Recensione 'La ricetta segreta per un sogno' di Valentina Cebeni | Garzanti

Titolo: La ricetta segreta per un sogno
Autore: Valentina Cebeni
Editore: Garzanti
Pagine: 352
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 16,90 €
eBook: 9,99 €
Omaggio CE


Nota sull'autrice
Valentina Cebeni vive a Roma dal 1985, anno della sua nascita, ma ha il mare della Sardegna dei suoi nonni nel cuore. Appassionata di storie sin dall'infanzia, ha un grande amore per la cucina, nato proprio per riscoprire i legami con le radici della sua famiglia.



Elettra ha trascorso l'infanzia nella panetteria della madre Edda, tra il profumo di dolci appena sfornati e tante, troppe, domande in attesa di risposta. Quando Edda viene dichiarata in stato di coma, Elettra si sente sola e smarrita come non mai. Finché non prenderà la decisione più importante della sua vita: partire per un'isola sconosciuta, dove spera di poter trovare le risposte che cerca da sempre.
Elettra è una donna ferita. La madre, Edda, è in stato di coma in seguito ad un ictus, che ha segnato per lei la fine di ogni cosa. Edda rappresentava tutta la sua famiglia e, come se non bastasse, da quel tragico giorno Elettra ha dovuto dire addio anche ai suoi sogni, seppellendo le sue aspirazioni per prendere in mano la gestione della panetteria della madre.
La panetteria, senza la guida e la passione di Edda, chiuderà presto i battenti, ed Elettra getterà la spugna, pressata in una morsa di inadeguatezza e delusione. Ma sotto l'infelicità, ribolle una rabbia che - da ormai troppo tempo - si alimenta del pressante bisogno di sapere.  Sapere di più sulla madre, sull'uomo che l'ha generata e, quindi, su se stessa.
Da questi presupposti prenderà via il viaggio di Elettra, fisico ma anche metaforico, perché segnerà una svolta nella sua vita e un profondo cambiamento nel suo essere. 
Elettra partirà con poche certezze, intrappolate nel profumo dei panini all'anice che fin da bambina preparava con la madre, e con tanta voglia di comprendere, di strappare quei veli che - sotto forma di reticenze - le hanno precluso la verità.
Giunta sull'Isola del Titano, Elettra si recherà presso quello che un tempo era stato il convento di Santa Elisabetta, unico punto di riferimento su quella terra sconosciuta, e proprio ai piedi di quell'altare inizierà per lei una vita nuova. Elettra conoscerà Lea, proprietaria dell'ex convento e, passo dopo passo, ritornerà sulle tracce lasciate da Edda, briciole disseminate a segnare una strada che la porterà a conoscere nel profondo la donna che l'ha messa al mondo, sentendola per la prima volta davvero simile e vicina.
Ma sull'isola, Elettra riscoprirà anche se stessa, il suo amore per la cucina, la sua testardaggine, la capacità di lasciarsi andare e di provare ancora sentimenti intensi, doti offuscate da anni di frustrazioni.
La ricetta segreta per un sogno è una storia dolce, densa di profumi, satura di sapori, che si fondono in un acquerello di colori, dove l'azzurro cristallino del mare scolora nelle tinte polverose del convento.
Non è solo la storia di una donna, è la storia di tante donne, della determinazione, della sensibilità, della rabbia, del dolore che ognuna porta dentro, riuscendo infine a trasformare le cicatrici in punti di forza, come solo le donne sanno fare.
Il mistero attraversa la narrazione e il lettore accompagna Elettra nelle sue scoperte, provando il suo stesso desiderio di chiarezza, di verità, di luce.
Desiderio che verrà appagato, perché Elettra, da questo viaggio, imparerà la lezione più grande: bisogna sapere da dove si viene, per comprendere dove si vuole andare.
Ad accompagnarla, l'eredità di Edda, il tocco magico con cui uova, farina, frutti e spezie si amalgamano trasformandosi in atti d'amore.
Un libro dall'atmosfera vintage, dai toni pastello, dove l'unico appunto che ho da muovere riguarda alcune descrizioni, per i miei gusti eccessivamente articolate. Avrei preferito, in alcuni punti, che si arrivasse prima al nocciolo della narrazione, snellendo la prosa e privandola di qualche giro di parole di troppo.
Nonostante ciò, il desiderio di arrivare in fondo non è mai stato minato, la lettura si è mantenuta piacevole, coinvolgendomi e lasciandomi un sapore zuccheroso, un messaggio confortante e un sorriso dolce.  Consigliata a chi ama le storie romantiche e le componenti culinarie.





Commenti

  1. lo sto leggendo e a parte il fatto che mi fionderei in pasticceria ogni 5 pagine, mi sta piacendo ;-)
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. sì, quella è una grande controindicazione effettivamente! :D a presto :)

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  2. Ti dirò: lo avevo un po' sottovalutato.
    Segno, perché mi sembra molto affascinante e, in questi periodi, una lettura così ci vuole ;)

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    1. non so se possa essere il tuo genere, a me è piaciuto molto il percorso interiore della protagonista e la componente "culinaria" :) se dovessi leggerlo ovviamente non perderò la tua opinione ^-^

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  3. Mah...ultimamente, quando passo dal tuo blog, ho l'impressione di leggere più dei riassunti che non delle recensioni vere e proprie. Non dici nulla di ciò che è l'essenza dei libri, ti limiti a raccontarci ciò di cui parlano. Dopo i tuoi commenti, potrei limitarmi a leggere le ultime 50 pagine e amen!
    Paola

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    1. Ciao Laura, molte mie colleghe eliminano i commenti in anonimo, io preferisco non farlo, mi aiutano ad intuire parecchie cose :)
      Mi spiace che la tua impressione sia stata questa, ti invito a leggere altre recensioni su questo libro, o semplicemente la sinossi, per capire che non ho svelato assolutamente nulla della trama, e che tutto ciò che hai letto rientra nelle mie impressioni. A presto :)

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  4. Non so che pensare di questo libro. Ambientazione bellissima, personaggi interessanti, ma. C'è un ma, e non tanto per le descrizioni, ma sulla verosomiglianza dei personaggi. Ho trovato strano il fatto che Edda trascorresse tutto quel tempo sull'isola telefonando a casa solo una volta, con la madre affidata ad un'amica. Non so, ho avuto delle perplessità su questa e su altre caratteristiche dei protagonisti. Ad ogni modo una storia affascinante che incarna un po' il desiderio di tanti: partire per ritrovarsi.
    Un saluto da lea

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    1. A me non è sembrato inverosimile, ho avuto l'impressione che Elettra avesse bisogno di prendere le distanze dal passato, compresa la madre, anche se spesso mi sono trovata a non approvare le sue scelte. Concordo sul fascino storia di fondo :) Grazie per essere passata! :*

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    2. Ho pure confuso madre e figlia sigh.
      Ciao
      Lea

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    3. ahahh era chiaro comunque :D a presto!!

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  5. Ciao Stefy, una recensione articolata e piena di sentimento come sempre. Ma leggendo questo libro è meglio avere a portata di mano una scatola di biscotti!

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    1. grazie *-* concordo!! io avrò preso un chilo durante la lettura xD

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  6. Leggerò presto questo libro e dalle tue personali impressione, posso dedurre che contiene tutti gli ingredienti che piacciono a me, oltre a quelli che si usano in cucina ovviamente ;-)
    Profumi, mistero, partenza e rinascita, quale magico mix per un dolce che fa venire l'acquolina! Non vedo l'ora di mang...ops! Leggere questp libro :-)
    Ormai sei una certezza per me e per tantissimi altri lettori, bellissima la tua analisi, attenta, discreta e coinvolgente.

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    1. ahahah effettivamente è un libro tutto da "gustare"!
      grazie, tesoro! un abbraccio

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  7. Concordo con il pensiero di Cuore! Una recensione ben curata e essenziale come piace a me! Ho letto tante recensioni positive e il tuo giudizio mi ha dato la conferma, devo assolutamente leggerlo! Rosa

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    1. Grazie, Rosa ^-^ Aspetterò la tua opinione!

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  8. A me le tue recensioni piacciono sempre :) Il libro, non so bene perchè, invece non mi attira tanto. Sarà che le ricette vanno un po' tanto di moda e a volte sono una specie di "riempitivo"?( o forse sono io che non so cucinare e quindi non apprezzo?). Magari più avanti....

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  9. Riguardo le descrizioni mi trovo d'accordo con te. Molto precise (cosa che mi è piaciuta molto leggendo il romanzo) ma anche estremamente lunghe, tanto che mi veniva voglia di saltare qualche pagina per scoprire cosa sarebbe successo dopo. Devo dire che per certi versi l'ho trovato anche un po' troppo "pastello", nel senso di mieloso e sdolcinato.

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