#16 Storie di Morwen: Amour faux

Rubrica a cura di una giovane scrittrice che, una volta al mese,
vi farà entrare nel suo mondo di suggestioni, arte e magia.
* Ogni brano presente in questa rubrica è una produzione creativa di Morwen *


Buongiorno, magici lettori! Innanzitutto voglio porgere auguri tardivi a tutti coloro che amano e che ieri, in un modo o nell’altro, hanno pensato all’amore. A quelli che amano da sempre e per sempre, che amano la vita, che amano un altro essere umano più di se stessi. Auguri perché l’amore è troppo travolgente per essere etichettato, auguri perché l’amore ci fa essere migliori. 
Parigi, inizio del ventesimo secolo, un ragazzo mediocre ma estremamente affascinante. Un mondo tutto da conquistare. Queste le premesse per Bel-Ami, di Guy de Maupassant, un romanzo scandaloso e realista che non può che far riflettere e che dell’amore, purtroppo, non riesce a cogliere che l’antitesi. 


La carrozza sussultò mentre passava a gran velocità. Il ragazzo balzò indietro per evitare il fango che schizzava ovunque e imprecò a denti stretti mentre spiegava le increspature dell’abito costoso e si arricciava i baffi impomatati. Camminò spedito, ma con eleganza, scrutando con gli occhi vivaci le signore ben curate che passeggiavano dando il braccio a mariti impettiti. Scoccò sguardi licenziosi che vibravano nei volti che incontravano, ammiccò a donne che aveva conosciuto e scoperto, prendendo il loro cuore con dita bramose. Si infilò in un portone dall’aspetto dimesso, di quelli che non si notano affatto o si dimenticano presto, percorrendo con lentezza le scale umide. Non aveva fretta. La madame, matura e ingenua al contempo, che lo attendeva nell’appartamento sospirante di amore, era ormai ridotta a quella melliflua congerie di istinto materno e impulsi adolescenziali che lui tanto detestava. Non la amava, anzi, la disprezzava. Ma era disposto a concederle quella storia clandestina e appassionata che tanto lei aveva sognato durante i lunghi anni di un matrimonio intessuto di convenzioni. Era lei, con i baffetti scuri che le sottolineavano il labbro superiore e gli occhi grandi e sciocchi. Era lei, ma poteva essere qualsiasi altra delle mesdames dell’alta borghesia di Parigi, qualsiasi altro il matrimonio in cui lui avrebbe potuto introdursi. Era un’arte sottile la sua, che serpeggiava sinuosamente tra le sottane delle mogli e i sigari dei mariti, conquistando la fiducia di entrambi. E mentre scambiava caustici commenti politici nei circoli più influenti della capitale, le loro mogli sospiravano per i suoi boccoli biondi e gli sfioravano la schiena in contatti fugaci. Così, i torbidi intrecci delle sue conquiste andavano a costruire la base dei suoi successi. Sospirò mentre fissava la porta dell’appartamento, finanziato rigorosamente dalla sua amante. Poi sfoderò il suo sorriso più seducente, quello che faceva fermare il cuore ad ogni donna. Bussò con nocche leggere. La porta si schiuse quasi all’istante e una donna cinguettante e con rughe sottili gli si gettò al collo. Mentre veniva trascinato dentro da quell’abbraccio appassionato, con il naso affondato tra i riccioli della madame, lasciò che il disprezzo che gli montava nel petto contaminasse l’espressione del suo viso. 




E voi, avete letto Bel-Ami? 
O, se non lo avete fatto, vi incuriosisce questa storia?


Commenti

  1. L'ho letto e l'ho amato moltissimo, ovviamente non il personaggio, ma il libro.
    Forse ora sarebbe anche il momento di una riletture. Sono passati credo 20 anni.
    un saluto da lea

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    1. Ciao Lea! Mi fa piacere averti ricordato un bel libro :) a presto!

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  2. Bellissima atmosfera! Mi è piaciuta tanto la descrizione del personaggio, soprattutto al momento dell'ingresso, quando è tra sé e sé e si rivela al lettore per quello che è. Hai reso benissimo la differenza tra la verità camuffata e, appunto, l'amore falso. L'espressione finale del personaggio la dice lunga...

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    1. Grazie ** credo sia profondamente inquietante lo scarto tra la freddezza di lui e il calore di lei.. Un abbraccio :3

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  3. Non l'ho letto ma leggendo questo passo, posso dire di apprezzare molto la scrittura che si sofferma sui dettagli, le espressioni dei volti e i piccoli gesti. Mi sembra il tipo di libro che ti rende facile immaginare ogni cosa.

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    1. Grazie mille! :3 sono contenta che ti sia piaciuti ciò che ho scritto, è sempre emozionante! Mi auguro di aver richiamato un po' l'atmosfera del libro, qualora dovessi leggerlo spero ti piacerà :) A presto!

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  4. Ciao! Complimenti, bellissimo pezzo *-* Ho letto il libro è mi è piaciuto proprio per Duroy, un personaggio descritto in modo pieno, con tutte le sue "pazzie", l'allontanamento sempre più di sentimenti e lo scostamento da ogni debolezza che poteva derivare dal provare qualcosa.

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    1. Ciao Avid, grazie di avermi letta! Sono pienamente d'accordo, il personaggio di George è ritratto da Maupassant in modo magistrale, forse e soprattutto per il modo impietoso con cui ne vengono dipinte le debolezze, senza scuse né fronzoli.. A presto! :3

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