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#15 Storie di Morwen: Gocce di vita

Rubrica a cura di una giovane scrittrice che, una volta al mese,
vi farà entrare nel suo mondo di suggestioni, arte e magia.
* Ogni brano presente in questa rubrica è una produzione creativa di Morwen *


Buongiorno, splendidi lettori!
Non posso esordire in questo appuntamento di gennaio senza porgervi gli auguri di un felice 2016. Vi auguro un anno ricco di vita e di emozioni, vi auguro sempre il coraggio di essere voi stessi e sulla scia di questi sentimenti vi propongo oggi una piccola perla che, a dispetto del titolo, si dipana come un intenso e vibrante elogio alla vita. Veronika decide di morire, di Paulo Coelho, è secondo me una delle opere migliori dello scrittore brasiliano e oggi, inspirandomi alle sue pagine, proverò a condurvi con un mio brano alla scoperta delle atmosfere del libro.



Villete procedeva nel tempo come una goccia che si rinnova costantemente. In modo secco e rotondo, un suono che diventa assordante soltanto nell’assoluto silenzio. Allo stesso modo, la clinica psichiatrica si colorava di inquietudine nella reazione degli esterni, dei normali, al sentirne pronunciare il nome.
I normali. Coloro che tutto giudicano e tutto sanno, i sani, i sicuri, o meglio coloro che si ammantano della loro assoluta e sfacciata banalità come fosse la più santa delle virtù. Meglio così. Villete era la casa di anime troppo fragili, inadatte alle maschere che si portano in un mondo omologato e discriminatorio. Ma qui potevano essere se stesse senza giudizi, senza quegli sguardi feroci e spietati che impongono capi d’accusa su ogni sfumatura di te. È grave voler essere uguali. Come un rifugio d’eroi, Villete leniva le ferite con la leggiadria della spontaneità, un quieto eden in cui viverti tra altre persone che si vivono e si scoprono. Ma questa strana isola di Circe finiva per essere seducente, lo intuite? Ma concentratevi, adesso. Isolate dentro voi stessi quell’attimo in cui vi siete sentiti completamente soli, quando nessuno riusciva a capire esattamente ciò che provavate. Quell’impossibilità di allinearsi con il resto del mondo, quello scorrere rapidamente su un piano parallelo e irraggiungibile. Difficile non essere tentati dalla possibilità di adagiarsi invece su questa comunità atipica priva di filtri e modelli sociali, in cui quel groviglio confuso di emozioni che avete sempre represso è esposto, compreso e accettato. Eppure, rifuggite l’idea che Villete possa essere per sempre. 
Quella è codardia, la stessa che vi ha condotto qui. Guardate, guardate fuori. La vita scorreva e scorre ancora oltre le nostre finestre, oltre il nostro cortile. La vita sfuggevole, precaria, ma policroma e abbagliante. Una vita da vivere a pieni polmoni urlando al mondo la vostra, la nostra follia. 
Sì, concordo con voi. probabilmente Villete è più reale di qualsiasi altro posto, lì fuori. 
Perché tutti, in fondo, siamo folli.



Avete letto questo o qualche altro libro di Coelho? 
Vi piace la sua visione del mondo?

Commenti

  1. Bellissima la tua scrittura. Io non ho mai letto nulla di suo, ci ho provato ani fa con il libro "undici minuti", ma solo dopo poche pagine ho mollato, forse non era un libro adatto a me in quel momento.

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    1. Grazie mille, Nu :3 Hai ragione, le letture sono fortemente legate alle sensazioni che i libri ci trasmettono a pelle e ai periodi.. Bisogna trovare la giusta combinazione :P Ti abbraccio **

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  2. Complimenti :) Bellissime e tue parole. Io sono molto legata a Coelho e questo libro l'ho letto parecchi anni fa, devo dire che inizialmente non l'ho apprezzato molto ma col tempo mi sono ricreduta, esprime un significato molto profondo che tu hai esaltato benissimo ;)

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    1. Grazie, sono davvero contenta che ti sia piaciuto! E' un libro che mi ha fatto riflettere molto, un effetto che si è protratto nel tempo, anche quando le pagine erano chiuse da un po'.. Credo sia un elemento importante, vuol dire che qualcosa si è depositato nel profondo di noi :3 A presto! :)

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  3. Di Coelho ho letto "Il diavolo e la signorina Prym" e "Undici minuti". Nella mia libreria ho "Il vincitore è solo". Bene e male si confrontano, la sfida non ha mai fine :)

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    1. Ciao Aquila, grazie per avermi letta! :) Eh sì, con alcuni autori così, una dialettica costante! :P "Il vincitore è solo" non ha mai attirato le mie simpatie, ma se lo leggi e ti colpisce fammi sapere :) A presto!

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  4. Ciao Silvia, Coelho è da sempre un punto interrogativo per me, dopo aver letto Il cammino di Santiago non sono più riuscita ad approcciarmi con serenità ai suoi scritti...questo però ha un qualcosa in più che vorrei conoscere...forse perché sono un'anima folle che si aggrappa alla vita con gli artigli, e non molla mai, urla a pieni polmoni il proprio pensiero, senza paura.

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    1. Ciao Cuore! E' vero, Coelho riesce a toccare corde che non immaginiamo, perché le sfiora per vie traverse, senza essere troppo diretto ma essendo comunque nitido. Magari questo libro svelerà anche a te qualcosa di particolare :) Grazie per avermi letta! Un abbraccio

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