Incontri letterari | Lorenzo Marone | La tristezza ha il sonno leggero

Buongiorno, lettori,
spero che la vostra settimana sia iniziata nel migliore dei modi. La mia si porta ancora dietro i sorrisi, le parole, i gesti, di un fine settimana bellissimo, ricco di emozioni.
Da dove iniziare? Da una premessa magari. Ci sono libri a cui ci lega un filo invisibile. Storie con cui si crea un legame forte, immediato, duraturo nel tempo. I libri, in fondo, sono un po' come le persone, con alcune non c'è sintonia, con altre si entra subito in contatto. Ecco, i libri di Lorenzo Marone, appartengono per me alla seconda categoria, rientrano nella cerchia di quelle storie che mi hanno lasciato dentro una scia, un'eco, un segno indelebile. 
Per questo quando sono stata coinvolta nell'organizzazione del Premio Letterario Città di Filadelfia con il compito di invitare Lorenzo a prenderne parte, non avrei potuto essere più felice.
Una felicità che ho subito condiviso con Nunzia, amica nella vita oltre che compagna di letture.
Giovedì 28 aprile sono quindi tornata alla Libreria Tavella di Lamezia Terme, dove circa un anno fa avevo avuto modo di incontrare Lorenzo per la prima volta, quando il protagonista era La tentazione di essere felici. Ritrovo in lui la stessa semplicità, gli stessi gesti misurati, la stessa apertura verso i lettori, che mi avevano colpito un anno prima.
In una presentazione che punta a sviscerare le principali tematiche de La tristezza ha il sonno leggero, Lorenzo ci parla di Erri, della sua battaglia personale, quella contro i retaggi familiari, contro i sogni accantonati ma mai dimenticati, contro  un'infanzia dalla quale ha appreso che nulla è dovuto e che anche l'amore, che a un bambino dovrebbe spettare di diritto, a volte va conquistato con fatica. Mentre Lorenzo parla di Erri, scorgo dei lapidari momenti in cui la sua immagine e quella del protagonista del libro si sovrappongono. Si tratta di parentesi istantanee che sfumano rapidamente, trasmettendo tuttavia al lettore la sensazione che uno spesso strato di sentimenti e vita vera faccia da base alla stesura di questo secondo libro. Lorenzo ci parla della doppia faccia del dolore, di come possa essere autodistruttivo ma anche trasformarsi in una scintilla, una fiamma capace di far luce sui propri sbagli e sulle decisioni ancora da prendere. Perché, nonostante il tempo perso e i vuoti da colmare, non è mai troppo tardi per un'inversione di marcia.
A presentazione conclusa ci salutiamo con un appuntamento: un caffè nel primo pomeriggio di sabato, giorno della premiazione.
E sabato arriva, con un sole che anticipa l'estate, una sacca piena di fogli stropicciati e uno dei libri che ho più amato sotto braccio. In compagnia di Nunzia accogliamo Lorenzo nella piazza principale di Vibo Valentia. Lui ci viene incontro come un amico di vecchia data, ci segue tra le vie della nostra città, ci racconta della mattina trascorsa in un liceo calabrese, mentre prendiamo posto al tavolino del bar. Conveniamo ben presto sul fatto che del libro si sia già parlato ampiamente, e con naturalezza la conversazione si sposta su altri binari, parliamo di viaggi e di felicità, che per Lorenzo si rifugia nelle piccole cose, nell'immagine del mare in inverno e nella vastità di un prato verde, parliamo dell'irrequietezza interiore, della doppia faccia della sensibilità, che permette di scorgere dettagli invisibili ai più, ma allo stesso tempo rende la tua corazza più fragile e soggetta a pericolose incrinature. Parliamo di musica, di film, e di libri. Alla mia domanda: cosa ti fa paura? Lorenzo risponde: l'assenza di domande, la precarietà delle cose, passare in questo mondo senza lasciare nulla.
Parliamo di presente, dei riconoscimenti ricevuti nell'ultimo anno, del fatto che presto il suo primo libro diverrà un film, e quando gli chiedo quale sia stata la soddisfazione professionale più bella, lui risponde senza pensarci su: i messaggi dei lettori, le email e le lettere che mi hanno fatto comprendere fino in fondo quanto di magico ci sia nella scrittura.
Parliamo di presente ma anche di futuro e quando gli chiedo come si immagina tra dieci anni, lui sorride e risponde: dieci sono troppi, nei prossimi due anni spero di vedere in me il padre che sarei voluto essere.
Risposte elargite con una toccante semplicità, quel modo di essere autentici senza sovrastutture che io tanto ricerco e amo negli altri.
Al termine di questo lungo caffè, mio marito ci raggiunge e decidiamo di spostarci verso il mare: un gelato, uno specchio d'acqua cobalto e una piazza affollata, fanno da sfondo alle nostre chiacchiere che si fanno personali e rilassate.
La premiazione si avvicina, lasciamo Pizzo Calabro che il sole sta per gettarsi nel mare, diretti verso la sala teatro di Filadelfia. 
La prima edizione del Premio Città di Filadelfia, organizzato dal comune di Filadelfia in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Vibonese, vede tra i vincitori, oltre Lorenzo, anche Giuseppe Lupo con il suo L'albero di stanze e Claudio Magris con Non luogo a procedere
Si parla dei tre libri, selezionati tra le opere contemporanee dell'ultimo anno, e si concede un breve spazio agli autori presenti. Una piacevole pausa musicale con la bravissima cantautrice Roberta Giallo, e per finire la lettura delle motivazioni e la consegna delle targhe.
Dopo la cerimonia è il momento dei saluti e degli abbracci: saluti sinceri, abbracci sentiti. 
Sono passate le ventidue e, mentre l'auto sfila tra le strade deserte diretta verso casa, io penso che inseguire le proprie passioni è ciò che di più bello ci possa essere, soprattutto quando ti permette di incontrare persone speciali. Penso a questo e mi viene da sorridere, perché so che Erri sarebbe d'accordo.





Commenti

  1. Che belli, e Lorenzo poi è bravissimo (non solo come autore).
    Lo scorso anno è stato dalle mie parti, ma purtroppo con la sessione di mezzo ero bloccato sui libri. Speriamo che salterà fuori un'altra occasione :)

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    1. Grazie :) E non posso che confermare, è una bellissima persona, spero che riuscirai ad incontrarlo presto!

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  2. Curiosa di leggere le tue emozioni...ci sono tutte ;)

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  3. Qui, ritrovo la persona che ho conosciuto, semplice, delicata, un'anima dolce che ha cura del prossimo e dei rapporti che nascono e che continueranno senza dubbio, tu, Stefania, trasparente e sincera. Emerge l'autore, quello che il mio intuito, al salone aveva catalogato come una persona semplice, che ama le piccole cose, una persona posata e mai esagerata, un uomo che è una fortuna incontrare e conoscere, nei libri e nella realtà, lui Lorenzo.
    E io ci spero tanto davvero. Magari ad agosto, visto che sarò a Napoli...
    Intanto vorrei avvisare Erri che a giugno si parte, Capoliveri ci aspetta e lui è il mio compagno di viaggio prescelto :-)

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    1. ora mi fai commuovere *-* vedrai che anche tu avrai modo di conoscerlo e confermerà tutte le tue impressioni <3 Erri poi, ottimo compagno di viaggio!

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  4. Oh Stefy, che bel racconto di vita quotidiana. Lorenzo deve essere una persona splendida, che si rende felice con le piccole cose della vita.
    Ancora non ho letto l'ultima sua fatica, ma sono ancora più decisa a farlo :)

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  5. che belle foto e che bell'incontro

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