Recensione 'Pista nera' di Antonio Manzini





TITOLO: Pista nera
AUTORE: Antonio Manzini
EDITORE: Sellerio
PAGINE: 278
GENERE: gialli italiani
PREZZO: 13,00 €
eBOOK ita: 8,99 €

Qui la sinossi del libro.

Rocco Schiavone è un vicequestore, romano d'origine, trapiantato forzatamente ad Aosta. Non ha un bel carattere, odia la montagna, detesta il suo lavoro, è incline alla violenza e la sua moralità è piuttosto dubbia. La prima vera indagine che si trova a svolgere sui monti riguarderà l'omicidio di Leone Micciché, siciliano sposato con una donna del luogo, il cui cadavere viene rinvenuto da un gattista inesperto. Questo caso metterà a dura prova i nervi e le calzature inadatte alla neve del vicequestore che, con mezzi non del tutto ortodossi, riuscirà a portare a termine l'indagine.
La pista nera è il primo libro di Manzini che ha come protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, un personaggio nato per farsi odiare. Ma cosa lo rende così insopportabile?
Innanzitutto i suoi modi: è un violento che non esita a ricorrere all'aggressività. Non ha nessun rispetto per i colleghi, che umilia e svilisce continuamente. Non ha rispetto nemmeno per la divisa che rappresenta, che è disposto ad infangare pur di ottenere facili guadagni. Ama la bella vita, l'agio, i beni materiali. Detesta il suo lavoro, per lui un omicidio è solo un'enorme scocciatura. Eppure, nonostante tutti questi elementi, è un altro aspetto a renderlo davvero repellente: la sua assoluta credibilità. Perché Rocco Schiavone è un perfetto rappresentante dell'Italia peggiore, quella corrotta, quella soggiogata al dio denaro, senza etica né morale. Un'Italia tristemente e dolorosamente attuale. Proprio questo, a mio avviso, toglie al personaggio una buona dose della "leggerezza" originaria, ammantando anche l'umorismo di una nota amara. 
Nonostante il protagonista non abbia conquistato la mia simpatia, la sua coatta romanità strappa parecchi sorrisi, la lettura prende, coinvolge, tanto da avermi spinto a divorare quasi trecento pagine in un solo giorno. E, proseguendo nella narrazione, a sorpresa, Rocco ci svelerà anche un lato più umano e una sua etica molto personale.
Le indagini sul caso si alternano infatti a momenti di introspezione del commissario (pardon, vicequestore, lui ci tiene), dove pensieri dolorosi e solitari svelano una fragilità di fondo, fino all'epilogo finale in cui comprendiamo l'entità dello squarcio che l'uomo, privato di titoli ed etichette, porta dentro.
Tutto ciò ovviamente non giustifica la sua condotta, però conferisce un'anima a questo protagonista così eccessivo e politicamente scorretto.
Ho apprezzato molto l'ambientazione valdostana, il paesino di Champoluc, quasi una famiglia allargata in cui tutti si conoscono, dove i negozi restano a volte incustoditi, dove la neve ammanta ogni cosa di nobiltà.  Di rilievo anche la cura per i dettagli descrittivi, sia nelle ambientazioni che nei personaggi. Il giallo è ben architettato, prestando attenzione ai particolari è possibili venire a capo del mistero e scoprire l'identità dell'assassino.
Sicuramente leggerò le altre avventure di Rocco Schiavone, vi consiglio quindi questo giallo italiano davvero piacevole, da gustare in montagna o, perché no, sotto l'ombrellone.

Nota sull'autore
Antonio Manzini, attore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio La giostra dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui è seguito La costola di Adamo (2014) e Non è stagione (2015). Ne fanno parte anche i racconti presenti nelle antologie poliziesche Capodanno in gialloFerragosto in giallo Regalo di Natale, pubblicate da questa casa editrice.

La mia nota curiosa 
In un'intervista, Manzini risponde così alla domanda su quale genere prediliga leggere:
"Romanzi, è ovvio. Devo alternare i grandi scrittori con i “rischi” ossia quegli scrittori che non conosci e che affronti per pura curiosità. A cadenza fissa, come fosse un mantra, mi leggo un paio di racconti di Cechov fra un libro e l’altro. Aiutano a resettare la testa."

Frase sottolineata
Ma non si può toccare l'orrore senza farne parte. E lui lo sapeva. Doveva per forza infilare le mani in quella melma appiccicosa, in quello schifo di palude per catturare i coccodrilli. E per farlo doveva trasformarsi inevitabilmente anche lui in una creatura di quei posti. Doveva sporcarsi.

VALUTAZIONE
- Sorrisi  - Lacrime X - Risate  - Suspense  - Brividi X - Rabbia 




VOTO
Più che piacevole.


Profumosi


Commenti

  1. Anche io all'inizio detestavo cordialmente Rocco, la sua arroganza e i suoi modi villani. Ora che sono al terzo libro non dico che lo amo, ma comincio ad apprezzarne alcuni aspetti. E il personaggio di Marina non lascia indifferenti :-)

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    1. magari pian piano inizierò ad apprezzarlo anch'io :) sicuramente leggerò gli altri!

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  2. Io ho letto Non è stagione (lo so, partire dall'ultimo romanzo di una serie non è furbo, ma mi hanno prestato il romanzo e non ho resistito), mi è piaciuta l'ironia dei dialoghi e anche il personaggio di Schiavone tutto sommato non mi è dispiaciuto. La trama...insomma, un po' esile. Magari leggerò anche gli altri libri, questa volta in ordine cronologico!

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    1. sì, anche in questo primo libro l'intreccio non ha nulla di speciale, ma nell'insieme è una lettura piacevole e ironica :)

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  3. Ti comunico che domani dopo le ore 10.00 troverai nel mio blog un post dove vieni premiata con il Boomstick Award :)

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  4. Complimenti per la tua recensione. Ho riportato l'indirizzo in questo mio post sul mio blog http://ach-thebrother.tumblr.com/post/131431812430/appena-finito.

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