martedì 30 giugno 2015

Recensione in anteprima: 'Mistero a Villa del Lieto Tramonto' di Minna Lindgren



TITOLO: Mistero a Villa del Lieto Tramonto
AUTORE: Minna Lindgren
EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 288
GENERE: romanzi stranieri/giallo
PREZZO: 16,50 €
eBook: 9,99 €

Omaggio CE.
In libreria dal 2 luglio!

A Villa del Lieto Tramonto tutto sembra scorrere come ogni giorno, Irma e Siiri si godono il loro momento preferito, quello del caffè solubile accompagnato alla torta, poi una partita a canasta e un giretto sul tram per scoprire nuovi scorci della città. Ma in quella che sembrerebbe una tranquilla residenza per anziani, non tutto è come appare ad una prima occhiata. L'aiuto cuoco, un ragazzo di nome Taro, muore suicida e sempre più ospiti finiscono nel reparto di isolamento, dal quale in genere non si fa ritorno. Siiri, Irma e Anna-Liisa inizieranno a porsi delle domande, intenzionate a scoprire cosa accade realmente tra le mura di Villa del Lieto Tramonto.
Villa del Lieto Tramonto è una residenza per anziani con famiglie benestanti, situata alla periferia di Helsinki. Ogni ospite del residence vive in un piccolo appartamento, e usufruisce dei servizi della Villa, molti dei quali a pagamento.
Siiri e Irma sono due lucide e arzille ultranovantenni, amiche e alleate, occupano all'interno della Villa due bilocali attigui. Condividono piccoli piaceri quotidiani, come il momento del caffè accompagnato alla toorta (sì, toorta), o l'abitudine di viaggiare in tram per visitare angoli sconosciuti della città.
Helsinki - Finlandia
Irma è l'anima estrosa del gruppo, chiacchierona e divertente, fatica a tenere la bocca chiusa, Siiri è invece quella più sensibile, pacata e riflessiva. A questo meraviglioso duo si aggiunge anche Anna-Liisa, piglio da professoressa, indole precisa e forma impeccabile.
Eppure, fra quelle mura così familiari, qualcosa non va come dovrebbe. Il giovane e gentile aiuto cuoco, muore suicida, e la capo reparto sembra nascondere qualcosa.
Perché alcuni anziani, solo alcuni giorni prima coscienti e in salute, vengono poco dopo trasferiti nel reparto di isolamento con diagnosi di demenza?
Le nostre vecchine sono agguerrite e vogliono scoprire la verità. Ma come far valere i propri diritti a novantanni suonati? Forse Mika, un motociclista dagli occhi azzurri e dalla scarsa loquacità conosciuto ad un funerale, potrebbe aiutarle...
Terminata ieri questa lettura ho già nostalgia delle tre adorabili vecchiette, dei loro esilaranti dialoghi, della schiettezza congenita, perché superati i novant'anni tutto è lecito, meritato e concesso.
Aveva solo tentato di convincerla a cambiare alimentazione e a farle bere il caffè senza lo zucchero, ma lei gli aveva risposto che una donna di novantaquattro anni poteva mandare giù quello che voleva. Non sarebbe comunque morta.
Ho adorato il loro modo di concepire la vita e più volte durante la lettura ho pensato: "Tutti dovremmo invecchiare così, essere anziani sarebbe davvero uno spasso!". Sì, perché a Villa del Lieto Tramonto la morte non si teme! Irma, Siiri e Anna-Liisa, ne parlano con ironia, quasi meravigliandosi di sopravvivere a persone ben più giovani.
Non pensi che converrebbe anche a noi metterci a fumare? Altrimenti qui non moriamo mai. Tic tac, tic tac, tic tac.
Ma la frivolezza non è l'unico ingrediente del romanzo, perché a questa leggerezza, prodotta da un umorismo un po' dark, si alternano momenti più seri, alcuni addirittura drammatici, in cui è impossibile non soffermarsi a riflettere sulle tematiche sociali, sulla condizioni in cui versano molti anziani che, completamente abbandonati dalle famiglie, diventano facile preda di gente senza scrupoli. 
Mistero a Villa del Lieto Tramonto - Mappa
Helsinki emerge nel suo nordico splendore, le nostre nonnine si divertono a percorrerla in lungo e in largo armate di girelli e bastoni, offrendo anche al lettore uno scorcio sui monumenti della città.
Nonostante il romanzo venga etichettato come "giallo" e sebbene il mistero rimanga centrale all'interno della narrazione, non ci sarà una vera e propria indagine. Le tre protagoniste cercano di venire a capo della faccenda, ma non definirei questo libro come un giallo classico, per cui mi sentirei di consigliarlo anche ai non amanti del genere.
Una nota particolare all'attenzione con cui è stata curata l'edizione Sonzogno, che oltre a regalare a questa storia una bellissima cover, inserisce all'interno del libro anche una simpaticissima mappa, per seguire le tre protagoniste nei loro spostamenti.
Mistero a Villa del Lieto Tramonto è un romanzo ironico, divertente, con personaggi meravigliosamente costruiti, che a lettura ultimata vi lascerà una grande nostalgia per queste inarrestabili vecchine.

Nota sull'autrice
Minna Lindgren è giornalista, melomane e vive a Helsinki. Mistero a Villa del Lieto Tramonto, primo di una trilogia, è il suo romanzo d’esordio, tradotto in molti paesi tra cui Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti. L’adattamento per il cinema della serie sarà firmato dal regista finlandese Neil Hardwick. 







lunedì 29 giugno 2015

Schegge d'inchiostro: Quando meno te lo aspetti - Chiara Moscardelli

Rubrica settimanale in cui vi proporrò uno stralcio di una lettura a mia scelta.



Ero cresciuta convinta che la felicità derivasse solo dall'avere o meno un uomo accanto. Come la storia della mela. Nonna Berta la spaccava in due e mi diceva che io ero la metà destra. «E quell'altra?» le chiedevo indicando la metà a sinistra. «La troverai. Quando meno te lo aspetti.» «E se invece non la trovassi?» a quel punto alzava le spalle e se la mangiava, l'altra metà non la mia.

Scheggia tratta dal libro Quando meno te lo aspetti di Chiara Moscardelli - Giunti


Oggi, diversamente dal solito, vi presento la scheggia di un libro che non ho ancora letto. La frase che vi ho proposto si trova infatti sul retro della cover e mi ha fatto sorridere.
Da bambine tutti ci parlano del principe azzurro che, in ogni fiaba che si rispetti, arriva a portare in salvo la principessa. Che le principesse possono salvarsi da sole, nessuno ce l'ha mai detto e nemmeno che siamo una bella mela, lucida ed intera, non una monca metà in attesa di essere completata.
Come avrete capito questa frase mi ha incuriosito, vi farò sapere cosa mi riserverà questa lettura!





Cosa vi ha trasmesso la citazione di oggi?
Conoscete il libro o l'autrice?
Come sempre, aspetto le vostre sensazioni!




sabato 27 giugno 2015

Recensione 'Eva e l'Assoluto' di Michela Belli





TITOLO: Eva e l'Assoluto
AUTORE: Michela Belli
EDITORE: self publishing
PAGINE: 157
GENERE: chick lit
PREZZO: 5,99 €
eBOOK ita: 1,49 €

Omaggio autore.
Eva, dolce e scorbutica, fragile e determinata, piena di interrogativi e contraddizioni. La sua sconclusionata vita ruota intorno ad una serie di certezze assolute: un grande amore impossibile, la sfida di una amicizia viscerale con un uomo, una sorella sempre più perfetta di lei, un padre totalmente insoddisfatto di sua figlia, la grande ambizione o piuttosto il desiderio legittimo di realizzare se stessa e i suoi sogni. Insomma il mondo regolarmente incasinato di una ragazza di oggi. Tranne scoprire che niente è come sembra: la vita non è fatta di bianchi o neri, né di situazioni o sentimenti immutabili. Al contrario, tutto è un continuo divenire e lei dovrà confrontarsi con delusioni e sorprese, con prove di forza e prese di coscienza delle proprie debolezze mentre procede nella ricerca della sua strada. L'unica, assoluta, certezza è che non ci sono certezze! Non può sapere cosa le riserva il futuro, può solo andargli incontro con la consapevolezza di aver seguito il suo cuore.
Eva è una ragazza come tante, ha un grande sogno da realizzare, ma vive in una sorta di pantano emotivo, intrappolata in un lavoro da segretaria che non la soddisfa e immobilizzata dalla paura di lanciarsi a capofitto nella sua più grande passione: la scrittura. Eva, con il suo bagaglio di desideri, insicurezze e delusioni, desidera diventare una scrittrice con ogni molecola del suo essere ma fatica a superare gli ostacoli che si frappongono tra lei e il suo sogno, primo fra tutti il giudizio di un padre che non approva le sue scelte. Vorrebbe lanciarsi in un nuovo amore ma non riesce a scrollarsi di dosso la delusione infertale da Christian, l'uomo che credeva perfetto per lei e che, senza indugi, le ha spezzato il cuore. 
Eva vive di emozioni ma è alla continua ricerca di certezze, di punti fermi, di verità assolute a cui aggrapparsi. La vita più che darle risposte continua a farle domande, e allora, senza quasi accorgersene, si troverà a scegliere se trasformare il rapporto di amicizia fraterna con Gabriele in qualcosa di diverso e dovrà decidere se dare un'altra possibilità a Chris, ricomparso nella sua vita, pentito e cambiato.
Dove la condurrà il suo desiderio di vivere una vita assoluta
Eva e l'Assoluto presenta tutti gli ingredienti del chick lit, che lo rendono una lettura leggera e frizzante. La protagonista è una ragazza comune: avventata, indecisa, sensibile ed ironica. Il libro risulta infatti quasi un flusso di coscienza in cui si riversano i suoi pensieri, spesso confusi e contorti. 
La scrittura risente dell'esordio, in determinati punti manca una revisione accurata, alcuni termini avrebbero potuto essere scelti in maniera più precisa, evitando ripetizioni e fluidificando le frasi, ma sono defaillance comprensibili trattandosi di un'opera prima.
Eva e l'Assoluto è una lettura briosa, perfetta per l'estate, che vi strapperà qualche sorriso sotto l'ombrellone, riservandovi un finale per nulla scontato.

Nota sull'autrice
Michela Belli è nata a Napoli il 21 giugno 1982. 
É laureata in lingue e letterature dell'Europa e delle Americhe presso l'Istituto Orientale di Napoli.
L'accompagnano da sempre una passione sfrenata per Virginia Woolf e Vasco Rossi.
Attualmente vive a Follonica, Maremma Toscana, dove gestisce un hotel con la sua famiglia. Vive un felice matrimonio ed è la mamma orgogliosa e perdutamente innamorata di Virginia.

Frase sottolineata
Quella sensazione di panico, che mi attanagliava lo stomaco quando a scuola dovevo sostenere lo sguardo della prof di matematica, che sapeva bene quale frana inenarrabile io fossi con i numeri, ora mi sorprende di nuovo, quando d’un tratto tutto mi è desolatamente chiaro: io non sarò mai una scrittrice.

VALUTAZIONE
- Sorrisi  - Lacrime x - Risate  - Suspense x - Brividi x - Rabbia x



VOTO
Piacevole.


Profumosità




venerdì 26 giugno 2015

#36 Top Five: Cinque incantevoli biblioteche immaginarie

Rubrica ideata da me, in cui stilerò un elenco di 5 elementi appartenenti all'universo libresco,
in base alla tematica della settimana.



Buongiorno, lettori!
Per un attimo ho temuto che questo weekend non arrivasse più, e invece eccoci finalmente a venerdì. E come ogni venerdì ecco una Top Five tutta per voi.
Ogni qualvolta leggo di luoghi zeppi di libri polverosi, con ostinazione quasi infantile desidero ardentemente teletrasportarmici. Ditemi che capita anche a voi!


Cinque incantevoli biblioteche immaginarie 

1. Il cimitero dei libri dimenticati
Chi ha letto L'ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon, saprà di cosa parlo. Odore di carta e magia, un'immensa biblioteca, zeppa di libri di ogni foggia e provenienza, libri abbandonati, scampati all'oblio. Ogni volume ha un'anima e ogni fortunato visitatore avrà il privilegio di salvarne uno.






2. La biblioteca di Belle
Questo è senza dubbio il mio sogno da bambina (e lo è restato anche da adulta, scusate la monotonia). Scoprire che non tutte le principesse adorano indossare abiti rosa confetto, ballare lenti e ricamare, mi ha fatto sentire una settenne migliore.
Chi non avrebbe voluto ricevere in dono una meraviglia simile? Chi?


3. La biblioteca di Hogwarts 
Se adorate la magia, questa è un'altra biblioteca che vi avrà fatto sognare. Piena di libri incantati ed occulti, libri pronti a svelarvi le loro formule e volumi pericolosi dai quali tenersi alla larga...

4. La biblioteca del monastero di Eco
Chi ha letto Il nome della Rosa, ricorderà senza dubbio la labirintica biblioteca del monastero, tutta cunicoli e svolte, segreta custode di ogni sapere, antico e moderno. Tomi polverosi e antichissimi che, come sentinelle, vegliano sulla verità.




5. La biblioteca di Agatha Christie
Chi ama la regina del giallo, non sarà rimasto immune al fascino delle biblioteche inglesi. Nelle grandi case di campagna, il camino sempre acceso, le logore poltrone in pelle, gli ordinati volumi rilegati, gli spessi tappeti, le imponenti scrivanie.
Ecco, del cadavere possiamo anche farne a meno...intralcerebbe la lettura!





E adesso ditemi cosa ne pensate dei cinque punti di oggi! 
Anche voi subite il fascino delle biblioteche immaginarie?
Qual è la vostra preferita?


giovedì 25 giugno 2015

Recensione 'Il confine del silenzio' di C. L. Taylor




TITOLO: Il confine del silenzio
AUTORE: C. L. Taylor
EDITORE: Longanesi
PAGINE: 320
GENERE: thriller
PREZZO: 16,40 €
eBOOK ita: 9,99 €
Store Online: Qui


Qui la sinossi del libro.

Susan Jackson è una donna realizzata, sposata con un politico affermato, vive in una bella casa con il marito, la figlia quindicenne Charlotte e Milly, un golden retriever ormai attempato.
Ma un tragico evento cambierà ogni cosa: Charlotte viene investita da un autobus e finisce in coma. Susan è distrutta dal dolore e, contrariamente al marito, non crede si sia trattato di un incidente. E' convinta che qualcuno abbia voluto la morte di sua figlia e teme possa esserci un legame con il suo passato.
«Nascondere questo segreto mi sta uccidendo», questa la frase che Susan trova nel diario della figlia, in coma dopo essere stata travolta da un autobus.
Per Sue questa frase è la conferma dell'atroce sospetto che l'attanaglia dal giorno dell'incidente, il sottile e lacerante dubbio che non sia stata una fatalità ma che qualcosa abbia spinto Charlotte a gettarsi sotto quell'autobus.
Susan inizierà a seguire il filo dei suoi sospetti, che sembrerà annodarsi con il filo di una storia passata, violenta e dolorosa, che ha segnato tutta la sua vita.
Il lettore più che fare da spettatore, le camminerà accanto, si troverà al suo fianco in una ricerca che porterà a galla verità inaspettate, sempre più desideroso di scoprire la verità.
In quest'ultimo periodo ho letto diversi thriller psicologici, alcuni anche scorrevoli e accattivanti, ma spesso privi di quel senso di suspense e imprevedibilità che è sempre bello trovare in questo genere di letture.
Il confine del silenzio è un thriller che tiene fede al suo nome, nel quale il lettore fa il suo ingresso lentamente, passo dopo passo, in bilico su una corda instabile, cercando di capire chi ne regge le estremità.
Sue è all'apparenza una donna fragile, senza dubbio provata da un passato difficile, di cui porta cicatrici tangibili. Ma l'amore immenso per Charlotte le regalerà una forza che non sospettava di possedere, trasformandola in una madre pronta a tutto pur di proteggere sua figlia.
Ciò che più mi ha trasmesso angoscia è l'amara consapevolezza di Susan, l'assoluta lucidità con cui si rende conto di non essere presa sul serio, di non essere credibile a causa del suo passato. Credo che non ci sia sensazione peggiore di questo senso di impotenza e solitudine, dell'urlare senza voce, perché nessuno è disposto a crederti, nemmeno le persone a lei più care. 
Ammetto che spesso i miei giudizi su questa tipologia di libri sono influenzati dal taglio dei miei studi. Quando il sostrato psicologico è ben fatto, i meccanismi sono credibili e gli ingranaggi ben oliati, ne rimango inevitabilmente affascinata. E questo è uno di quei libri con una base ben costruita.
Seguendo uno schema già visto, i capitoli al presente si alternano a quelli appartenenti al passato, in cui una giovane Sue scivola in una storia distruttiva e pericolosa.
Che rapporto c'è tra passato e presente?
Cosa cela la vita di una quindicenne apparentemente comune?
Vi lascio con questi interrogativi, certa che vi guideranno alla scoperta di un emozionante thriller.


Nota sull'autrice
L’autrice, nata a Worcester, dopo la laurea in Psicologia si è trasferita a Londra per lavorare nell’editoria medica. In seguito ha vissuto a Brighton, dove ha lavorato comegraphic designer e web developer. Attualmente vive a Bristol con il compagno e il figlio e si divide tra la scrittura e il lavoro presso l’università londinese.

La mia nota curiosa 
Con il titolo originale, The accident, il libro ha venduto in Inghilterra oltre 100.000 copie in un mese ed è stato tradotto in molte parti del mondo, tra cui Nord America, Francia e Germania.

Frase sottolineata
«Sue.» Una voce maschile sussurra il mio nome e il mio corpo si spegne. Non riesco a muovermi, Non riesco a parlare. A respirare. Le auto passano veloci e io aspetto. «Sue.»

VALUTAZIONE
- Sorrisi  - Lacrime  - Risate x - Suspense  - Brividi  - Rabbia 




VOTO
Bello.
Profumosità




mercoledì 24 giugno 2015

#13 Amore a prima vista: Le invasioni quotidiane - Mazarine Pingeot

Rubrica ideata da me, in cui vi presenterò le copertine che mi hanno
conquistato al primo sguardo.








Presentazione del libro


Titolo: Le invasioni quotidiane
Autore: Mazarine Pingeot
Editore: Baldini&Castoldi
Formato: rilegato

Sinossi
È una mattina come le altre per Joséphine, autrice di libri per bambini, finché non si rompe la lavastoviglie e tutto cambia, come se un piccolo inconveniente potesse davvero scatenare una valanga di eventi incontrollabili: un ex marito così invadente da insinuarle il dubbio che non voglia affatto separarsi; un nuovo editor di cui non sa nulla; un inquietante scoperto in banca. Nel frattempo, in balia di questa quotidianità che rischia di travolgerla, Kant – il pappagallo immaginario che, come il Grillo Parlante, la rimprovera quando dimentica la razionalità – le ricorda il suo ruolo di madre (ma come dimenticare i suoi due gioielli, Adrien e Gabriel?) e di professoressa universitaria (anche se questo, ogni tanto, preferirebbe dimenticarlo). Irrefrenabile, spontanea, insicura, in dodici giorni Joséphine affronterà un viaggio interiore che la porterà a scoprire dentro di sé una persona coraggiosa, disorganizzata ma determinata a vivere la sua vita: come madre, amante, scrittrice e insegnante. 

Cosa mi ha colpito?
D'impatto mi hanno colpito i colori pastello e la primaverile vivacità dell'immagine.
Mi piace molto la prospettiva dal basso con i fiori che, anziché essere sovrastati, sovrastano. I fiori rappresentano la fragilità, eppure in questa immagine emergono con prepotenza, quasi con ribellione. E' come se lottassero per non farsi soffocare dal caos che li circonda. Una lotta comune un po' a tutti noi.

Impressioni post-lettura
Sarà tra le prossime letture!



E voi cosa ne pensate di questa cover?
Cosa vi trasmette?




martedì 23 giugno 2015

Recensione: 'Una casa sul mare del nord' di Nina George




TITOLO: Una casa sul mare del nord
AUTORE: Nina George
EDITORE: Sperling&Kupfer
PAGINE: 324
GENERE: romanzi stranieri
PREZZO: 16,90 €
eBOOK ita: 9,99 €
Link store online: Una casa sul mare del nord


Qui la sinossi del libro.
Marianne ha sessant'anni, porta il bagaglio pesante di una vita infelice ed è decisa a farla finita. Ma quando scavalca il parapetto sulla Senna ormai determinata a lasciarsi andare, non immagina cosa la vita le riserverà.
Qualcuno la porterà in salvo e, seguendo per la prima volta il suo istinto, Marianne si troverà in Bretagna, in un paesino affacciato sull'oceano che le insegnerà di nuovo a vivere.
Dopo aver letto e amato Una piccola libreria a Parigi, aspettavo con trepidazione questo secondo libro di Nina George.
Una casa sul mare del nord è una storia che parla di rinascita, è il lungo risveglio di Marianne che, dopo sessant'anni di torpore, seppellita in un matrimonio di non-amore e in una vita da spettatrice, si trova improvvisamente a vivere, a scegliere, ad assaporare.
E così, quello che sarebbe dovuto essere il suo ultimo atto, l'ultimo viaggio verso l'oceano nel quale Marianne aveva deciso di lasciarsi morire, si trasformerà in un cammino di scoperta.
La decisione di morire è la prima scelta che Marianne compie nella sua vita, vissuta all'ombra di Lothar, un marito insensibile ed egoista.
La morte le appare come l'unico atto di ribellione possibile, per sfuggire al grigiore di un'esistenza scialba, che l'ha ormai totalmente inghiottita.
Era la prima decisione che prendeva da sola. La prima volta in assoluto che stabiliva che cosa fare. E Marianne aveva deciso di morire. In quel posto, in quel momento.
Ma la vita a volte, dopo aver preso, decide di dare ed è proprio quello che succederà a Marianne, che in un paesino della Bretagna, imparerà ad ascoltare se stessa e le mille voci della natura. Imparerà a gustare il cibo e ad abbandonarsi al rumore delle onde, si riscoprirà una donna e ricorderà i suoi sogni. 
La scrittura è intrisa di leggerezza, ho ritrovato le descrizioni magiche del libro precedente, anche se questa storia mi ha coinvolto di meno, forse perché lo sviluppo era facilmente prevedibile, forse perché il percorso di rinascita di Marianne mi è sembrato fin troppo semplice e immediato. Però il messaggio di fondo è sicuramente positivo e mi piacerebbe riassumerlo in una frase che trovo calzante:
Se non ti piace dove sei, cambia. Non sei un albero. Jim Rohn

Nota sull'autrice
Nina George è nata in Germania nel 1973 e ha iniziato la sua attività di scrittrice e giornalista nel 1992. Autrice di romanzi e racconti, ha vinto numerosi premi per il suo lavoro. Vive ad Amburgo con il marito Jens Kramer. È l'autrice del bestseller Una piccola libreria a Parigi.

Frase sottolineata
Non si era mai sentita tanto affamata di vita, e ora le scoppiava il cuore per il tormento di aver perso così tanto tempo.

VALUTAZIONE
- Sorrisi  - Lacrime  - Risate x - Suspense x - Brividi x - Rabbia x



VOTO
Piacevole.


Profumosità