persone possibili. 
Saluto Sara con una foto, una dedica e un lungo abbraccio. Ora capisco cosa mi piace di lei: nonostante tutte le conferme, in fondo è rimasta quella ragazza che aveva paura di farsi leggere.

                                         



mercoledì 18 maggio 2016

Contest | 'Quattro tazze di tempesta' di Federica Brunini | I vincitori

Buongiorno, lettori!
Lunedì si è concluso il contest dedicato al libro Quattro tazze di tempesta di Federica Brunini.
Ringrazio Feltrinelli Editore per avermi coinvolto in questa bellissima iniziativa di cui oggi vi annuncerò i tre vincitori, che si aggiudicano una copia cartacea del libro.



I tre vincitori sono stati selezionati  in collaborazione con l'ufficio stampa Feltrinelli, tra tutti coloro che hanno risposto alla nostra domanda:


Nel suo tè-atelier nel Sud della Francia, 
gli infusi di Viola curano l'anima.
Se incontrassi Viola nel suo negozio di tè, 
quale miscela speciale vorresti che preparasse per te
Raccontacelo in poche righe!




Ed ecco le tre risposte che abbiamo deciso di premiare:

Lasco Patrizia
Mi piacerebbe leggere questo libro, sembra interessante. Poi la lavanda l'adoro come profumo. La miscela che mi piacerebbe assaggiare è una che racchiudesse in sé il profumo e l'energia di una giornata di sole passata al mare, verso il tramonto quando tutto viene amplificato. Una miscela non molto dolce, un po' acidula come il limone e il dittamo con foglie di alloro. Per rilassare l'anima e trovare pace.

 Simona Quadri
Ciao Stefania, partecipo con molta gioia a questo contest. Tra l'altro, questo libro mi ha affascinato fin dalla prima volta che l'ho visto. A Viola chiederei una buona tazza di tè al limone, semplice ma di effetto. Il suo profumo, mi ricorda i pomeriggi trascorsi con mia nonna, colei che mi ha avvicinato alla lettura, e che ora mi manca come non mai. Vorrei nuovamente essere avvolta da quel profumo, aroma magico in grado di avvolgermi e proteggermi dalle negatività di questa vita. 

 Nicoleta P
Il genere umano comunica attraverso tantissimi modi diversi: conversando a parole, lettere, messaggi elettronici, espressioni visive, sguardi, contatto fisico, e anche attraverso il silenzio. Abbiamo una gamma così vasta dalla quale scegliere come trasmettere un messaggio, eppure siamo sempre incapaci di trasmettere, ma anche afferrare, concetti per come li concepiamo noi o chi ce li comunica. Ognuno ascolta ed intende un'informazione altrui per il modo in cui egli la coglie, basandosi su esperienze personali, e non attraverso il significato profondamente personale col quale ci viene trasmessa dal nostro interlocutore.
Di conseguenza, se capitassi in questo magico posto nel sud della Francia, nel té - atelier di Viola, chiederei un infuso che possa aprire la mente, affinché l'incomunicabilità cessi di esistere fra gli individui....ovviamente sperando che il mondo intero lo assapori.


Complimenti!

Vi contatterò presto per richiedervi l'indirizzo al quale spedire le copie, che saranno inviate direttamente dalla casa editrice.

Un enorme grazie a tutti i partecipanti, ancora una volta mi avete sorpreso! Le risposte erano tutte belle ed originali e scegliere non è stato semplice.

Vi ricordo che se decideste di acquistare Quattro tazze di tempesta (online o in libreria) avrete la possibilità di partecipare ad un meraviglioso concorso indetto da Feltrinelli Editore
Qui trovate tutte le informazioni. 
In palio:
- 5 Cofanetti Wonderbox per due persone, per due notti, nei luoghi del libro.
- 20 Boite Silver, con 100 grammi di miscela Quattro tazze di tempesta.



Grazie ancora a tutti,
e alla prossima iniziativa!




lunedì 16 maggio 2016

Recensione 'Dentro soffia il vento' di Francesca Diotallevi | Neri Pozza

Titolo: Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Pagine: 224
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 16,00 €
eBook: 9,90 €
Omaggio ce

Nota sull'autrice
Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali e lavora in uno studio legale. Tra le sue opere Le stanze buieAmedeo, je t’aime, il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento. Dentro soffia il vento è il suo ultimo romanzo (Neri Pozza, 2016), vincitore del Premio Neri Pozza sezione giovani.


L'amore è il più complicato dei sentimenti.
Il più meschino e, allo stesso tempo, il più coraggioso.

Ho atteso Dentro soffia il vento con trepidazione, stregata dalla lettura de Le stanze buie, libro d'esordio di Francesca Diotallevi che mi ha introdotto nella scrittura matura, curata e suggestiva di questa autrice. Quando ho avuto tra le mani la mia copia, inviatami in anteprima dall'ufficio stampa Neri Pozza, invece di riporre il libro sullo scaffale come di consueto, l'ho tenuto sul comodino accanto al letto, in attesa di terminare il libro in lettura. Non lo avevo ancora iniziato ma non volevo già separarmene. Una sensazione che si è concretizzata e protratta non appena mi sono ritrovata nel piccolo villaggio incastonato tra i monti, Saint Rhémy, in Val d'Aosta, durante il primo conflitto mondiale. 
Fiamma, la ragazza dagli occhi color del bosco e dai capelli rossi come il mantello della volpe che l'accompagna, è per tutti una strega. Vive da sola in un capanno tra la fitta vegetazione, ai margini della comunità, nell'abitazione che ha condiviso con la madre fino alla sua morte. Da quando Raphael, il suo unico amico, è partito per la guerra non facendovi ritorno, le giornate di Fiamma scorrono in completa solitudine. Gli abitanti del villaggio credono che dentro di lei scorra il sangue del demonio e la tengono a distanza. Di giorno. Perché di notte una processione silenziosa si avvicenda alla sua porta. Gli abitanti di Saint Rhémy, protetti dall'oscurità, si rivolgono a Fiamma per ricevere i decotti curativi che lei, avviata a quest'arte dalla madre, prepara servendosi di fiori ed erbe.
Mia madre lo diceva sempre: non basta il cuore a sconfiggere l'ignoranza e la superstizione.
Raphael, l'amico che sapeva comprenderla e starle accanto come nessuno, ha lasciato un grande vuoto nel suo cuore, ma la sua assenza non è per lei l'unica fonte di tormento. Yann, il fratello di Raph, sembra provare nei suoi confronti un odio quasi palpabile, sentimento che Fiamma teme più di ogni altra cosa.
La narrazione viene affidata a tre diverse voci: quella di Fiamma, di Yann e di Agape, il nuovo reverendo giunto nel villaggio per sostituire l'anziano parroco, don Jacques. I loro punti di vista si avvicendano, trasportandoci in questo viaggio tra la neve, i boschi, le superstizioni e gli amori di una storia che avvince e conquista il lettore. Lo stile di Francesca si conferma superbo. Descrizioni curate e suggestive, con quel ritmo caldo e avvolgente, che ricorda le storie raccontate intorno al bagliore di un focolare. Un libro di cui ho amato ogni cosa: i personaggi con le loro debolezze, che si annidano tra le pieghe di anime stropicciate dalla vita, i luoghi intrisi di personalità, la cura per i dettagli, la descrizione dei sentimenti: vivi, palpitanti, poetici. L'amore ineluttabile, quello che ti sceglie e non lascia via d'uscita. L'amore che vince su tutto, anche sui pregiudizi più difficili da sradicare.
L'amore non si insegna, è l'unica cosa che non posso spiegarti. Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrai capirlo da sola e non sarà facile. L'amore non lo è mai, richiede coraggio e tenacia. Non si sceglie, è sempre lui che sceglie te.
Impossibile per il lettore non rimanere avviluppato nella storia, non empatizzare con i turbamenti che colorano le pagine, non lasciarsi coinvolgere e commuovere. Un insieme che non fa che confermare la bravura di questa autrice che, ne sono certa, continuerà a regalarci emozioni tramutate in carta.
La sera in cui ho terminato, tra le lacrime, questo libro, il cielo della notte era tinto di viola. Mentre percorrevo in macchina il tragitto che mi separa dalla casa in campagna dei miei genitori, i personaggi che turbinavano ancora nella mia mente, ho intravisto tra le sterpaglie una coda fulva. Ribes, ho pensato senza rifletterci. In quel momento ho capito che ci sono storie che scivolano via ed altre destinate a conquistarsi un pezzetto di cuore.
Fiamma non mi avrebbe abbandonato.







venerdì 13 maggio 2016

#69 Top Five: Cinque cose che avresti voluto dire ai protagonisti dei romanzi

Rubrica ideata da me, in cui stilerò un elenco di 5 elementi appartenenti all'universo libresco,
in base alla tematica della settimana.



Buongiorno, lettori! Programmi per il fine settimana in arrivo? Molti di voi probabilmente saranno al Salone del Libro di Torino, divertitevi anche per me! Io purtroppo quest'anno non ci sarò, ma esorto chiunque abbia la possibilità ad andarci, è il paradiso per noi lettori.
Tornando a noi, e più precisamente alla Top Five, ecco di cosa di parlerò oggi:




Cinque cose che avresti voluto dire 
ai protagonisti dei romanzi



1. Non dovevi fidarti, ti avevo avvisato
Beata ingenuità. Quanti protagonisti ci hanno indisposto con il loro fidarsi del mondo? Metterli in guardia non è bastato, loro hanno continuato a non vedere, a dare fiducia a chi non avrebbero dovuto. Certo che l'autore non gli ha insegnato proprio niente. 

2. Ma non capisci che è innamorato/a di te?
I segnali ci sono tutti e sono inequivocabili. Eppure lui/lei sembra non accorgersene. Che qualcuno tolga quelle spesse fette di prosciutto dai suoi occhi!

3. Ma ti sembra il caso di prendere iniziative da solo/a, senza avvisare nessuno?
Di notte, come se non bastasse. E magari con il cellulare scarico. In un luogo in cui a nessuno verrebbe in mente di cercarti. E noi lì a maledirti. Che ne sanno i non lettori.

4. Dovevi proprio farmi piangere?
Dovevi proprio? Sono una persona adulta e mi trovo in un luogo pubblico. Dovevi proprio comportarti da eroe/sviscerare i tuoi sentimenti/tirare fuori ricordi così struggenti? Sì, dovevi.

5. Perché lo hai fatto? Perché?
Perché? Non ti bastava quello che avevi? Carta, colla, e una lettrice da cui tornare ogni notte?
Ci sarà sempre quel protagonista che deluderà le nostre aspettative spezzandoci il cuore senza pietà. Era scritto tra gli inconvenienti del mestiere, del resto. Pagina 1 del manuale La dura vita del lettore.





Cosa ne pensate dei cinque punti di oggi?
Anche voi interrogate i personaggi dei romanzi?
C'è altro che avreste voluto dirgli?