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Recensione 'La moglie bugiarda' di Susan Crawford | Piemme

Titolo: La moglie bugiarda
Autore: Susan Crawford
Editore: Piemme
Pagine: 312
Genere: thriller
Prezzo: 18,50 €
eBook: 9,99 €
Omaggio CE
Scheda del libro

Nota sull'autrice
E' nata in Florida, ma ha vissuto a lungo a New York per poi trasferirsi ad Atlanta. Questo è il suo primo romanzo, che HarperCollins si è aggiudicato per una cifra a sei zero in America facendone un bestseller, ed è in corso di traduzione in Francia, Germania, Spagna e Olanda.



Lei annuisce. Sa che il tempo stringe. Sta correndo verso l'abisso, e a quel punto non sarà più in grado di capire che le serve aiuto. Non gliene fregherà proprio niente.
Dana vive in una sonnecchiosa provincia americana, in una villetta il cui giardino confina con altre case tutte uguali. Suo marito è un affermato avvocato civilista e suo figlio da qualche mese è andato via di casa per frequentare il college. Una vita all'apparenza tranquilla fino a quando la sua vicina, Celia, non viene brutalmente uccisa. Sarà proprio questo evento a gettare nel caos la vita di Dana, a risvegliare i suoi fantasmi e spezzare per sempre la tranquilla esistenza dietro la quale fino ad allora si era trincerata. 
La morte di Celia destabilizzerà Dana, l'ultima a vederla in vita, e annebbierà la sua mente che da tempo viaggia sul filo di un precario equilibrio. Tante le domande che offuscano i suoi pensieri: sono in qualche modo coinvolta nell'omicidio? La sua morte è collegata a ciò che Celia voleva dirmi il giorno in cui è stata uccisa? La memoria non le viene in soccorso e fare luce su ciò che è accaduto il pomeriggio precedente si rivelerà doloroso e complesso. Nel frattempo anche il suo rapporto con il marito comincerà a vacillare, e pericolosi segreti getteranno una lunga ombra sul presente.
Inizio dicendo che La moglie bugiarda è un libro con il quale non si è instaurata sintonia. 
Utilizzando un espediente sempre più comune, l'autrice ci presenta una voce narrante inattendibile, sebbene di questo non se ne faccia mistero visto che sappiamo fin da subito che Dana soffre di un disturbo psichico e, gradatamente, veniamo a conoscenza del suo burrascoso passato. Il compito del lettore consiste quindi nel cercare di districare i suoi pensieri confusi, nel distinguere le congetture della sua mente inaffidabile dalla verità dei fatti. Il punto è che ben presto emerge lo zoccolo duro della storia e i tentativi di depistaggio sono tutti poco convincenti. E' come se le carte fossero già in tavola e l'autrice mettesse in atto un infruttuoso tentativo di rimescolarle.
Subito dopo l'omicidio entra in scena il detective che si occuperà delle indagini, Jack Moss, e anche qui si inserisce un elemento già visto: le sue vicende personali si sovrapporranno con l'indagine, una persona a lui cara potrebbe essere coinvolta nel caso.
Ho atteso per tutta la narrazione che la storia prendesse una direzione avvincente, mentre la mente di Dana sprofonda nell'abisso e allo stesso tempo i suoi pensieri diventano ripetitivi, quasi sull'orlo della noia. Le mie personali aspettative - magari alte - non sono state ripagate e ciò che il finale mi ha regalato è stata la presa di coscienza che l'apparenza, questa volta, non ingannava.
Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e il modo in cui l'autrice riesce a descrivere la malattia e la sofferenza di Dana, che poi è ciò che mi ha spinto a proseguire nella lettura. Tuttavia mi sarei aspettata qualcosa di più, una piega più originale e avvincente. Ho percepito una confusione fittizia, posticcia, che ha reso la narrazione a tratti poco scorrevole e mi ha impedito di identificarmi fino in fondo con la protagonista. Un thriller di cui ho apprezzato alcuni elementi ma che, nel complesso, non mi ha conquistato.






Commenti

  1. Mi avevi già anticipato il tuo pensiero...passiamo avanti.

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  2. Oh, che peccato : / Si trova e sullo scaffale e devo ancora leggerlo

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    1. spero a te possa regalare maggiori emozioni! :)

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  3. Mmm... Non mi ispirava molto questo libro e la tua recensione mi conferma quello che pensavo... Avanti il prossimo! :D
    Un abbraccio Maria

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    1. sì, Maria, credo si possa sorvolare ;) un abbraccio!

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  4. E' il secondo parere non troppo positivo che leggo su questo romanzo.. questo mi indica che forse non è il massimo tra le letture.. Credo che darò la precedenza ad altri libri ;)

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  5. I presupposti per un buon thriller ci sono, purtroppo non sono stati sfruttati. Di te mi fido ciecamente, quindi passo e in realtà questo genere si allontana da me in questo periodo, forse perchè è estate e ho voglia di dolcezza :-)

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  6. Complimenti,hai espresso esattamente i miei pensieri e mi trovo concorde con ma tua recensione: un registro ricercato nei termini, che apprezzo, ma nonostante ciò l'ho trovato a tratti noioso,poco scorrevole, e cosa fondamentale non ho trovato sintonia col personaggio di Dana, mentre i capitoli dedicati a Moss mi hanno annoiata,non mi sentivo coinvolta nelle vicende personali del detective ma le ho trovate noiose interruzioni al proseguo della storia. Francamente mi aspettavo di più

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