Recensione 'Noi' di David Nicholls



TITOLO: Noi
AUTORE: David Nicholls
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 431
GENERE: romanzi stranieri
PREZZO: 18,00 €
eBOOK ita: non disponibile

Qui la sinossi del libro.

Connie e Douglas sono sposati da vent'anni, hanno un figlio adolescente, Albert, e nel cuore di una notte qualunque, Connie pronuncia a Douglas queste parole: "Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò".
Per Douglas si tratta di un fulmine a ciel sereno, per lui la vita senza Connie è semplicemente inconcepibile. Ma la decisione di Connie non è imminente, vorrebbe prima che partissero come previsto per il tour per l'Europa organizzato insieme ad Albert, dopo il viaggio si vedrà.
E così questo viaggio si trasforma per Douglas nell'ultima occasione per riconquistare sua moglie e per dimostrare al figlio, con cui non ha un vero legame, quanto tenga a lui.
Ma chi sono i protagonisti di questa storia?
Douglas è un uomo pragmatico, uno scienziato, fondamentalmente abitudinario e a tratti anche noioso. Connie è uno spirito libero, un'artista che ha alla spalle una vita fuori dagli schemi. Albert è un adolescente indolente, appassionato d'arte come la madre, dalla quale a mio avviso ha ereditato anche una malcelata intolleranza verso Douglas.
Le tappe del viaggio, Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Germania, Italia, Spagna, saranno costellate dai tentativi di Douglas di rimettere insieme la sua famiglia, di recuperare il rapporto con un figlio che non ha per lui nessuna considerazione.
Ma tutti i goffi tentativi di Douglas sembrano destinati al fallimento. Il nostro protagonista appare come un uomo che combatte contro i mulini a vento, non vuole arrendersi alla realtà e non riesce ad accettare che la sua famiglia sia priva di un collante che possa tenerla unita. 
E' vero, Douglas non è un temerario, manca di orgoglio e dignità, è spesso fuori posto e fuori luogo, ma è un uomo che tenta, che ci prova, che esordisce con battute stupide per rompere un silenzio carico di amarezza, che studia le opere d'arte prima di entrare in un museo per cercare di far colpo su moglie e figlio, che prova a trasmettere il suo entusiasmo e il suo ottimismo, spesso risultando inappropriato o ridicolo. Negli occhi di chi lo guarda non c'è, infatti, nessun lampo di tenerezza. E nonostante ciò, lui riflette, considera le sue reazioni, torna indietro e chiede scusa. 
Douglas appare tagliato fuori dal connubio madre/figlio. Connie, è spigliata, fuori dalle righe, ironica, lassista e non perde occasione per contraddire il marito facendolo apparire noioso e inadeguato. Albert è un ragazzo che pensa solo a sé stesso, cresciuto sapendo che qualunque suo errore o eccesso sarebbe stato avallato da una madre che, così facendo, ha trasformato il padre in un nemico. 
Ma nonostante gli eventi e la sua stessa famiglia gli remino contro, Douglas non si arrende e decide di tentare il tutto per tutto. Ai miei occhi questo è un gesto di grande coraggio. Il coraggio di provare l'impossibile per mettere insieme  la sua strampalata famiglia. Il coraggio di non lasciarsi rimpianti alle spalle. Il coraggio di prendere l'ennesima porta in faccia, pur di dimostrare al figlio il suo affetto. E questo atteggiamento, da illuso sognatore, ha sancito il mio amore verso di lui.
In parallelo alla vicenda presente, Douglas torna indietro nel tempo ricostruendo la storia con Connie sin dai primi incontri, facendo luce sulle dinamiche del loro rapporto e sull'evoluzione che ha avuto nel tempo. E i sentimenti di Douglas appaiono immutati dopo tanti anni di matrimonio. Ciò che emerge è una relazione nettamente squilibrata. Per Douglas, Connie è quanto di più meraviglioso la vita potesse donargli, la contempla adorante, incredulo che lei lo abbia scelto tra tanti. Per Connie lui è sicurezza, certezza, la calma pacata che nelle sue scorribande giovanili non aveva mai trovato. Ma quanto ha impiegato questo rifugio di quiete a trasformarsi in una gabbia di noia? Connie riuscirà a ricredersi e a ritrovare dentro di sé l'ombra di un sentimento vero verso Douglas? 
Ho amato lo stile di Nicholls, sempre abile a scavare a fondo senza perdere ironia e leggerezza. Ho amato l'espediente del viaggio, che si rivela una scoperta interiore più che esteriore. Ho amato Douglas, protagonista anomalo nella sua mediocrità, eppure umanamente perfetto.


Nota sull'autore
David Nicholls ha studiato da attore prima di dedicarsi alla scrittura. Autore televisivo, ha lavorato con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, ottenendo due nomination per i BAFTA Awards.
Il suo primo romanzo, Starter For Ten (2004), è diventato un film, Il quiz dell'amore, e il secondo, The Understudy, è in attesa di trasposizione cinematografica. Un giorno, uscito nel giugno 2009, ha ricevuto uno straordinario successo di critica ed è stato per dieci settimane nella classifica dei bestseller. Venduto in tutto il mondo, è diventato un clamoroso successo in Germania, il primo paese che lo ha pubblicato dopo la Gran Bretagna.

La mia nota curiosa 
In un'intervista Nicholls ammette di aver sperimentato la "paralisi dello scrittore", dopo lo straordinario successo di Un giorno:
Sì, assolutamente, avevo paura della prova che è un secondo romanzo
Non volevo scrivere un seguito di "Un giorno" ma neppure volevo scrivere qualcosa di diverso soltanto per amore del diverso. Volevo lanciare una sfida a me stesso e cercare di migliorare, volevo scrivere qualcosa di nuovo. 
Ho passato quattro anni a pensare e a scrivere inizi sbagliati e ad abbandonare idee, poi infine ho scritto velocemente e con grande piacere: mi sono divertito a scrivere. E sì, ho avvertito la paralisi dello scrittore, anche se ho scritto altre cose, copioni, parole per dei romanzi, scrivevo ogni giorno ma niente che mi piacesse.

Frase sottolineata
Seduta accanto a me, Connie sbirciava nervosa nello specchietto retrovisore, quasi nel timore che qualcuno ci stesse seguendo, e io pregavo che rimanesse al mio fianco. Per sempre.

VALUTAZIONE
- Sorrisi ✓ - Lacrime ✓ - Risate ✓ - Suspense X - Brividi X - Rabbia 


VOTO


Profumosità


Commenti

  1. Questa volta non la pensiamo allo stesso modo, non mi ha tenuta incollata alle pagine, ho pensato di abbandonarlo, la voglia di sapere come sarebbe andata a finire è arrivata solo quando Douglas ha piantato Connie all'aeroporto. ..mi ha deluso..

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    1. ogni tanto è bello pensarla diversamente :) io amo la scrittura di Nicholls, e Douglas è un personaggio che, con i suoi difetti, mi è rimasto dentro!

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  2. Concordo con la tua bella recensione!!! *-* Nicholls per me sta diventanto una certezza...

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  3. Ciao Stefania! Sei stata nominata qui :3
    http://illibroincantatodigiorgia.blogspot.com/2015/03/liebster-award-2015.html

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  4. Sono rimasta troppo ancorata a One day (colpa tua) e non sono riuscita ad apprezzare quest'ultimo lavoro purtroppo.

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    1. speriamo che il prossimo non ti deluda, Cuore :*

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  5. Ho conosciuto Nicholls grazie al GDL (grazie ancora ragazze) e sono stata catturata dal suo stile. Non avendo (ancora) letto One day non posso fare paragoni, ma Noi l'ho gustato con piacere e ho imparato ad apprezzare di più i tipi tranquilli, pacati ma pieni di risorse come Douglas :-)

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    1. che bello Nadia! anche Un giorno ti piacerà, ne sono certa *-*

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  6. non è bello quanto Un giorno, almeno secondo me, ma è davvero un bel libro! a me piace come l'autore gioca con il tempo alternando presente e passato

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  7. ho partecipato al GDL e questo libro mi è piaciuto molto, mi ha fatto molto riflettere

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