mercoledì 30 settembre 2015

Thank You - Flash Giveaway | Estrazione

Salve, lettori :)
Ieri si è concluso il Thank You - Flash Giveaway.






Stamattina è stato assegnato un numero a tutti i partecipanti. L'assegnazione dei numeri è iniziata dagli iscritti sul blog ed è continuata - in maniera progressiva - sulla pagina dell'evento su Facebook.

I tre vincitori sono stati selezionati - tramite estrazione sul sito Random.org - tra tutti gli iscritti (qui e sulla pagina/eventoFb).

Scopriamo chi sono:




Il numero 5 Chiara Ropolo si aggiudica la Shopper Bag Leggo perché una vita non basta.
Il numero 22 Angela si aggiudica tre segnalibri letterari firmati Cose da lettori.
Il numero 38 La Volpa si aggiudica tre segnalibri letterari firmati Cose da lettori.

Complimenti!!!

Ci tengo a precisare che esiste anche un video dell'estrazione. Non l'ho postato perché, oltre ad essere un tantino tremolante, ha come sottofondo musicale i cartoni animati di mia figlia...insomma non è molto professionale. Chiunque volesse visionarlo può contattarmi in privato e lo invierò volentieri!

I vincitori riceveranno presto una mail in cui vi chiederò l'indirizzo per la spedizione.

Un grande GRAZIE a tutti i partecipanti, alla prossima iniziativa!


martedì 29 settembre 2015

Schegge d'inchiostro: Una lontana follia - Kate Morton

Rubrica settimanale in cui vi proporrò uno stralcio di una lettura a mia scelta.



Però a me i nuvoloni grigi piacciono moltissimo! Sono molto più complicati e interessanti dei cieli azzurri senza nuvole. Se i nuvoloni grigi fossero persone, sarebbero quelle di cui mi piacerebbe conoscere la storia. È molto più interessante capire cosa potrebbe nascondersi dietro uno strato di nuvole che avere sempre di fronte una tavola azzurra.


Scheggia tratta dal libro Una lontana follia
di Kate Morton - Pickwick

Qui trovate la mia recensione del libro.
Una storia che ho amato, come le altre delle stessa autrice. Kate Morton ha l'abilità di prendere per mano il lettore, dissolvere i confini del suo mondo e condurlo in una realtà soffusa, in cui grandi sentimenti sono intrisi di mistero.
Figure femminili difficili da dimenticare, passato che si intreccia al presente, domande che troveranno risposta, verità dolorose e sepolte che rivedranno la luce.
Se non avete ancora letto nulla di questa autrice non posso che consigliarvela!







Cosa vi ha trasmesso la citazione di oggi?
Conoscete questo libro?
Come sempre, aspetto le vostre sensazioni!




da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/cielo/frase-162288?f=a:6960>

lunedì 28 settembre 2015

Recensione 'Florence Gordon' di Brian Morton

Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Editore: Sonzogno
Pagine: 320
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 17,50 €
eBook: 9,99 €
Omaggio ce

Nota sull'autore
Brian Morton [1955] insegna alla New York University. È autore di cinque romanzi molto apprezzati dal pubblico e dalla critica americana (il suo Starting Out in the Evening, del 1998, è stato finalista al PEN/Faulkner Award). Florence Gordon è il suo primo libro tradotto in Italia.


Florence Gordon ha settantacinque anni, è un'attivista femminista e vive a Manhattan. E' l'esatto contrario di una vecchina affabile: testarda, scorbutica, autoritaria, bravissima nell'arte di rendersi detestabile. Tutto ciò che le interessa ruota intorno alla sua professione di scrittrice, alla quale si dedica con devozione. Finché la sua noiosa routine non viene sconvolta: sul Times appare una recensione che la riguarda e che rende all'improvviso Florence popolare, acclamandola come patrimonio nazionale.
Come se non bastasse la sua famiglia si trasferisce temporaneamente a New York e Florence si troverà tra i piedi figlio, nuora e nipote.
Parlare con Florence era sempre spiacevole. La cosa straordinaria era che era spiacevole in modi sempre nuovi. Forse era un omaggio al personaggio di Florence: trovava sempre la maniera di sorprenderti.
Florence non conosce diplomazia. E' una donna da bianco o nero. Nel suo caso, quasi sempre nero. Le frasi fatte non le appartengono, è fiera di essere una femminista impegnata e non cerca la comprensione e l'affetto di nessuno. A settantacinque anni basta a se stessa e l'unico parere di cui ha bisogno è il proprio. Nelle relazioni con gli altri sa essere schietta fino alla crudeltà, infischiandosene delle conseguenze. Avrete capito che non è esattamente un tipo di donna amabile, eppure anche Florence Gordon ha una famiglia.
Divorziata da lungo tempo, ha un unico figlio, Daniel, che deludendo le aspettative genitoriali, ha intrapreso la carriera di poliziotto. Florence non manifesta nei suoi confronti nessun atteggiamento materno, non un lampo di tenerezza nel suo sguardo affilato. La nuora, Janine, psicologa, la venera. E Florence non perde occasione per prendersi gioco di lei, approfittando della sua soggezione, ritorcendole abilmente contro ogni sua debolezza. Infine c'è Emily, la giovane nipote alla ricerca della sua strada nel mondo.
Ciò che Florence desidera, all'età di settantacinque anni, è dedicarsi in santa pace alla stesura del suo memoriale. I suoi piani verranno stravolti da un evento inaspettato: una recensione positiva del Times che le regalerà una popolarità tardiva, che Florence provvederà ben presto a disdegnare. La necessità di presenziare ad eventi e manifestazioni, la terrà infatti temporaneamente lontana dal suo memoriale, e renderà necessaria la presenza di un'assistente: sua nipote Emily.
Emily è forse l'unico componente della sua famiglia che Florence non disprezza. Per dirlo con parole sue:
Non sei la nipote peggiore che una donna possa sperare di avere.
Sarà proprio Emily a mettere in luce la crepa dalla quale si intravede il lato più umano di Florence, che rimarrà comunque soltanto un accenno, quasi a non voler svestire il personaggio della sua austera antipatia. Emily, attratta dalla personalità magnetica della nonna, cercherà di offrirle l'opportunità di mettere per una volta da parte la sua armatura, svelando i suoi sentimenti. Il finale mi ha lasciato addosso una grande malinconia. E se Florence rimane un personaggio coerente e maestoso nella sua irriverenza, la persona che intravediamo dietro la maschera non può che trasmetterci una profonda tristezza.
Il linguaggio di Morton è pungente, schietto e lapidario, rispecchiando alla perfezione la personalità della protagonista. Le vicende di Florence Gordon e della sua famiglia ci regalano uno spaccato di vita americana, in una commedia dolceamara, incentrata su dialoghi pieni di ironia e sarcasmo.
Credo che tutta la forza di questo romanzo risieda nel personaggio di Florence, perfettamente riuscito nella sua misantropia e nel suo spessore. E tuttavia manca qualcosa, quel quid in grado di coinvolgere il lettore, di trascinarlo nella narrazione.
Tutto ciò che ruota intorno alla protagonista non mi ha convinto, alcuni personaggi - come il figlio, Daniel - risultano insipidi, le vite dei familiari di Florence restano a metà, satelliti che gravitano attorno alla sua prepotente figura, lasciando nel lettore un senso di incompiutezza.





venerdì 25 settembre 2015

#44 Top Five: Cinque posizioni da lettori

Rubrica ideata da me, in cui stilerò un elenco di 5 elementi appartenenti all'universo libresco,
in base alla tematica della settimana.


Buongiorno, lettori!
Come avete trascorso la settimana? Io sono piuttosto stanca, la tendenza a sovraccaricarmi di impegni ogni tanto mi rema contro, ma non mi arrendo e, un passetto alla volta, cerco di concretizzare le mie idee. In più da ieri la mia piccolina ha la febbre, quindi si prospetta un weekend di coccole a tempo pieno.
Siete pronti a scoprire la Top Five di oggi? Io sono curiosissima di sapere quali sono le vostre posizioni da lettore! ^-^


Cinque posizioni da lettori


1. Posizione A
Molti lettori leggono in questa posizione sul letto o sul divano. 
Controindicazioni: gomiti doloranti con conseguenti formicolii e semi-paralisi degli arti superiori. 

2. Posizione B
Posizione usata prevalentemente a letto.
Controindicazioni: si sconsiglia di assumere questa posizione con libri pesanti, potrebbero accidentalmente scivolare - soprattutto in seguito a colpi di sonno - causando gravi traumi cranici.

3. Posizione C
Altra posizione da letto/divano. Come nella posizione A, il gomito potrebbe subire seri indolenzimenti (raramente si arriva alla cancrena).
Controindicazioni: in caso di sonno improvviso il libro potrebbe smarrirsi nel letto, sgualcirsi o ammaccarsi.



4. Posizione D
Posizione ideale per leggere sui mezzi pubblici, durante le attese, in pausa pranzo.
Controindicazioni: nel caso di libri pesanti, mantenere questa posizione per un lasso di tempo prolungato, potrebbe mettere a dura prova l'integrità del vostro polso.


5. Posizione E
Classica posizione da poltrona. 
Controindicazioni: potreste ingobbirvi un po', ma se siete dei lettori da lungo tempo la vostra schiena probabilmente è già irrimediabilmente compromessa.



Adesso aspetto i vostri commenti, lettori!
Quali sono le vostre posizioni preferite?
(Non ridete, sapete di cosa parlo! xD)
Le mie sicuramente la C e la E...


giovedì 24 settembre 2015

#2 Consigli d'autore: Loredana Limone consiglia 'In piedi nella neve' di Nicoletta Bortolotti

Un autore consiglia ai lettori un libro che ha amato.
Rubrica ideata da me.


Buongiorno lettori,
eccoci ad un altro appuntamento con la rubrica Consigli d'autore. Colgo l'occasione per ringraziarvi per l'entusiasmo con cui avete accolto il primo incontro (chi se lo fosse perso può trovarlo qui) e visto che in molti avete chiesto con quale periodicità la rubrica verrà pubblicata, vi comunico che - visto il vostro gradimento - incontreremo gli autori due giovedì al mese, a settimane alterne. 
E adesso veniamo all'ospite di oggi, che ovviamente ringrazio per aver accolto al volo il mio invito, con la passione e la spontaneità che la contraddistinguono.


L'autore di oggi


Loredana Limone
è nata a Napoli nel 1961. Milanese d'adozione, dopo una decina di libri tra fiabe e gastronomia, ha esordito nella narrativa con Borgo Propizio [Guanda 2012, Tea 2013]. Premiato con la menzione speciale al Premio Fellini 2012, è stato tradotto in Spagna, Germania e Bulgaria, così come il secondo romanzo della serie: E le stelle non stanno a guardare [Salani 2014, Tea 2015]. Nel 2015, sempre edito da Salani, è uscito il terzo romanzo della serie, Un terremoto a Borgo Propizio.

Un terremoto a Borgo Propizio
Uscito a giugno di quest'anno, è il terzo capitolo della saga ambientata nell'ameno borgo in collina. Qui trovate la mia recensione del libro e, in attesa del quarto viaggio verso il borgo, non posso che consigliarvi questa bellissima saga.




Loredana Limone ci consiglia di leggere...

In piedi nella neve - Nicoletta Bortolotti
Einaudi Ragazzi - 181 pagine


Sinossi
Sasha ha quasi tredici anni e una passione bruciante: il calcio. Come potrebbe essere altrimenti? Suo padre è Nikolai Trusevyc, portiere della squadra più forte del Paese: la Dynamo Kiev. Ma in Ucraina, nel 1942, il pallone non è cosa per ragazze. E dopo l'invasione da parte del Reich non è cosa nemmeno per i campioni della Dynamo: accusati dai nazisti di collaborare con i sovietici e ridotti per questo alla fame e all'inattività, i giocatori hanno perso la voglia di vivere. Quando, a sorpresa, i tedeschi organizzano un campionato cittadino, non lo fanno certo per perdere; Sasha, d'altra parte, sa che suo padre e i compagni giocano sempre per vincere... Stavolta, però, vincere significherebbe morire. E qual è la vera vittoria? Lottare fino all'ultima azione, come chiede il pallone, o sabotare la partita, come le ha intimato un misterioso spettro, nel buio di un sottopasso? Mentre il fiume Dnepr, gelido, si porta via l'infanzia di Sasha, la Storia segue il proprio corso: il match avrà un esito cosi incredibile che nessuno, per lungo tempo, potrà raccontarlo.

L'opinione di Loredana 
Chi ha inventato i giochi da maschio e i giochi da femmina?, si chiede Sasha, che è una ragazzina e ama il calcio. Ed è anche la protagonista del nuovo, tanto poetico quanto toccante, romanzo di Nicoletta Bortolotti dal titolo "In piedi nella neve", che riprende una delle partite più tristemente famose della storia, quella giocata il 9 agosto 1942 tra le SS e i prigionieri (nonché ex calciatori) ucraini. Sasha che, con un linguaggio lieve ma infuso di dolorosa sapienza, racconta in prima persona, è la figlia del portiere della squadra e nell'occasione utilizzata come raccattapalle. Vedere da vicino, anzi partecipare alla partita è per lei (come per noi lettori, anche adulti) semplicemente indescrivibile: lo stomaco, da tempo vuoto di cibo, le si riempie di sogni realizzati. Perché i prigionieri derelitti trionfarono, sì, ma ciò fu pure la loro condanna a morte. Però in quel caso vincere, e quindi morire, era l'unico modo per continuare a vivere. Cosa sulla quale il calcio moderno potrebbe riflettere.



Ringrazio ancora Loredana e aspetto la vostra opinione!
Cosa pensate del consiglio d'autore di oggi?
Cosa vi ha trasmesso In piedi nella neve?
A me sembra una lettura poetica e toccante...

Vi ricordo che il prossimo #ConsigliodAutore 
vi aspetta l'8 ottobre!


mercoledì 23 settembre 2015

Recensione 'Tutto l'amore smarrito' di Antonella Frontani

Titolo: Tutto l'amore smarrito
Autore: Antonella Frontani
Editore: Garzanti
Pagine: 176
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 14,90 €
eBook: 9,99 €

Omaggio ce


Nota sull'autrice
Antonella Frontani, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, vive a Torino. Tutto l'amore smarrito è il suo primo romanzo.




Adele ha quasi quarant'anni, un lavoro come giornalista che non la soddisfa, tanti rimpianti e una figlia che rappresenta tutto il suo mondo, Amata. Amata che assorbe tutte le sue energie, Amata che la vita ha privato dell'uso delle gambe, ricompensandola con un dono meraviglioso: la musica.
Pietro è un uomo anziano, le spalle dritte, lo sguardo indurito dalla vita. Sopravvissuto ai campi di concentramento e ai rimorsi che ogni giorno divorano lentamente la sua anima.
Un'intervista permetterà alle loro strade di incrociarsi. Un incontro che cambierà per sempre le loro vite. Perché in fondo il caso non esiste, e alcune verità urlano in silenzio, spingendo per raggiungere la superficie.
Adele è una donna infelice, galleggia in una vita fatta di routine e dell'amore per la figlia Amata, l'appiglio che la tiene in vita, il motivo per cui ogni giorno si stampa un sorriso sul volto, pronta ad affrontare una nuova giornata.
Pietro ha ottantacinque anni, e porta nel cuore l'orrore vissuto nei campi di concentramento, orrore tramutato in un'armatura di freddezza e ostilità.
Cosa unisce due persone apparentemente così distanti?
La colpa. Entrambi portano dentro un ingombrante fardello, un peso che opprime il loro cuore impedendogli di godere della vita. Inaspettatamente le loro strade si incroceranno e gli anni di silenzio si sgretoleranno di colpo. La verità emergerà con una forza crudele e catartica e le loro vite non saranno più le stesse.
Tutto l'amore smarrito è una storia che parla di dolore, di rimpianti, di rimorsi che dilaniano la parte più interna dell'essere, condizionando intere esistenze.
Ho trovato molto intensa la vicenda di fondo, la sofferenza che consuma i protagonisti per lunghi anni, e che alla fine troverà il modo di arginare le loro ferite, di purificare i loro errori.
Ci sono tuttavia molteplici però, probabilmente legati al mio gusto personale. Innanzitutto l'uso della terza persona, che pone una distanza tangibile tra il lettore e i protagonisti. Nonostante le tematiche fossero molto forti non sono riuscita a legarmi né a Pietro né ad Adele, che continuavo ad osservare come uno spettatore esterno senza riuscire a perdermi nei loro sentimenti. Ci sono poi numerosi passi del romanzo che mi sono apparsi quasi uno sfoggio di conoscenze artistiche e letterarie, che sicuramente l'autrice possiede. Sono diversi i personaggi che si esprimono per citazioni e riferimenti e questa scelta, per quanto mi riguarda, ha appiattito le loro personalità, appesantendo la narrazione e rendendo alcuni passaggi poco credibili o quantomeno ammantandoli di un certo distacco.
Uno stile che non sono riuscita ad apprezzare e che sicuramente ha influito sul mio giudizio.


martedì 22 settembre 2015

Thank You - Flash Giveaway

Buongiorno, lettori!
Come preannunciato ho una bella sorpresa per voi. Al ritorno dalle vacanze, sono stata letteralmente travolta dal vostro affetto virtuale, il blog ha raggiunto e oltrepassato i 400 lettori, la pagina Facebook i 3000 followers, e anche su Twitter siete più di 1000.



Numeri, penseranno molti voi. E senz'altro di numeri si tratta, ma per me significano molto di più. Il blog nasce per passione poco più di un anno fa, e davvero, non mi sarei mai aspettata che in così poco tempo potesse reggersi sulle sue zampette cartonate e compiere i primi passi nel mondo.
Come ringraziarvi? E' questo che mi sono chiesta ed è da questo presupposto che nasce questo Giveaway.



Quali sono i premi?

I vincitori saranno tre.
- Il primo estratto si aggiudicherà la Shopper Bag "Leggo perché una vita non basta".
- Il secondo e il terzo, vinceranno tre segnalibri letterari a testa, firmati Cose da lettori (la scelta del modello sarà casuale).

Shopper Bag in cotone
Leggo perché una vita non basta.
Per il tuo shopping libresco!
Bookmark letterari, 
firmati Cose da lettori.

















Come partecipare?

Le regole per partecipare sono molto semplici:
1.  Bisogna unirsi ai lettori del blog La ragazza che annusava i libri cliccando su 'Unisciti a questo sito' nella colonna destra.
2.  Seguire il blog su almeno due social a scelta tra:
Twitter L'AnnusaLibri.
- Instagram laragazzacheannusavailibri.
3. Condividere su almeno uno dei propri social il link del Giveaway.
4. Confermare la partecipazione al Giveaway lasciando un commento sotto questo post in cui scrivere:
- Indirizzo email.
- Link della condivisione.

Oltre che tramite il blog, è possibile partecipare al Giveaway anche sulla pagina dell'evento creato su Facebook. Al termine del Giveaway i partecipanti che si saranno iscritti tramite la pagina/evento e quelli che si saranno iscritti commentando sotto questo post, verranno integrati. Per evitare di creare confusione vi chiedo solo di iscrivervi o qui o sulla pagina dell'evento.
L'estrazione avverrà tramite il sito RANDOM.ORG.


"Thank You - Flash Giveaway" durerà una sola settimana,
avrete tempo per partecipare fino al 29 settembre.


Si ricorda che:
-Questo Blog non ha alcun intento commerciale. 
-Questo Blog non ha sponsor né affiliazioni con terzi che potrebbero trarre vantaggio dall’organizzazione del Giveaway. 

lunedì 21 settembre 2015

Recensione 'La trappola' di Melanie Raabe

Titolo: La trappola
Autore: Melanie Raabe
Editore: Corbaccio
Pagine: 329
Genere: thriller psicologico
Prezzo: 16,40 €
eBook: 9,99 €
Omaggio ce

Nota sull'autrice
Melanie Raabe è nata a Jena nel 1981, è cresciuta in un paesino di quattrocento anime della Turingia, ha trascorso l’adolescenza giocando a calcio e arrampicandosi sugli alberi in una cittadina della Vestfalia settentrionale e ha studiato Scienze della comunicazione e Letterature comparate a Bochum. Ha lavorato come giornalista e scritto testi teatrali e racconti. «La trappola» è il suo primo romanzo.


Linda Conrads è una celebre autrice di bestseller, vive in una casa in campagna avvolta da un'aura di mistero. Da undici anni, infatti, non mette piede fuori dalla sua abitazione. La stampa parla di una misteriosa malattia, ma un evento traumatico è all'origine di tutto. Un omicidio efferato. Sua sorella Anna riversa in una pozza di sangue. Uno sguardo gelido, che Linda non ha mai dimenticato. Poi le indagini, sospetti rivelatisi infondati, il caso mai risolto. Da allora, Linda non è più la stessa. Rifugge il mondo in cui l'assassino di sua sorella si aggira indisturbato. Finché un giorno, in un servizio televisivo non incrocia di nuovo quegli occhi. Linda vuole incontrarlo, deve incontrarlo, deve sapere cosa è accaduto quella sera e perché sua sorella è stata uccisa. Pianifica una trappola per il mostro. Ma quando se lo ritrova davanti le sue certezze vacillano. Il mondo si capovolge e Linda non è più sicura della sua verità.
Linda Conrads da undici anni vive in un isolamento quasi completo. Gli unici contatti con il mondo sono il suo cane Bukowski, il suo editore, e la sua assistente Charlotte.
Non c'è giorno in cui Linda non senta nostalgia della vita, di tutte le piccole cose che, intrappolata tra quelle mura, le sono precluse:
Voglio stare in una piazza del mercato in piena estate, in una cittadina qualsiasi, voglio alzare lo sguardo al cielo, schermarmi gli occhi con una mano per osservare il volo spericolato dei rondoni che sfrecciano intorno alla torre campanaria. Voglio l'odore di legno e resina mentre passeggio nel bosco. Il movimento inimitabile di una farfalla, il suo vagare spensierato, senza una meta. La sensazione improvvisa di fresco sulla pelle calda quando in estate una nuvola passa davanti al sole. Il graffio viscido delle piante acquatiche sul polpaccio quando nuoti in un lago.
Da quel terribile giorno di undici anni prima tutto è cambiato. Insieme a sua sorella ha smesso di vivere anche una parte di lei. La sua meravigliosa casa si è ben presto trasformata in una prigione dorata, dalla quale Linda non riesce a liberarsi. Non con la consapevolezza che lì fuori, sotto il suo stesso cielo, l'assassino di sua sorella continua a vivere, a ridere, a respirare. Linda non può dimenticare quello sguardo gelido, quei penetranti occhi azzurri che l'hanno fissata per un lungo istante prima di sparire nel buio, mentre Anna giaceva in una pozza di sangue. E proprio quegli occhi si trova davanti in un giorno qualunque, mentre la televisione trasmette un servizio giornalistico. Lui è lì, la fissa dallo schermo. Linda ha bisogno di incontrarlo, di trovarsi faccia a faccia con l'assassino di sua sorella. Pianifica una trappola. Decide di rilasciare un'intervista a colui che ha distrutto la sua vita. Nessun giornale rifiuterebbe questa opportunità. Ma con quale pretesto? Linda sa che l'unica arma di cui può servirsi è la sua penna. Scriverà un romanzo in cui racconterà nei dettagli l'omicidio di Anna. Dettagli di cui solo lei e lui sono a conoscenza.
L'incontro avviene, ma ben presto Linda si troverà a fare i conti con sensazioni impreviste. Tutto vacilla, la sua mente si annebbia e all'improvviso non è più sicura di nulla. E' davvero lui l'assassino? Quell'uomo sereno ed equilibrato che le sta di fronte? La sua mente è ancora lucida? Cosa è accaduto realmente quella notte in cui lei si trovava sulla scena del crimine?
La trappola è un thriller che mi ha colpito per l'impostazione, che ho trovato particolare. Innanzitutto si apre con la scoperta dell'identità dell'assassino, e tutto ciò che segue non riguarda indagini, tracce da seguire, sospetti. Ciò che accade è un percorso interiore, nella mente di Linda, nei suoi ricordi, nelle sue paure, negli elementi rimossi, nei suoi ingombranti sensi di colpa. Il lettore si trova quindi catapultato nei suoi pensieri, in quelli consci e in quelli più profondi, non sa quanto può fidarsi della sua mente, non sa fino a che punto quell'evento ha alterato i suoi pensieri e se addirittura esistono ricordi antecedenti che Linda non riesce ad ammette nemmeno a se stessa. 
Ho trovato originale anche l'alternarsi dei capitoli al presente con quelli del bestseller che Linda scrive con l'obiettivo di incastrare il mostro. Capitoli che rendono partecipe il lettore su quanto accaduto undici anni prima e che contribuiscono ad alimentare la tensione narrativa. Lo stile è scorrevole e le personalità dei personaggi davvero complesse e ben articolate. La protagonista emerge con tutto il suo bagaglio di dolore, col suo pesante fardello di solitudine, col desiderio di far parte di un mondo dal quale si è tagliata fuori, con i timori e le contraddizioni che nella sua mente si aggrovigliano fino a confondere i rapporti di causa ed effetto.
Mi aspettavo un finale meno lineare, l'avrei trovato più calzante, per il resto è un libro perfetto per questa stagione, consigliato a tutti gli amanti dei thriller con taglio psicologico ed introspettivo.