Recensione 'Le invasioni quotidiane' di Manzarine Pingeot

Omaggio CE
Titolo: Le invasioni quotidiane
Autore: Mazarine Pingeot
Editore: Baldini&Castoldi
Pagine: 208
Genere: romanzi stranieri
Prezzo: 16,00 €
eBook: 7,99 €



Nota sull'autrice
Nata a Parigi nel 1974 si laurea in Filosofia all’École Normale Supérieure di Fontenay Saint-Cloud. Il suo esordio narrativo avviene nel 1988 con Premier Roman. Collabora con diverse testate giornalistiche ed è docente associata di Filosofia.


Joséphine ha quasi quarant'anni, due figli e un divorzio alle spalle. Un ex marito difficile da gestire e un lavoro da scrittrice tutto in salita. A ciò si aggiunge un conto in rosso e un nuovo editor che potrebbe non rinnovare il suo contratto. Riuscirà Joséphine a sopravvivere alle invasioni quotidiane? E in questo caos, ci sarà posto anche per l'amore? 
La prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo è stata la cover, alla quale ho dedicato un appuntamento all'interno della rubrica Amore a prima vista: i colori pastello, l'aria primaverile, i fiori che si fanno strada in una Parigi metropolitana, mi hanno subito affascinato.
E come le margherite, anche Joséphine cerca di fronteggiare le pressioni quotidiane: un ex marito che continua ad interferire nella sua vita, due figli da gestire, un lavoro come docente e un altro come scrittrice di storie per bambini. Ed è proprio quest'ultimo impiego a crearle maggiori ansie, il suo editor viene sostituito e lei è letteralmente terrorizzata dall'idea che il suo nuovo capo possa revocarle il contratto.
Ammetto che purtroppo tra me e Joséphine non è scattata nessuna empatia
Da una donna di quarant'anni, docente universitaria, madre di due bambini, mi sarei aspettata uno spessore caratteriale ben diverso. E invece per dodici giorni assistiamo allo svilupparsi di un personaggio poco credibile, che mette continuamente in atto atteggiamenti poco consoni e inadeguati.
E non si tratta di sbadataggine, caratteristica che spesso ritroviamo nelle protagoniste dei chick lit e che può renderle anche simpatiche, no. Joséphine è semplicemente inopportuna. E quindi quando il suo conto va in rosso, lei dapprima si dimostra seriamente preoccupata per la sua sorte e quella dei bambini (il padre non versa loro gli alimenti concordati), poi cosa fa? Entra in un negozio e acquista un paio di scarpe costosissime, consapevole del fatto che non le indosserà mai. Ecco, da madre non ho apprezzato alcuni atteggiamenti e spesso i comportamenti della protagonista non hanno suscitato in me l'ilarità sperata. E' il caso delle continue offese che lei e l'ex marito si scambiano davanti ai bambini o della poca determinazione con cui Joséphine contrasta gli atteggiamenti di un uomo deleterio ed invadente.
In più di un'occasione ho faticato a capire il suo comportamento, come quando si trova in banca per discutere con il direttore della complicata situazione finanziaria e ad un tratto - per ripicca o Dio solo sa perché - decide di rubare un cucchiaino, infilandolo in un calzino. Ho trovato poco fortunate certe scelte dell'autrice, che a mio avviso hanno dato vita ad un personaggio troppo artificioso.
Di contro, ho apprezzato la Parigi inedita, che una volta tanto non invade il romanzo con i suoi lacrimevoli cliché ma rimane sullo sfondo, al pari di una qualunque metropoli europea. 
Lo stile della Pingeot ha degli spunti esilaranti - mi dispiace che ad esempio non sia stato concesso maggiore spazio al pappagallo Kant (sì, come il filosofo), volatile immaginario che rappresenta la coscienza di Joséphine - tuttavia nell'insieme ho trovato la lettura poco scorrevole, forse perché i monologhi hanno la meglio sui dialoghi. Il messaggio di fondo è incoraggiante, la vita ci concede sempre una seconda opportunità e si può crescere anche a quarant'anni, ma purtroppo non sono riuscita ad apprezzare i passaggi attraverso i quali la protagonista viene condotta verso questo epilogo. 






Commenti

  1. Che peccato!!! La cover avrebbe spinto anche me ad acquistare il libro ma non penso l'avrei apprezzato!!!

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    1. purtroppo non sono riuscita a comprendere la psicologia della protagonista e questo ha influito molto sul mio giudizio :(

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  2. Oddiooo :( Non sai quanto lo volevo leggere!!!
    Forse proverò ugualmente :)

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    1. Leggilo comunque, Fede! Non è un brutto libro, non è scritto male...semplicemente io ho provato antipatia per una protagonista che non sono riuscita a comprendere, magari a te farà un effetto diverso :)

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  3. Aia aia :/ mmmh... Mi voglio frenare

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    1. :/ se a pelle non ti incuriosisce passa oltre, ci sono tante belle letture su questo genere femminile e leggero :)

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  4. la copertina mi ha subito attirata in libreria ma poi dalla trama e dalle prime pagine non è scattato niente e l'ho lasciato lì... mi fai pensare di avere fatto bene ;-)
    http://www.audreyinwonderland.it/

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  5. Mannaggia speravo meglio...però Parigi anche se resta sullo sfondo cattura il cuore, sempre.

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