venerdì 29 gennaio 2016

#56 Top Five: Cinque patalogie da lettore compulsivo

Rubrica ideata da me, in cui stilerò un elenco di 5 elementi appartenenti all'universo libresco,
in base alla tematica della settimana.




Buongiorno, lettori!
Un'altra settimana giunge al termine, per me è volata in un soffio, presa da mille cose da portare a termine. Siete pronti per la Top Five di oggi? Ancora una volta la psicologa e la lettrice che convivono in me hanno unito le forze. Spero che il risultato vi strappi un sorriso!



Cinque patologie da lettore compulsivo



1. Bulimia librosa
Consiste nell'ingurgitare quantità spropositate di pagine, senza riuscire a fermarsi. Un capitolo dopo l'altro, un libro dopo l'altro, travolti da un appetito inesauribile. Niente potrà sfamare un lettore compulsivo. La sua fame di storie non si estinguerà mai.

2. Disturbo da accumulo
E' caratterizzato da un bisogno ossessivo di acquisire una notevole quantità di libri. La casa di un lettore compulsivo si riconosce subito. E' quel luogo nel quale potresti individuare un letto, un tavolo, un frigorifero e un armadio, se solo riesciussi a districarti dal labirinto di volumi che ti circondano. Libri, libri ovunque. Librerie Ikea che si moltiplicano come funghi e pile che ingombrano ogni angolo.

3. Disturbo bipolare
Si manifesta con l'alternarsi di fasi depressive - quelle in cui il protagonista del libro che stiamo leggendo ci delude/muore/si comporta da idiota - e fasi maniacali, caratterizzate da una temporanea esaltazione - quelle in cui il suddetto protagonista fa la cosa giusta/ si mantiene in vita/ ci rende orgogliosi di lui.

4. Schizolibria 
I primi segni di schizolibria si manifestano generalmente tra l'infanzia e l'adolescenza. Il malato parla con i personaggi dei libri (deliri), immagina di vivere nel loro mondo (allucinazioni), li considera degli amici di vecchia data (pensieri inusuali).

5. Depressione post-librum
E' una particolare forma di disturbo nervoso che colpisce i lettori al termine di un libro che hanno molto amato. I sintomi, che possono perdurare anche per giorni, sono: indolenza, affaticamento, inappetenza, insonnia o sonno eccessivo, confusione, pianto, osservare i libri da leggere senza riuscire a scegliere una nuova lettura, iniziare un nuovo libro per riporlo in libreria dopo appena sei pagine.




E adesso ditemi, lettori!!
Vi riconoscete in una o più delle patologie esposte?


mercoledì 27 gennaio 2016

Recensione 'Il patto' di Jodi Picoult

Titolo: Il patto
Autore: Jodi Picoult
Editore: Harper Collins Italia
Pagine: 573
Genere: romanzo
Prezzo: 14,90 €
eBook: 7,99 €
Omaggio CE


Nota sull'autrice
Jodi Picoult (19 maggio 1966) è una scrittrice statunitense.
Dopo gli studi di scrittura creativa a Princeton, ha lavorato come copywriter, editor ed insegnante di inglese. Nel 2003 ha vinto il New England Bookseller Award for Fiction e nel 2005 il Premio Alex con My Sister's Keeper.
È sposata con Tim Van Leer, conosciuto a Princeton, dal quale ha avuto tre figli, Samantha, Kyle e Jake. Vivono ad Hanover (New Hampshire), assieme a tre cani ed altri animali.
È famosa per aver scritto il romanzo La custode di mia sorella del 2004 da cui è stato tratto omonimo adattamento cinematografico.
I Gold e gli Harte sono amici da quasi vent'anni, le loro case occupano terreni attigui e i loro figli, Chris ed Emily, sono cresciuti come fratelli finché - con l'adolescenza - il loro rapporto non si è trasformato in qualcosa di più. La loro sembra una vita felice fino alla tragica notte in cui entrambi vengono portati in ospedale con urgenza. Emily morirà poco dopo. Chris è ferito e parla di un patto suicida, secondo il quale avrebbero dovuto togliersi la vita insieme. Rimane la pistola con un proiettile inesploso e tante, troppe, domande.
Guardarono tutti la culla. La bambina fece un movimento riflesso. Le sue dita affusolate si aprirono come petali di un fiore e si richiusero a pugno, cercando qualcosa da afferrare. E anche se non ne era consapevole, quando Emily Gold si riaddormentò, teneva stretta la mano di Christopher Harte.
Chris ed Emily sono cresciuti come fratelli. Chris ha letteralmente visto nascere Emily, dal momento che sua madre - Gus - era accanto all'amica Melanie durante il parto e lui, cinque mesi appena, osservava la scena da una culletta di plastica del reparto.
Da allora sono stati inseparabili, hanno sempre condiviso ogni cosa, sono diventati grandi insieme, in un mondo solo loro, impenetrabile ai genitori. E, appena adolescenti, proprio come le rispettive famiglie speravano, il loro rapporto è evoluto dall'amicizia all'amore.
Finché una notte qualunque sia gli Harte che i Gold ricevono una telefonata. Emily e Chris sono stati portati in ospedale. La ragazza arriva in fin di vita e muore poco dopo. Il ragazzo è ferito, ma nulla di troppo grave. La pistola dalla quale è partito il colpo che ha ucciso Emily appartiene a James Harte, padre di Christopher. Il ragazzo, ancora sotto shock, parla di un patto suicida secondo il quale si sarebbero dovuti uccidere insieme. Ma la polizia non ne sembra convinta, le circostanze della morte fanno pensare ad un omicidio. Quale sarà la verità? Come, due ragazzi provenienti da famiglie alto-borghesi, agiate e serene, sono arrivati a tanto?
La morte di Emily sconvolgerà ogni equilibrio, si rivelerà una bomba la cui deflagrazione distruggerà i rapporti tra le due famiglie e porterà Chris a doversi difendere da un'accusa pesante: omicidio di primo grado.
Non è facile spiegare in poche parole l'essenza di questo libro che mi è rimasto dentro come un pugno, tanto da rendere difficile e prolungata la scelta di una nuova lettura. Il patto è un romanzo stratificato, sfaccettato, ricco. Fondamentalmente troviamo due filoni narrativi: uno al presente e uno al passato. I punti di vista sono molteplici, e si alternano per offrire al lettore un quadro corale. Questi capovolgimenti temporali insieme all'alternanza della voce narrante potrebbero farvi pensare ad una storia confusa, ma la maestria dell'autrice sta proprio qui, infatti 573 pagine scorrono in un soffio. Anche il genere è difficilmente catalogabile: non è un thriller eppure crea una tensione quasi palpabile, non è uno young adult sebbene ci siano dei protagonisti adolescenti, non è un romanzo d'amore, nonostante sia senza dubbio questo il sentimento dominante nella narrazione.
I personaggi sono descritti in modo impeccabile, differenziati in maniera realistica, animati da pensieri e sentimenti unici. Mentre il filone al presente riguarda l'excursus giudiziario di Chris e le vicende conseguenti alla morte di Emily, quello al passato ci guida alla scoperta delle due famiglie, dei rapporti fra esse, dell'amicizia fra le due madri, Gus e Melanie, ma soprattutto del legame che univa Chris ed Emily.
Un legame unico, profondo, esclusivo, di appartenenza e simbiosi totali, un legame che attrae e spaventa allo stesso tempo, un legame davanti al quale persino il lettore si sente quasi di troppo.
Quando ami qualcuno, le sue necessità sono più importanti delle tueNon importa quanto siano inconcepibili quelle necessità, quanto siano assurde, non importa se ti fanno sentire come se ti stessi strappando il cuore dal petto.
Tante le riflessioni che emergono dalla lettura, il rapporto genitori-figli, fatto a volte di troppe aspettative e condizionamenti, il suicidio come via di fuga dalla realtà, le defaillance del sistema giudiziario statunitense.
Il lettore è spinto a scoprire la verità, a comprendere come siano andate realmente le cose, quali assurdi meccanismi abbiano portato alla tragedia. E proprio nella verità può essere rintracciato il filo conduttore del romanzo. La verità di Emily, troppo dolorosa per essere confessata, quella di Gus che non può e non vuole credere che suo figlio, il suo bambino, possa essere un assassino, quella di Melanie, che ha bisogno di trovare un colpevole, qualcuno per cui provare l'odio che possa colmare il vuoto lasciato da sua figlia, la verità che l'avvocato McAfee ha studiato a tavolino per difendere il suo cliente e, infine, la verità di Chris, che emergerà solo alla fine con una potenza inaspettata.
Più volte, durante la lettura, sono stata travolta dalle emozioni. Perché la scrittura della Picoult è coinvolgente, intima, guida il lettore tra i sentimenti e i pensieri dei protagonisti, in un viaggio sempre più profondo e introspettivo, quasi in apnea fino all'ultimo, liberatorio, capitolo.
Un'autrice che ho scoperto solo adesso, e i cui libri si moltiplicheranno presto sui miei scaffali.
Un libro che mi ha toccato nel profondo, come non capitava da un po'.



venerdì 22 gennaio 2016

#55 Top Five: Cinque, controverse, pratiche da lettori

Rubrica ideata da me, in cui stilerò un elenco di 5 elementi appartenenti all'universo libresco,
in base alla tematica della settimana.



Buongiorno, lettori!
Un altro freddo fine settimana è alle porte, anche voi vi immaginate al calduccio con plaid, tazza e libro? Vi capisco bene. E, come ogni venerdì che si rispetti, ecco la Top Five. Non vedo l'ora di sapere quante e quali di queste pratiche mettete in atto!


Cinque, controverse, pratiche da lettori


1. Sottolineare le frasi che colpiscono
Anche voi siete tra quelli che leggono con matita alla mano? Io sempre! Ho l'abitudine di sottolineare le frasi che vorrei ricordare, trascrivere o ritrovare quando magari a distanza di tempo mi capiterà di riaprire quello stesso libro. 



2. Fare le orecchie all'angolo della pagina
Questa è una pratica che non mi appartiene, preferisco di gran lunga i segnalibri, anche se ammetto che qualche volta è successo. Sepolta tra le coperte, segnalibro smarrito e troppo sonno per alzarmi a cercarlo. Ma si tratta pur sempre di situazioni estreme.




3. Togliere la sovracopertina
Qui la faccenda inizia a farsi interessante e occorre una risposta secca. Davanti ad un libro rilegato siete tra i lettori "senza veli" che prima di iniziare a leggere tolgono la sovracopertina e la adagiano in un angolo chenonsiamaisistropiccia? Oppure tra quelli pudichi a cui piace che il libro rimanga integro e protetto dalla sua cover? Io appartengo al primo schieramento. Maneggio la sovracopertina con la stessa cura che riserverei ad un paramento sacro.

4. Posare il libro aperto per non perdere il segno
Anche qui ci sono due correnti di pensiero. Quelli che quando squilla il telefono corrono a rispondere poggiando il libro sul tavolo per non smarrire il segno. E quelli che Orrore! Orrore! Così si fanno le righe sul dorso! Io mi schiero nel secondo gruppo, per cui se non dovessi rispondere al telefono sappiate che sono alla ricerca del segnalibro perduto.


5. Leggere la quarta di copertina
Ultima, ma sostanziale differenza, quella tra i lettori che leggono la quarta di copertina senza timore, curiosi di avere più informazioni possibili sul libro che hanno davanti, e i lettori che invece se ne guardano bene, certi che in trenta righe o poco più l'editore riuscirà a svelargli l'intero libro. Io me ne pento spessissimo, ma raramente acquisto senza aver letto la trama (sebbene siano capitati colpi di fulmine con conseguenti acquisti a scatola chiusa). E voi siete cauti o curiosi?




Ovviamente adesso sono curiosissima di sapere!
Mettete in atto una o più di queste pratiche?






giovedì 21 gennaio 2016

Consigli d'autore: Annarita Briganti consiglia 'Quella sera dorata' di Peter Cameron.

Un autore consiglia ai lettori un libro che ha amato.
Rubrica ideata da me.



Buongiorno, lettori!
Ecco che con il nuovo anno ritorna la rubrica Consigli d'autore
L'autrice che ho il piacere di ospitare nell'incontro di oggi è bravissima a parlare di amore e sentimenti, è una giornalista culturale ed è una persona meravigliosa, di una gentilezza e un'umiltà non comuni. Ma andiamo a conoscerla meglio.


L'autore di oggi

Annarita Briganti 
E' una giornalista culturale freelance. Napoletana di nascita, felicemente espatriata a Milano, scrive di libri, sentimenti, corpo, passioni e vita su Repubblica e Donna Moderna. Si occupa di qualsiasi cosa abbia a che fare con la letteratura. Il suo primo romanzo/memoir Non chiedermi come sei nata (Cairo, 2014) è una storia vera d’amore e fecondazione assistita, diventato anche uno spettacolo teatrale con il suo adattamento drammaturgico. L'amore è una favola (Cairo, ottobre 2015) è il suo secondo romanzo. 
La sua protagonista/alter ego, Gioia, è una donna che nonostante gli ostacoli e gli uomini sbagliati, nonostante un desiderio di maternità che non ha ancora trovato compimento, continua a lottare, a credere, ad amare.



Annarita Briganti ci consiglia di leggere...

Quella sera dorata - Peter Cameron
Adelphi - 318 pagine

Sinossi
Quando qualcuno si accinge a scrivere la biografia di qualcun altro, parenti e amici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare un'iniziativa che, in un futuro minacciosamente vicino, li costringerebbe a leggere la solita compilazione di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. E quindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l'amante del defunto Jules Gund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane Omar Rezaghi si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay, e s'inpicci di faccende che non lo riguardano. E solo l'inizio di una commedia dove nessuna combinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza.




L'opinione di Annarita
Quando ci penso, m’innamoro, mi ha detto una persona, parlando di questo libro, e mi ha convinto a leggerlo. Quella sera dorata (Adelphi) è il miglior romanzo di Peter Cameron. Per una qualità non scontata nella produzione attuale: è bello, scritto bene, raffinato, curato, alto. Ciliegina su una torta, da divorare in una sera: oltre lo stile c’è la trama, che svelerò solo in parte, detestando chi mi rovini la lettura con un sovraccarico di indizi. Il protagonista, Omar Rezaghi, vince una borsa di studio per scrivere la biografia di Jules Gund, che, alla maniera de La grande bellezza – il film Premio Oscar di Paolo Sorrentino, successivo all’opera di Cameron –, ha scritto un solo libro in tutta la sua esistenza, che comprende anche una moglie, un’amante con cui ha fatto una figlia e la convivenza tutti sotto lo stesso tetto, in una tenuta in Uruguay, nei pressi della quale abitano anche il fratello del morto e il suo toy boy. Ultimo personaggio di questa commedia corale, che fa sorridere, commuove, appassiona, tiene compagnia, la fidanzata di Rezaghi, che lo spinge a partire per il Sud America, nella speranza di fargli ottenere l’autorizzazione al suo progetto letterario, da parte degli eredi di Gund, e nel contempo si dà la zappa sui piedi della loro relazione.
Il biografo è il filo rosso di tutto quello che succederà, tra colpi di fulmine, abbandoni, baci rubati, incidenti, segreti, lettere e colpi di scena. Mosso dall’amore per i libri, il giovane riscatterà il suo status di “bamboccione” e farà del bene, a qualcuno. L’amore, anche quello per la scrittura, vince tutto. 318 pagine, nella mia edizione, di puro godimento.


Ringrazio ancora Annarita per la sua disponibilità 
aspetto la vostra opinione! 
Cosa ne pensate del consiglio d'autore di oggi?
Conoscete o avete letto questo libro?




mercoledì 20 gennaio 2016

Recensione 'L'amore è una favola' di Annarita Briganti


Titolo: L'amore è una favola
Autore: Annarita Briganti
Editore: Cairo
Pagine: 192
Genere: romanzo
Prezzo: 13,00 €


Nota sull'autrice
Annarita Briganti, giornalista culturale e scrittrice. Napoletana globetrotter, felicemente espatriata a Milano, scrive di libri su Repubblica e Donna Moderna, dove ha anche un blog. Si occupa di qualsiasi cosa abbia a che fare con la letteratura. Ama presentare i libri suoi e degli altri, collezionare libri autografati, fare fotografie, leggere, mangiare, bere e gli Artisti. La trovate su Twitter e Instagram – @annaritab72 –, su Facebook e ovunque ci sia connessione. Con Non chiedermi come sei nata (Cairo, 2014), il suo primo romanzo, una storia vera d’amore e fecondazione assistita, ha vinto il Premio Comoinrosa, ha girato l’Italia e lo sta portando a teatro. L’amore è una favola è il suo secondo romanzo, con la stessa protagonista, #Gioia

Gioia Lieve è una giornalista culturale freelance, delusa da uomini che professavano amore prima di uscire dalla sua vita senza lasciare traccia. Ma Gioia non si arrende, continua a credere all'amore con la stessa determinazione con cui crede nella sua professione. Ed è proprio in ambito lavorativo che incontra Guido Giacometti, noto artista e seduttore seriale. Gioia accetta l'incarico di scrivere la prefazione al suo ultimo catalogo, senza sapere che la vita ha in programma per loro molto di più.
Ho amato Gioia fin dal nostro primo incontro, in Non chiedermi come sei nata, primo romanzo di Annarita Briganti. In quella storia avevamo imparato a conoscere una donna indipendente, determinata ma anche molto fragile, alle prese con un desiderio di maternità che si infrangeva contro situazioni sentimentali instabili e normative italiane inadeguate per chi anela ad avere un bambino senza un uomo accanto. Non vedevo l'ora di ritrovarla in questo secondo romanzo, nel quale Gioia ci appare ancora lontana dalla stabilità, impantanata nel caos della vita contemporanea - in cui la precarietà lavorativa e quella sentimentale vanno di pari passo - eppure sicuramente cresciuta e cambiata. Dopo l'ennesimo abbandono e un'inseminazione andata male in Spagna, Gioia continua a credere nell'amore, ma questa volta non è più disposta ad accontentarsi di "uomini yogurt", con data di scadenza annessa.
Nella vita di Gioia tante problematiche quanto mai attuali: un conto perennemente in rosso, uno sfratto imminente e uno stalker che la perseguita, intaccando la sua serenità.
Gioia si rifugia nel lavoro, nella professione di giornalista freelance che ingombra la sua casa di libri e riempie le sue giornate di interviste, festival, incontri, scadenze.
Proprio in ambito lavorativo, incontra l'artista Guido Giacometti, noto per le sue opere ma anche per la fama di seduttore seriale. 
Riuscirà la nostra Gioia a non accontentarsi di nulla che non sia la Favola in cui ha sempre creduto? 
Più volte nel romanzo mi sono fermata a riflettere sul doppio significato di questo termine: favola. Intesa come storia a lieto fine o, al contrario, nell'accezione di illusione, abbaglio.
Tutto intorno a Gioia sembra infatti suggerirle che l'amore non esiste, gli uomini che ha amato e a cui si è donata si sono rivelati dei grandi bluff e la sera, quando si trova nel suo appartamento completamente sola, dopo aver ricevuto l'ennesima telefonata anonima da uno stalker senza volto, non è facile convincersi del contrario. Eppure Gioia non si arrende, continua ad amare senza paura, donando tutta se stessa, senza il timore di manifestare le sue emozioni e di mostrare le cicatrici che la vita ha lasciato sulla sua pelle. Cicatrici che in questo secondo libro diventano per lei un monito. Un avvertimento. Non accontentarti di relazioni surrogate. Non accontentarti di rapporti sbilanciati.
Vi lascio la curiosità di scoprire se l'Artista riuscirà ad essere ciò di cui Gioia ha bisogno. Personalmente, ancora prima di arrivare all'epilogo, ho avuto la netta sensazione che, con o senza Principe, Gioia fosse riuscita a salvarsi da sola.
Di questa donna mi ha totalmente conquistato la sua onestà, la sincerità sprezzante, l'essere se stessa fino in fondo, fino alla piena consapevolezza delle proprie debolezze, senza maschere e senza edulcoranti.
Perché se l'amore è una favola, il mondo che ci circonda non è di certo un regno incantato, e questo Gioia l'ha imparato a sue spese. E' proprio la sua trasparenza, a volte dolorosa, a volte luminosa, a renderla una protagonista con la quale è impossibile non empatizzare.
Annarita parla dell'amore e della vita senza cadere nella banalità, presentandoci un'esistenza reale, autentica, in divenire, con uno stile altrettanto pulito e sciolto, in cui non manca l'ironia.
Concludo consigliandovi L'amore è una favola, consigliandovi la compagnia di Gioia e riportandovi una delle tanti frasi sottolineate durante la lettura:
L'amore è un castello di sabbia. Basta un'onda per spazzarlo via, ma noi possiamo, dobbiamo, indurire la polvere sottile con cui è costruito, impegnarci per dargli delle fondamenta solide e stabili, difenderlo a tutti i costi dal mondo esterno. Dobbiamo aggrapparci ai sogni come i naufraghi in mare aperto, quali un po' siamo, quando c'innamoriamo di qualcuno.





martedì 19 gennaio 2016

A gennaio in libreria - Continuano i selezionati per voi!




Buongiorno lettori,
ahimè siamo ancora a martedì, il fine settimana sembra così lontano! 
Ma non pensiamoci, anzi voglio distrarvi presentandovi alcune novità che troverete in libreria/online in queste ultime due settimane di gennaio. Ditemi se trovate qualcosa di interessante.


La bambina che non sapeva piangere - Elda Lanza
Salani -  14,90 € - 414 pagine
In libreria il 21/01
La notizia è su tutti i giornali: il ricco barone De Brusset è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella sua abitazione milanese. Sul luogo del delitto, gli agenti hanno trovato anche la figlia Gilla, diva della televisione caduta in disgrazia, sporca di sangue e sconvolta. Il linciaggio mediatico è immediato, e la posizione di Gilla sembra indifendibile, tanto più che la donna, in stato catatonico per il trauma, non può testimoniare. Nessuno ritiene che il caso necessiti di chiarimenti. Nessuno, tranne Max Gilardi. Per lui, novello Ulisse, in perenne tensione tra il richiamo dell’avventura e la nostalgia della sua Napoli, sta per cominciare il gran viaggio.
Elda Lanza, giunta al suo quinto libro incentrato sull’avvocato partenopeo, ci accompagna con naturalezza in un cammino che attraversa l’Italia intera. Un dipinto garbato e colmo di umanità, un’orchestrazione di personaggi estremamente reali, un intricato gioco di figure che risultano, al contempo, sorprendenti e familiari. Un romanzo sfaccettato e prezioso, dove l’indagine di Max Gilardi non fa che incorniciare la ricerca della sua Penelope. Una storia sorprendente, che cattura e trascina senza mai perdere la sua distintiva eleganza.


Mi sei capitata per caso - Diana Malaspina
Self Publishing - eBook 0,99 € - 219 pagine
Online il 28/01
Pamela è all’ultimo anno di un Dottorato di Ricerca quando scopre di essere incinta. Con la tesi da scrivere, l’incertezza di un contratto futuro e l’assenza del padre del bambino che ormai vive dall’altra parte dell’oceano è evidente che non era proprio il momento ideale per diventare madre. Rifiutando di farsi scoraggiare, Pamela affronterà questa avventura con la sua potente arma segreta, un’ innata ironia, e con una forza nuova che piano piano la trasformerà in una mamma. In questo viaggio però, Pamela non è sola. Amiche leali ed esilaranti e una giovanissima futura nonna,bionda e svampita solo in apparenza, la affiancheranno e la aiuteranno a non farsi sopraffare dalla paura di non farcela e dal senso di responsabilità terrorizzante nei confronti di una figlia che si trova a tenere tra le braccia, sola, ancora “ospite” in una casa dei genitori che non sente più completamente sua. A sconvolgere ancora di più la vita di Pamela ci si mette anche l'amore. Nel peggior momento possibile della sua vita sentimentale, la protagonista incontrerà un uomo capace di scoprire tutte le sue carte. Si farà strada nel suo cuore e, con la dolcezza di un uomo che sa di aver trovato la donna della sua vita, le mostrerà fino a che punto può essere vero che l’amore ti accetta per ciò che sei e che si può amare una persona solo interamente, desiderando con lei anche tutto ciò che fa parte della sua vita.

Ho sposato una vegana - Fausto Brizzi
Einaudi - 12,50 € - 136 pagine
In libreria il 26/01
Sposare una vegana può avere conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l'erba da un vaso sul terrazzo - perché nella casa di un vegano che si rispetti ogni pianta o fiore è commestibile - e sentirti in colpa per il dolore provocato a tutte le telline mangiate nella tua "crudele vita precedente". Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e - chissà perché? - di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor piu quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. Le tragicomiche avventure di un onnivoro perdutamente innamorato di una donna con abitudini alimentari che lui pensava destinate solo ai ruminanti. Un libro divertente e affettuoso su una delle ossessioni della borghesia moderna: il cibo sano e morale. 


Una presenza in quella casa - Paige McKanzie
Giunti - 16,00 € - 300 pagine
In libreria il 20/01
Tutto comincia nel 2010, quando una sedicenne simpatica e carina posta su YouTube un brevissimo filmato: "Ragazzi, so che vi sembrerà strano" e confessa il sospetto che la casa in cui si è appena trasferita con la madre sia infestata dai fantasmi. La madre non le crede e lei decide di documentare il fenomeno scattando foto. Nel giro di pochi anni la serie di brevi filmati che la vedono protagonista diventa uno straordinario successo, con 130 milioni di visualizzazioni e oltre 313.000 follower su Instagram, Twitter, Facebook e YouTube. Il romanzo dona profondità al racconto che ha stregato così tanti seguaci. Sunshine, questo il soprannome della ragazza, percepisce la risata di una bambina, nota oggetti spostati in casa e arriva a convincersi che in passato una bambina di sette anni sia stata affogata nel bagno del piano di sopra. Kat, la madre adottiva con cui Sunshine ha sempre avuto un rapporto molto aperto e affettuoso, insiste nel dire che è tutto frutto di immaginazione e comincia a comportarsi in modo sempre più incomprensibile, inquietante. C'è solo una persona che le dà credito: Nolan, un compagno di liceo che condivide la sua passione per la fotografa ed è disposto ad affiancarla per studiare i vecchi casi di cronaca nel tentativo di capire cosa stia davvero succedendo. La tensione sale inarrestabile e Sunshine capirà che sua madre è in pericolo e ciò che credeva di sapere del proprio passato è tutto da riscrivere.


E adesso ditemi cosa ne pensate di queste pubblicazioni!
C'è qualcosa che vi incuriosisce?

lunedì 18 gennaio 2016

Recensione 'Urla nel silenzio' di Angela Marsons

Titolo: Urla nel silenzio
Autore: Angela Marsons
Editore: Newton Compton
Pagine: 370
Genere: thriller
Prezzo: 12,00 €
eBook: 2,99 €
Omaggio Ce

Nota sull'autrice
Già autrice di racconti, con Urla nel silenzio ha debuttato nel genere thriller, ottenendo un immediato successo, tanto che è arrivata al numero uno nelle classifiche online. Urla nel silenzio è il primo, fortunato capitolo della serie che vede protagonista la detective Kim Stone. Angela vive nella Black Country, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito: www.angelamarsons-books.com.

Cinque individui riuniti intorno ad una buca scavata nel terreno. Cinque individui che dovranno celare un segreto, per sempre.
Anni dopo la preside di una scuola viene uccisa. Il primo di una serie di omicidi che scuoteranno la Black Country. Quale identità si nasconde dietro questo assassino seriale? E cosa accomuna le vittime?
Spetterà all'agente Kim Stone scoprirlo, indagare e scavare in una storia che troverà le sue radici in un mondo fatto di soprusi e violenze. Un ambiente familiare all'agente Stone che, oltre ad occuparsi del caso, dovrà fare i conti con i fantasmi del passato.
La Black Country viene scossa da una serie di omicidi, collegati da un invisibile fil rouge. La detective Kim Stone, supportata dalla sua squadra investigativa, indaga per rintracciare il nesso che lega le vittime e per scoprire l'identità dell'assassino.
Le sue indagini la porteranno ben presto nel luogo in cui anni prima sorgeva un orfanotrofio. Un posto che avrà molto da raccontarle e dal quale emergeranno storie agghiaccianti.
La narrazione scivola veloce, coinvolgente, arricchita da dettagli e substrati psicologici, esposti con uno stile semplice e scorrevole.
La protagonista, Kim Stone, è una donna diretta, dura, caparbia e poco incline al contatto umano, guida la sua squadra senza esitazioni, proprio come conduce sull'asfalto la sua Ninja nera.
Ma dietro un'apparenza di chiusura e distacco, nasconde un passato dolorosissimo, che rischia di sopraffarla con il suo pesante bagaglio.
Più ci addentra nella storia, più il quadro si fa nitido, il cerchio si stringe intorno a poche persone, e contemporaneamente il lettore viene messo a conoscenza di dettagli sulla vita di Kim, scopre come una bambina cresciuta in un quartiere degradato sia riuscita a diventare uno dei detective più validi e capaci, si chiede come abbia fatto a sviluppare l'empatia e il senso della giustizia che muovono le sue azioni, come abbia fatto a non soffocare in quel limbo di abiezione e sofferenza.
«[...] Ma sai cos'è che fa davvero la differenza?» 
«No, cosa?» 
«Sapere che lo prenderò.» 
«Lo credi davvero?» 
Kim sorrise. «Oh, sì. Perché la passione che metto nel perseguire questo obiettivo è sicuramente superiore alle energie che gli servirebbero per sfuggirmi. Non mi fermerò finché non sarà punito per quello che ha fatto.»
Una donna nella quale mi sono immedesimata, con cui sono entrata subito in sintonia, stentando a trattenere le lacrime nel ripercorrere alcuni eventi della sua infanzia.
Una protagonista che ho amato - nelle mille sfumature della sua complessa personalità - e che da sola varrebbe l'acquisto del libro. 
Ma anche il resto della storia si rivela all'altezza delle aspettative. Il caso da risolvere è infatti ben strutturato. Non eccessivamente intricato ma allo stesso tempo capace di sorprendere il lettore. Nel libro, i fatti al presente si alternano a flashback passati, con incursioni di punti di vista differenti da quelli della protagonista, che rendono tutto più reale e angosciante
Due i risvolti conclusivi di questo intricato mistero e se il primo potrebbe risultare prevedibile, il colpo di coda finale mi ha sconvolto, tanto da indurmi a rileggere alcuni passaggi.
Non vedo l'ora che il seguito venga pubblicato in Italia, per ritrovare gli ingredienti che mi hanno portato a divorare questo libro.
Un esordio consigliato.