Recensione 'Lo specchio nero' di Gianluca Morozzi

Titolo: Lo specchio nero
Autore: Gianluca Morozzi
Editore: Guanda
Pagine: 333
Genere: noir/giallo
Prezzo: 18,o0 €
eBook: 5,99 €

Omaggio ce

Nota sull'autore
Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Presso Guanda ha pubblicato il saggio L’Emilia o la dura legge della musica e i romanzi Blackout, L’era del porco, Despero, Colui che gli dei vogliono distruggere, Cicatrici, Chi non muore, Lo scrittore deve morire (con Heman Zed) e Radiomorte.
Walter Pioggia si sveglia in un appartamento sconosciuto. Sul letto giace una donna di cui non ha nessuna reminiscenza. Ma questo non è tutto. La donna è priva di vita, e un uomo è riverso nella vasca da bagno, anch'egli cadavere. Cosa ha condotto Walter in quella casa? E perché al suo risveglio stringe in mano un pugnale? Questo elemento, insieme alla porta dell'appartamento chiusa dall'interno, sembrerebbero chiari indizi della sua colpevolezza. Ma perché avrebbe dovuto compiere due omicidi? Walter lascia quella casa degli orrori in preda al panico, in una Bologna ancora addormentata.
Walter Pioggia è un editor scrupoloso, conduce una vita abitudinaria concedendosi di tanto in tanto qualche serata alcolica in compagnia di amici e colleghi. Quando si sveglia in una casa sconosciuta, con due cadaveri accanto ed un'arma in pugno, il suo mondo sembra destinato a crollare. Chi sono l'uomo e la donna privi di vita? E cosa c'entra lui in quella vicenda? Walter fugge dall'appartamento in preda al panico, non ricorda assolutamente niente della serata precedente, tranne l'intenzione di recarsi in un locale per assistere ad un concerto. Ma cosa è accaduto dopo? Walter attende che la Polizia faccia irruzione in casa sua da un momento all'altro, accusandolo di crimini che non può credere di aver commesso, ma quando questo non si verifica, cerca di comprendere i dettagli della vicenda, arrivando a convincersi di aver immaginato tutto. Purtroppo la verità si rivelerà  ben diversa,  e presenterà il conto di un oscuro passato.
Lo specchio nero è un elogio al giallo classico, tutta la storia si snoda infatti intorno all'enigma della camera chiusa, nel quale l'attenzione non è rivolta tanto all'identità dell'assassino quanto alle modalità con cui il crimine è stato commesso, dal momento che la stanza del delitto era chiusa dall'interno. 
L'autore è molto bravo ad intessere l'intreccio e a depistare il lettore, e l'incrocio delle due trame (nel tipico schema passato/presente) si rivela ben orchestrato. Cosa non mi ha convinto? Ho trovato alcuni dialoghi poco fluidi, in particolare quelli ambientati nella Bologna degli anni ottanta. Il protagonista non mi ha conquistato, mi sarei aspettata una maggiore verve e qualche guizzo di personalità in più. La scrittura è sicuramente scorrevole, si procede nella storia senza fatica, sebbene la prima parte sia più lenta rispetto alla seconda. Una cosa che ho apprezzato molto è l'ambientazione, una Bologna avvolta da un alone noir, che a tratti mi è sembrata il personaggio più spaventoso del libro. Un giallo che offre qualche ora di intrattenimento, senza convincere né coinvolgere fino in fondo.









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