Recensione 'Il passato è una bestia feroce' di Massimo Polidoro

TITOLO: Il passato è una bestia feroce 
AUTORE: Massimo Polidoro 
EDITORE: Piemme 
PAGINE: 427 
GENERE: thriller
PREZZO: 17,90 €
eBOOK ita: 9,99 €
Qui la scheda del libro

Nota sull'autore
Massimo Polidoro è scrittore e giornalista. Docente universitario di Psicologia dell'insolito, esordisce nel genere thriller con Il passato è una bestia feroce.
Scossi la testa sconsolato e osservai la stanza. Faceva impressione, sembrava una capsula del tempo sigillata nel 1982. C'era silenzio, ma era un silenzio diverso da quello di un ospedale, o di un cimitero, che chiede rispetto o che impone rassegnazione. Nella stanza di Monica invece il silenzio urlava di disperazione. Chiedeva aiuto.
Bruno Jordan, noto giornalista di cronaca nera, lavora per la rivista milanese Krimen. Un giorno di fine gennaio sfogliando la sua posta si ritrova tra le mani qualcosa di sconcertante: una lettera indirizzata a lui, scritta da una sua compagna di classe e datata il giorno della sua scomparsa, 11 luglio 1982. Sì, perché mentre l'Italia esultava per la vittoria del campionato mondiale, Monica Ferreri scompariva all'età di tredici anni senza lasciare traccia. Chi può avergli inviato quella lettera? Qualcuno potrebbe essere a conoscenza di informazioni utili a far luce sulle sorti di Monica? Bruno deciderà di intraprendere le sue indagini facendo ritorno lì dove tutto è iniziato, il suo paese natale, collocato nella provincia pavese.

Il thriller è un genere che, trasportato in Italia, difficilmente riesce a convincere, motivo per cui mi sono approcciata a questa storia con una buona dose di scetticismo. Inizio dicendovi che la mia dose si è ben presto dileguata nel corso della lettura. Massimo Polidoro, nel suo esordio come scrittore di thriller, dimostra di sapere il fatto suo. L'autore riesce infatti a dare vita ad un intreccio credibile, forse un  po' scolastico, ma dietro il quale si nasconde sicuramente un'accurata preparazione.
L'inizio è piuttosto tranquillo, scorrevole ma senza grandi svolte. Solo proseguendo nella lettura si comprende come lo scrittore stia in realtà disseminando indizi con maestria e gradualità, centellinando con sapienza i colpi di scena. Dalla metà in poi il ritmo si fa serrato, è quasi impossibile interrompere la lettura senza rimanere mentalmente soggiogati alla storia e ai suoi possibili sviluppi. La storia è fatta di tanti piccoli dettagli e sfumature curate, i personaggi sono psicologicamente reali, comuni ma non banali, definiti e tridimensionali. Bruno Jordan è un protagonista carismatico, ironico, in superficie un po' arrogante, in realtà profondamente umano. La sua inchiesta lo esporrà a molti pericoli, ma lui deciderà di non arrendersi, considerando la ricerca della verità come un debito verso quella ragazzina a cui era affezionato e di cui tutti sembrano essersi dimenticati. Si accorgerà ben presto che dissotterrare una vicenda ormai sepolta sarà come aprire un vaso di Pandora.
L'attenzione del lettore si sposterà, di volta in volta, da un possibile colpevole all'altro e lo scrittore è bravissimo a deviare i sospetti e a creare "falsi bersagli". L'ambientazione si rivelerà una dimensione perfetta per questo tipo di storia e la provincia lombarda prenderà vita sotto i nostri occhi. Così come lucidi e reali sono i ricordi di un'infanzia vissuta negli anni ottanta, quando ogni bambino desiderava una Saltafoss, l'estate si trascorreva all'aperto e la musica proveniente dai walkman accompagnava i pomeriggi afosi. Appare chiaro come l'autore si muova tra luoghi e tempi che conosce a menadito. Appunti da fare? Avrei voluto più volte suggerire al protagonista di concentrarsi su un particolare la cui analisi viene un po' troppo procrastinata per risultare credibile. Alcuni passaggi mi sono apparsi un po' forzati, soprattutto le situazioni in cui Jordan ricorre ad aiuti esterni per cavarsi dall'impiccio.
Nonostante ciò, la lettura mi ha coinvolto e sono riuscita ad individuare il colpevole con pochissime pagine d'anticipo rispetto alla rivelazione. L'epilogo riserva un colpo di scena che lascia il lettore di stucco. Se amate il genere e desiderate cimentarvi in una lettura avvincente con sfondo italiano, non posso che consigliarvi Il passato è una bestia feroce.






Commenti

  1. Cavoli sembra proprio un bel libro! Lo voglio!!! Ottima recensione!!! :)

    RispondiElimina
  2. Sarà anche un bel libro ma io passo volentieri...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahhaha non avevo dubbi...quando scrivo 'thriller' so già che non fa per te :)

      Elimina
  3. Mi ispira un bel po'! Mi hai convinta :-)

    RispondiElimina
  4. Adoro i thriller ben congegnati, mi hai convinta!

    RispondiElimina
  5. Non conoscevo questo scrittore, il suo libro sembra molto interessante. La tua recensione mi ha incuriosita, prendo nota :)

    RispondiElimina
  6. Finalmente l' ho letto. Mi è piaciuto, ma ho trovato che nel finale si sommino troppi colpi di scena. Far morire Costanza mi e' sembrato il solito modo per lasciare all'affascinante protagonista di intrecciare nuove relazioni senza sembrare senza cuore. E in aggiunta non amo i finali aperti che preannunciano un seguito. Comunque e' un buon libro che consigliero' agli amanti del genere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Odio lo smartphone. Ho perso un pezzo di frase per strada...x lasciare al protagonista la possibilità di ...ecc
      Sigh

      Elimina
  7. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari

Diventa lettore fisso
del blog.