Recensione 'La felicità mi aspetta' di Chiara Pelossi Angelucci

Titolo: La felicità mi aspetta
Autore: Chiara Pelossi Angelucci
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 240
Genere: romanzi italiani
Prezzo: 18,90 €
eBook: 9,99 €

Omaggio ce

Nota sull'autrice
Chiara Pelossi-Angelucci è nata a Domodossola e vive da (quasi) trent'anni in Canton Ticino. Quando la figlia Anna è guarita da una grave malformazione congenita, ha «tradotto» la sua personale terapia del sorriso in due romanzi umoristici autopubblicati, Di pancia, di cuore...da ridere, che sono diventati bestseller. Nel memoir Cento lacrime, mille sorrisi (Sperling & Kupfer 2014) ha raccontato l'esperienza della sua famiglia alle prese con la malattia della piccola Anna: il libro, in cui si alternano con naturalezza momenti toccanti e passaggi più leggeri, è stato molto apprezzato e tradotto anche in lingua francese. La felicità mi aspetta (e questa volta non farò tardi) è il suo nuovo romanzo.

Agata è reduce da un matrimonio finito, lavora con gli amici Nadia e Luca per Cuoche in compagnia, la loro società di catering. Eppure Agata non riesce a voltare pagina, non riesce a dimenticare Marco, il suo ex marito, né ad ascoltare i consigli di nonno Angus, che la incita a ricominciare.  Riuscirà a lasciarsi il passato alle spalle?
Agata è una donna profondamente delusa dalla fine del suo matrimonio. Il marito l'ha lasciata per un altro uomo e lei non riesce a farsene una ragione. Cuoche in compagnia, la società di catering aperta con l'amica Nadia - appassionata di new age - e il fratello di lei, Luca, non sembra darle gli stimoli giusti. Continua a rifugiarsi in un mondo sospeso, dove Marco è ancora  al suo fianco e la sua vita non ha bisogno di cambiamenti.
Nonno Angus, un ottantenne vedovo ma ancora vitale ed appassionato, cerca di scuoterla, di stuzzicare la sua gioia di vivere, apparentemente senza ottenere risultati.
Finché un giorno il nonno, accompagnato dal suo assistente, Yan, non decide di partire per un viaggio alla ricerca della sua prima fidanzatina, trascinando con sé anche Agata e l'incontenibile zia Flo.
Un viaggio che potrebbe rimescolare le carte e schiudere davanti ad Agata nuovi orizzonti.
La prospettiva dalla quale si osserva la propria vita cambia quando un incidente ne scuote gli equilibri, le cose che sembravano importanti fino a pochi attimi prima diventano, come per incanto, prive di valore e modificano inevitabilmente il metro con il quale misuriamo la nostra felicità, per sempre.
La felicità mi aspetta è una lettura leggera, con uno stile molto semplice, non adatto a chi è alla ricerca di una lettura che si riveli qualcosa di diverso da un intermezzo tra libri più densi di contenuto e forma. Detto ciò, ci sono degli elementi che ho apprezzato: la componente culinaria, l'espediente del viaggio, ed in particolare la figura di nonno Angus. Per me, che non ho avuto la fortuna di avere un rapporto così con i miei nonni, il legame tra Agata e Angus è stato particolarmente bello da leggere. Un nonno sopra le righe che, come un angelo custode un po' rude, veglia sulla nipote cercando di aiutarla a ritrovare la perduta felicità. 
Cosa non mi ha convinto? La caratterizzazione dei personaggi troppo stereotipata. In particolare quella di Marco (l'ex marito gay di Agata, che conosciamo attraverso i suoi ricordi) e di Nadia, l'amica appassionata di yoga e new age. In molti punti patiscono questa etichettatura forzata, risultando poco credibili.  
La storia in sé mi è sembrata un po' stiracchiata, ci sono delle parti superflue, che non aggiungono né tolgono nulla alla vicenda. Anche l'epilogo non mi ha lasciato molto, sebbene in romanzi così leggerini il lieto fine sia quasi d'obbligo, mi sarei aspettata un guizzo di originalità.
Ciò nonostante credo che l'autrice abbia buone potenzialità, sa descrivere le emozioni, e leggerò sicuramente il suo primo libro, Cento lacrime, mille sorrisi, un memoir in cui racconta l'esperienza della sua famiglia alle prese con la malattia della figlia. La tematica mi ha molto colpito, così come l'estratto letto qualche giorno fa. 








Commenti

  1. l'ho visto in libreria e poi ero in dubbio e non l'ho preso. mi sa che ho fatto bene, almeno per il momento. magari se poi esce in economica gli do una http://www.audreyinwonderland.it/chance...

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    1. sì, magari in quel caso potresti farci un pensierino :)

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  2. La società di catering è uno dei miei due sogni lavorativi...però dato il tuo pensiero sul libro credo proprio che passerò.

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  3. Mi incuriosiva però non sono poi così tanto convinta nel leggerlo :p

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    1. Il libro è pregno di significati che vanno oltre la storia, Io l'ho letto e mi è piaciuto molto e lo consiglio a chi ha voglia di cambiamento e di rinascita. I consigli del nonno sono imperdibili e la zia mitica! credo fermamente che ogni lettore sia diverso e che debba sperimentare ! Barbara Bazzana

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