Recensione 'Non chiedermi come sei nata' di Annarita Briganti

TITOLO: Non chiedermi come sei nata
AUTORE: Annarita Briganti
EDITORE: Cairo
PAGINE: 204
GENERE: romanzi italiani
PREZZO:  13,00 €

Nota sull'autrice
Annarita Briganti, giornalista culturale, scrive di libri su tutti i media cartacei e digitali di Repubblica. Collabora al Mucchio. È una delle ideatrici e curatrici del “Soggiorno letterario”, un ciclo di presentazioni segrete a Milano. Si occupa di qualsiasi cosa abbia a che fare con la letteratura. Non chiedermi come sei nata è il suo primo romanzo. Ama i dolci, le storie e gli scrittori.

Gioia ha trentanove anni quando perde un bambino che non sapeva di portare in grembo. Viene sottoposta ad un intervento d'urgenza e da quel momento solo una cosa le appare ben chiara: lei, quel figlio, lo desiderava.
Se fino ad allora pensava che la maternità potesse attendere e la immaginava come un progetto a portata di mano in un prossimo futuro, all'improvviso scopre che il suo apparato riproduttivo non funziona come dovrebbe e solo innumerevoli cure, tentativi e interventi potrebbero forse condurla alla maternità. 
Gioia è pronta a tutto pur di diventare madre, ma la sua relazione con Uto, fidanzato storico, si rivelerà altrettanto pronta? E quali ostacoli dovrà superare per inseguire il suo sogno?

Mi commuovo. Sento di essere solo all'inizio ma ho la certezza che farò di tutto per avere un figlio. Cosa resterebbe altrimenti del nostro affannarsi terreno? Come andrebbe avanti il mondo?
Un aborto inaspettato, una gravidanza inattesa, il panico, la paura, l'intervento e poi la consapevolezza. Una vita ha appena smesso di esistere. Gioia è sicura che si trattasse di una femmina e, se fino a quel momento non aveva pensato alla maternità come ad un progetto imminente, proprio allora comprende di desiderare profondamente un figlio.
Ma purtroppo le cose non sono così semplici, le sue tube sono in pessimo stato, l'ovulazione è ridotta e il fattore anagrafico non aiuta, per cui Gioia può sperare di diventare madre solo rivolgendosi alla scienza che, nei panni dell'amico e ginecologo Andrea, prenderà a cuore la sua situazione.
Gioia è una giornalista culturale freelance e anche Uto, il suo fidanzato storico, è un giornalista. Gioia e Uto hanno un rapporto consolidato ma non molto convenzionale, la loro è una relazione aperta, non abitano nella stessa casa perché Uto pretende i suoi spazi, condividono viaggi, aperitivi, conoscenze altolocate, e una mentalità antiborghese. Vivono al di fuori degli schemi, non si precludono flirt passeggeri e si perdono spesso in serate alcoliche. Ma poi tornano a cercarsi, ad apprezzare la compagnia l'uno dell'altra, a progettare vacanze insieme.
Nonostante il caos che la circonda, Uto è per Gioia un punto fermo. Entrambi pensano che un figlio potrebbe fare da collante alla loro coppia, ma la ricerca della genitorialità si rivelerà un percorso irto di difficoltà non preventivate. Gioia inizierà delle cure ormonali che metteranno a dura prova il suo equilibrio psicofisico e fin dall'inizio di questo percorso si ritroverà completamente sola. Uto si limiterà a fornire il suo contributo biologico ed economico, ma a livello emotivo assisteremo ad un suo progressivo ed inesorabile allontanamento.
Stordita dagli ormoni, smarrita in un corpo che non riconosce, delusa da ogni tentativo fallito, amareggiata dall'assenza del suo uomo nei momenti più difficili, Gioia si troverà a lottare per diventare madre e mentre il suo corpo provato sembrerà insensibile alle cure e, psicologicamente segnata, proverà vergogna e si convincerà di essere difettosa, un unico scenario si aprirà davanti a lei: la fecondazione eterologa, negata alle donne italiane. Perché in Italia ancora troppe restrizioni impediscono alle coppie sterili di avere figli. Per non parlare dei genitori single.
Uto è un personaggio asettico e meschino, non ha il coraggio di lasciare Gioia, è pronto a fare un figlio con lei ma non a condividerne gli aspetti sconvenienti e dolorosi. E Gioia, in questo cammino fatto di aghi, gonfiori, sbalzi d'umore, sonnolenza, visite ginecologiche, si troverà a decidere se portare avanti il suo più grande  desiderio anche senza un compagno accanto.
Non chiedermi come sei nata è una storia che scuote, con intensità e un velo di ironia. 
Non è facile trattare un argomento del genere e credo che Annarita Briganti ci sia riuscita. Il dramma di Gioia viene raccontato in maniera lucida, a tratti flusso di coscienza, a tratti quasi saggio, senza invocare pietismo o voler suscitare la lacrima ad ogni costo.
Eppure durante la lettura il dolore di Gioia è diventato il mio dolore, che ho una bimba desiderata e avuta senza difficoltà, e davanti alle sue sofferenze, alle terapie, alle delusioni, non riuscivo a reprimere una domanda pressante: perché? Perché ad alcune sì e ad altre no? Chi lo decide? Chi può negare ad una donna, ad una coppia, ad una famiglia, la gioia immensa di avere un figlio?
Purtroppo non ci sono risposte univoche a queste domande, nell'ultimo anno alcune delle normative in termini di fecondazione sono cambiate, ma gli ostacoli sono ancora troppi, come troppa è la disinformazione. Sono grata a Gioia per avermi lasciato in eredità questi interrogativi, insieme alla consapevolezza di essere una donna molto fortunata.




Commenti

  1. Bellissima recensione! Gioia conquista sempre!!! Felice che ti sia piaciuto! :)

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  2. Che bella recensione, sembra un romanzo molto forte!

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