Consigli d'autore: Francesca Diotallevi ci consiglia un libro.

Un autore consiglia ai lettori un libro che ha amato.
Rubrica ideata da me.


Buongiorno, lettori!
Eccoci all'appuntamento di aprile con la rubrica Consigli d'autore. Questo mese sono felice di ospitare un'autrice italiana scoperta recentemente, ma che già amo. Sarà lei a suggerirci un libro che ha fatto breccia nel suo cuore. Ecco di chi parlo!


L'autore di oggi

Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali e lavora in uno studio legale. 
Tra le sue opere Le stanze buie (Mursia, 2013), Amedeo, je t’aime (Mondadori, 2015), il racconto pubblicato solo in versione digitale Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento, attesissimo terzo romanzo che si è aggiudicato la Sezione Giovani del Premio Neri Pozza e che troverete in libreria dal 5 maggio.
Cliccando qui vi rimando al post in cui troverete la mia recensione di Le Grand Diable e tutte le informazioni sul libro in uscita, che già dalle prime pagine conferma il talento dell'autrice e lascia presagire una storia ammaliante che personalmente attendo con impazienza.



Francesca ci consiglia di leggere...


Open
Andre Agassi

Einaudi - 500 pagine

Sinossi
Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventú. E poi una carriera da numero uno lunga vent'anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Con l'avversario di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields e Steffi Graf. Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri. «Open è uno dei piú appassionati libri contro lo sport che siano mai stati scritti da un atleta. Non è soltanto il memoir di un atleta, ma un vero e proprio racconto di formazione di grandissima profondità». New York Times Books Review Se colpisci 2500 palle al giorno, cioè 17500 la settimana, cioè un milione di palle l'anno, non potrai che diventare il numero uno. Questo è quello che il padre-padrone di Agassi ripeteva ad Andre bambino, costringendolo ad allenamenti disumani nel cortile di casa, contro una sorta di macchinario sputapalle di sua invenzione. Un padre dispotico e ossessivo che con i suoi metodi brutali diede l'avvio a una delle carriere sportive piú sfolgoranti e anche controverse di tutti i tempi. Perché Andre Agassi con i suoi capelli ossigenati, l'orecchino e le tenute sportive piú da musicista punk che da tennista, ha sconvolto l'austero mondo del tennis. Dei suoi 21 anni di carriera e di alcuni dei piú incredibili match giocati, dei rivali di varie generazioni, da Jimmy Connors a Pete Sampras a Roger Federer, dei suoi matrimoni da rotocalco e di molto altro, Andre Agassi racconta in questo libro. Mettendo in luce, con sorprendente franchezza e onestà, un lato umano del tutto inedito.

L'opinione di Francesca


Essendo notoriamente negata, e poco appassionata, di sport, non avrei mai creduto che questo libro potesse fare breccia nel mio cuore. Invece è successo. 

Andre Agassi, a lungo numero uno del tennis mondiale, non scrive una biografia autocelebrativa su se stesso e i suoi successi. No. Agassi, in queste pagine, si demolisce, pezzo dopo pezzo. Si apre al lettore, senza se e senza ma, lo lascia entrare nei recessi più scuri della propria anima, non nasconde nulla, non edulcora la realtà: la restituisce in tutta la sua amarezza. 
Nelle prime pagine ci troviamo accanto a un bimbetto che a malapena riesce a tenere in pugno una racchetta. Suo padre, Mike Agassi, fanatico del tennis, ha costruito con le sue mani una macchina infernale che Andre definisce ‘Il drago’, uno sparapalle che non concede tregua: 2500 palle al giorno, cioè 17500 la settimana, cioè un milione di palle l'anno. Con questi numeri, secondo l’inflessibile Mike Agassi, suo figlio è destinato a diventare il numero uno.
Andre cresce odiando il tennis con tutto se stesso, eppure non può sottrarsi al destino che il padre ha scelto per lui. Sulle sue spalle pesano le aspettative genitoriali e il bilancio familiare, minato dalle continue spese sostenute da Mike per realizzare le proprie aspirazioni, che non coincidono affatto con quelle del figlio. Lui, se potesse scegliere, sceglierebbe uno sport di gruppo. Il tennis è solitario. Il tennis è parlare da soli su un campo. Il tennis lo costringe a cercare, in maniera estenuante, l’assoluta perfezione. Perché quando sbagli, su un campo da tennis, non c’è un posto in cui puoi correre a nasconderti, e nessuno a cui puoi attribuire la colpa.
Il tennis diventa, ben presto, l’unica cosa che Andre sa fare, l’unica strada che può percorrere. 
Passando attraverso un’infanzia negata e un’adolescenza da ribelle, in cui cerca in tutti i modi di capire chi è e cosa vuole, oltre le etichette che altri (la sua famiglia, i coach che si susseguono nella sua precoce carriera, i fan che lo ammirano, i giornalisti che lo fanno a pezzi) gli appiccicano addosso, Andre Agassi si afferma presto come uno dei più grandi tennisti del mondo. Criticato per i look improbabili (creste colorate, orecchini e tenute sportive rosa shocking), per il carattere arrogante e lo stile di vita dissoluto, è in realtà un bambino mai cresciuto, un ragazzo timido che nasconde sotto la zazzera ossigenata un animo ferito e fin troppe ombre. 
Un libro profondo, sulla vita, sulle sfide con cui ci costringe a confrontarci. Un libro che non posso fare a meno di consigliare anche a chi (come la sottoscritta) mastica poco di tennis, o lo crede uno sport tutto sommato noioso: tra queste pagine non c’è solo lo sportivo che Agassi è stato, c’è soprattutto l’uomo dietro la leggenda. Ed è un uomo che vale la pena conoscere attraverso la sua storia, raccontata fin nelle pieghe più intime dell’anima.




Ringrazio ancora Francesca 
per essere
 stata mia ospite!
Devo dire che la sua opinione mi ha molto invogliato 
a scoprire questa biografia.
E voi, cosa ne pensate del consiglio d'autore di oggi?
Conoscete o avete letto questo libro?

Commenti

  1. Devo ammettere che non mi sarei aspettata un libro di questo genere, fra i consigli di questa autrice che, purtroppo, ancora non ho il piacere di conoscere. Tuttavia leggendo le sue parole posso capire il perché di questa scelta.

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    1. anche per me è stata una sorpresa :) eppure credo che questo sia uno di quei casi in cui sia necessario andare oltre le apparenze :)

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  2. Ecco. Se me lo consiglia anche Francesca...

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  3. Libro scritto in collaborazione con un Premio Pulitzer... ;-)

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    1. ecco, questo probabilmente ha avuto un suo peso :)

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  4. Francesca, quanto brava sei? Noi consigliamo i tuoi libri, sempreee e tu qui ci parli di un gioiellino a quanto pare. Inutile dire che ne farò tesoro, ho già letto la storia di Federica Pellegrini, atleta che amo, e che nel suo libro si mette completamente a nudo, prima la bambina, poi l'adolescente e poi la donna. Lo ricordo con grande affetto e intensità, quindi segno il tuo consiglio mentre aspetto Dentro soffia il vento :-)

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    1. esatto, se lo dice Francesca noi prendiamo nota :D

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  5. Sì, il romanzo è stato scritto in collaborazione con un premio Pulitzer. Agassi, nei ringraziamenti, specifica che avrebbe voluto che sulla cover comparisse, accanto al suo, il nome dello scrittore che lo ha aiutato a dare forma al suo memoriale, ricevendone in cambio una risposta negativa: la storia è di Agassi, punto. Ma in effetti, che importa? Il libro è bello per la storia che racconta, il fatto che sia scritto con maestria è un di più che lo rende ancora più apprezzabile ^_^

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    1. La forma ha sicuramente un suo peso, può rendere la lettura più o meno godibile, ma l'essenza del libro rimane senza dubbio la storia che ha da raccontare. Grazie per essere passata <3

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    2. Grazie a te per avermi concesso uno spazio nel tuo meraviglioso angolo di lettura <3

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