Gruppo di Lettura Tour: Noi di David Nicholls - Inizio terza tappa

Buongiorno, lettori!
Che emozione oggi ospitare il secondo appuntamento del GdL dedicato a Noi, l'ultimo libro di David Nicholls, organizzato in collaborazione con le mie amiche dei blog Un libro per amico, La Libridinosa, Scribacchiando in soffitta
Come sapete, in questo secondo incontro, chiacchiereremo insieme della terza e della quarta parte del libro: Paesi Bassi e Germania.



Nella prima tappa, svoltasi nel blog di Daniela, avevamo lasciato un Douglas solitario per le strade di Parigi, sconfortato dopo una serata in cui per l'ennesima volta si era sentito inadeguato e rifiutato dalla sua famiglia, e tuttavia ancora fiducioso.
L'indomani saremmo stati ad Amsterdam. Forse sarebbe stato diverso ad Amsterdam. Forse tutto si sarebbe aggiustato ad Amsterdam.

Paesi Bassi

Purtroppo già dalle prime battute di questa terza parte è chiaro che anche questa tappa si rivelerà una delusione. Tutti i goffi tentativi di Douglas di rendere il viaggio piacevole sembrano infatti destinati a fallire. Ciò che appare ai miei occhi è un uomo che combatte contro i mulini a vento, Douglas non vuole arrendersi alla realtà, non riesce ad accettare che la sua famiglia sia priva di un collante che possa tenerla unita. 
E' vero, Douglas non è un temerario, manca di orgoglio e dignità, è spesso fuori posto e fuori luogo, ma è un uomo che tenta, che ci prova, che esordisce con battute stupide per rompere un silenzio carico di amarezza, che studia le opere d'arte prima di entrare in un museo per cercare di far colpo su moglie e figlio, che prova a trasmettere il suo entusiasmo e il suo ottimismo, spesso risultando inappropriato o ridicolo. Negli occhi di chi lo guarda non c'è, infatti, nessun lampo di tenerezza. E nonostante ciò lui riflette, considera le sue reazioni, torna indietro e chiede scusa. 
Douglas appare tagliato fuori dal connubio madre/figlio. Connie, è spigliata, fuori dalle righe, ironica, lassista e non perde occasione per contraddire il marito facendolo apparire noioso e inadeguato. Albert è un ragazzo che pensa solo a sé stesso, cresciuto sapendo che qualunque suo errore o eccesso sarebbe stato avallato da una madre che, così facendo, ha trasformato il padre in un nemico. 
Credo che questa linea divisoria si evidenzi benissimo nella sosta al coffee shop. Douglas si rifiuta di unirsi ai ragazzi. Connie invece accetta senza esitazioni, senza considerare minimamente il parere del marito né il suo ruolo di madre. 
«Tolgo il disturbo».
«Non sei obbligato».
«Vi divertirete di più senza di me».
«Okay» fece Connie, stringendosi nelle spalle, e ancora una volta pensai: Mi sarebbe piaciuto che insistessi un po' di più, ma pazienza.
Tornammo dai giovani in attesa. «Io me ne vado, ma tua madre resta».
Albert fece un gesto di esultanza, sibilando: «Sì!».
Non chiedeva di meglio.
E a quel punto anche Douglas sembra aprire gli occhi  sulla realtà:
Nonostante tutti i miei sforzi, o forse a causa di essi, i Petersen erano arrivati a un punto morto. Forse se fossimo stati in due, o in quattro, saremmo riusciti a trovare un equilibrio. Invece eravamo una specie di cane a tre zampe, che vagava zoppicando.
La frattura infatti non è lontana, la rissa a colazione rompe gli ultimi fragili equilibri e la famiglia si divide, Albie si congeda dai genitori e decide di proseguire il viaggio da solo.
E' vero, forse nel caso della discussione con gli americani Douglas avrebbe dovuto prendere le sue difese, ma in quel momento il suo unico obiettivo era di chiudere la questione, di cui, tra l'altro, Albie era stato l'unico artefice.
A me, molto sinceramente, Douglas sembra un padre normale, un buon padre, di quelli che si preoccupano per i figli e per la loro educazione e non vogliono assecondarli in strade potenzialmente pericolose.

Germania

Arrivati a Monaco è ormai chiaro che il viaggio "a tre" fosse un progetto fallimentare. Anche Connie decide di mollare e fare dietro front.
Vorrei essere sicura che un giorno sarò di nuovo felice con te. Ma questo viaggio non mi sta dando nessuna felicità. E' troppo...difficile. Che vacanza è se ti senti legato alla caviglia di un altro? Ho bisogno di spazio, per pensare. Voglio andare a casa.
Tuttavia, nonostante tutti abbiano gettato la spugna,  Douglas decide di non arrendersi. Guidato dall'amore per la sua famiglia, decide di tentare il tutto per tutto, di lanciarsi alla ricerca del figlio e di dare una dimostrazione alla moglie.
Non avrei perso mia moglie e mio figlio.
Era una cosa inaccettabile e non l'avrei accettata. Non sarei tornato in Inghilterra a trascorrere la nostra ultima estate insieme smantellando la casa, guardando Connie che si organizzava un futuro da cui ero escluso. Mi rifiutavo di vivere in una casa dove tutto, da Mr Jones alla radiosveglia, dai quadri alle tazze dove prendevamo il tè del mattino, avrebbe smesso di essere nostro per diventare mio o suo. Non era accettabile dopo quello che avevamo passato insieme, così come non era accettabile avere un figlio disperso sul continente e convinto che mi vergognassi di lui. Non era accettabile e non volevo accettarlo.
Ok, Douglas potrebbe risultare uno sciocco. Un uomo che non è capace di accettare la sconfitta. Ai miei occhi questo è un gesto di grande coraggio. Il coraggio di provare l'impossibile per mettere insieme  la sua strampalata famiglia. Il coraggio di non lasciarsi rimpianti alle spalle. Il coraggio di prendere l'ennesima porta in faccia, pur di dimostrare al figlio il suo affetto. E questo atteggiamento, da illuso sognatore, ha sancito il mio amore verso di lui.

Connie&Douglas

In parallelo alla vicenda presente, Douglas torna indietro nel tempo ricostruendo la storia con Connie sin dai primi incontri, facendo luce sulle dinamiche del loro rapporto e sull'evoluzione che ha avuto nel tempo. Nel corso di questa seconda tappa emergono con forza i sentimenti di Douglas verso Connie, immutati dopo tanti anni di matrimonio. Ed emerge chiaramente lo squilibrio della loro relazione. Per Douglas, Connie è quanto di più meraviglioso la vita potesse donargli, la contempla adorante, incredulo che lei lo abbia scelto tra tanti.

Erano evidenti i benefici che io avevo tratto dal nostro rapporto, ma da sempre coglievo una domanda sulle facce di amici e camerieri, familiari e tassisti: lei che ci guadagna? Che vede in lui che a noi sfugge?

Per Connie, Douglas è la stabilità, la sicurezza che gli altri uomini prima di lui non sono riusciti a darle.

Avermi al fianco, diceva Connie, era come portare con sé un grosso estintore un po' antiquato, e io ne andavo fiero.

Credo che proprio in questa disparità si nasconda la crepa che negli anni è andata allargandosi fino a condurre Connie alla decisione finale. Personalmente penso che Connie abbia commesso un grave errore legandosi a Douglas, avrebbe dovuto scegliere qualcuno che la facesse vivere di emozioni forti ed estreme, che le trasmettesse brividi, che le regalasse una passione delirante e instabile. Scegliendo Douglas si è lentamente spenta e, a lungo andare, ha finito per snaturare il suo essere. Allo stesso tempo la sua scelta si è rivelata spietatamente egoistica - ed è questo che non ho perdonato al suo personaggio - perché ha condannato Douglas a convivere con un perenne senso di inadeguatezza, non potendo, pur con tutta la buona volontà, soddisfare le aspettative di sua moglie. Connie cara, perché lo hai sposato? Non era meglio comprare un estintore?
Proprio per questo non spero e non credo in un ricongiungimento finale.

Aspettando la successiva evoluzione della storia, riconfermo il mio parere su questo autore: amo il suo modo di scrivere, che scava in profondità restando leggero ed ironico, amo i personaggi a cui riesce a dar vita, imperfetti e proprio per questo adorabili.
Vi ricordo che da oggi parte la lettura per la terza tappa, di cui discuteremo con Laura Lunedì 23 febbraio, nel suo blog, La Libridinosa.

E adesso aspetto tutti i vostri pensieri, le emozioni suscitate dalla lettura di questa seconda parte, le riflessioni che avrete voglia di condividere. ^-^

Commenti

  1. Devo dire che, pur continuando ad apprezzare lo stile di Nicholls, ho trovato la parte dei Paesi Bassi un po’ sottotono, nel senso che non succede nulla di diverso da quello che abbiamo già visto. Un Douglas che viene costantemente fatto sentire inadeguato da moglie e figlio e che non riesce a trovare quello scatto di orgoglio per “ribellarsi” a questo stato di cose. Per questo motivo ho trovato la terza parte un po’ noiosa, anche se il proseguire nei flashback di Douglas che ricorda l’inizio della sua storia con Connie mi hanno convinta nel parteggiare per lui. In questa parte si capisce infatti che non è vero, come qualcuno diceva sul blog di Daniela nel commento alle prime due parti, che Douglas non si sia mai messo in discussione per Connie. Nel racconto della loro storia vediamo come Douglas si sia avvicinato con curiosità al mondo fatto di feste e spensieratezza di Connie, come si sia interessato alla sua passione per l’arte, in quel modo tenero che hanno gli innamorati di apprezzare cose che prima non avrebbero degnato di uno sguardo, solo perché sono apprezzate dall’oggetto del proprio amore. Douglas arriva persino a schierarsi dalla parte di Connie mettendosi “contro” ai propri genitori, perché bosogna stare dalla parte di chi si ama. Al contrario Connie già dall’inizio non fa molto per comprendere il carattere e le passioni del suo uomo, se non interessarsi sporadicamente al moscerino della frutta (e anche lì, mi sembra che lo faccia più spinta dalla curiosità per qualcosa di eccentrico che per un autentico interesse). Per fortuna nella quarta parte Douglas ha finalmente uno scatto di orgoglio, e decide di prendere le redini della sua personale avventura per andare a cercare Albert. Anche qui, lo scopo è pur sempre quello di apparire “figo” agli occhi di Connie, ma forse “il nostro eroe” comincia finalmente a maturare e a prendere coscienza di sé. Vedremo :-)

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    1. Ciao Nadia,
      anch'io in questa seconda tappa ho rivalutato molto Douglas, e soprattutto ho "giustificato" alcune sue mancate reazioni sotto la luce di un amore cieco per Connie che, al contrario, non mi sembra realmente innamorata della personalità del marito, del suo modo di fare e di essere, con i suoi pregi e i suoi difetti...vedremo, continuando nella lettura, se Douglas riuscirà a comprenderlo! :)

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  2. Bravissima Stefy, hai saputo riassumere perfettamente questa nuova parte.
    Devo dire che, per quanto mi rigurada, il pensiero verso Connie e Albie non è cambiato di molto e sicuramente non è migliorato. Posso essere sincera??? Ho esultato quando Albie si è volontariamente levato dalle scatole a Parigi dopo quel ridicolo litigio con i trafficanti, ed ho esultato ancora di più alla fine delle tue parti vedendo Connie prendere quel volo sola con Douglas che la guardava da lontano! Spero che il personaggio di Douglas possa avere un'evoluzione nelle prossime parti.

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    1. Credo che l'uscita di scena possa dare al romanzo un pò di movimento

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    2. grazieee Dany *-*
      anche a me non è dispiaciuto affatto che Albie e Connie si siano tolti di scena, spero anzi che il personaggio di Douglas prenda nuovo respiro e possa evolversi in maniera più indipendente!

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  3. Buongiorno a tuttiiiiii!
    Ho trovato questa parte del romanzo non molto differente rispetto alla precedente, Douglas è ancora un uomo inadeguato per la sua Connie, lei continua ad essere l'eterna bambina al fianco di un figlio viziato che non si sa ancora cosa pretende dal padre e perché lo tratti con disprezzo, forse non si sente compreso o non Voluto.
    Fin qui non mi è piaciuto!

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    1. Buongiorno a te! :)
      Sono perfettamente d'accordo su Connie, lei si sente ancora un'adolescente, per questo la vedo inadeguata come madre e non vedo come il rapporto con Douglas possa evolvere positivamente...

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  4. Eccomi!!
    Allooora, diciamo che sono praticamente d'accordo con te su tutto. La scena ad Amsterdam in cui Connie si unisce al figlio e alla ragazza (l'ennesimo personaggio insopportabile) per andare nel Coffee Shop è davvero di una tristezza infinita, io se fossi al posto di Douglas mi sarei vergognato! Ammetto però che in questa terza parte anche Douglas mi ha un goccino infastidita, ho sofferto a vederlo statico e non in grado di prendere le redini o il controllo, così troppo succube della moglie e troppo ma troppo zerbino!!
    Questo matromonio direi che è stato lo sbaglio più grosso per entrambi, del resto Connie è un'artista che viaggia con la mente, libera, si sente ma soprattutto si atteggia da ragazzina, e sposare una scienziato razionale che ha perso la testa per lei (non si sa bene perchè poi XD) non è stata la scelta migliore. Sono del parere che per creare un legame forte e mantenerlo bisogna avere qualcosa in comune, un hobby o una passione che leghi entrambi...che cosa hanno Connie e Douglas assieme o in comune tranne il figlio??!!Due persone completamente diverse per atteggiamenti, cultura, sensazioni, amori e mentalità...
    Nella seconda parte ho apprezzato anche io la scelta di Douglas, che ha tirato fuori finalmente un po' più di carattere e ha preso una decisione senza sottostare alla moglie...vediamo cosa succederà ma questa volta ho qualche dubbio che Nicholls non ci dia un lieto fine..chissà!!!

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    1. Ciao Pila :)
      Io avevo maturato la stessa opinione di Douglas-zerbino, ciò che mi ha fatto rivalutare il suo personaggio è stata la sua scelta finale di prendere in mano la situazione tentando il tutto per tutto, e anche i retroscena della sua storia con Connie dove appare chiaro che fino ad ora ha agito completamente soggiogato dall'amore per lei...spero che nella parte successiva continui su questa strada! Concordo anche sul fatto che alla base di un amore duraturo debbano esserci le reciproche diversità ma anche qualcosa che accomuni, che tenga insieme, e io in questa coppia sinceramente non lo vedo :/

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  5. Ciao Stefy, innanzi tutto complimenti. Come sempre hai fatto un ottimo lavoro, sei una garanzia!!!
    Per quanto riguarda questa tappa, ho leggermente cambiato idea su Douglas. Innanzi tutto, più imparo a conoscerlo, più lo trovo noioso e pesante. Una persona che non è in grado di uscire un pochino dagli schemi. E' un marito dolcissimo, premuroso e cerca di fare di tutto per salvare la sua famiglia, però non riesce ad allargare i suoi orizzonti. Se hai sposato una donna particolare e dalle libere vedute, o un po' ti adegui, oppure non la sposi. Cercare di contenere Connie sarebbe come voler rinchiudere uno stallone in un recinto di 10 metri per 10. Come sempre, quando un rapporto non funziona più, le colpe sono sempre abbastanza suddivise. La moglie non vuole stare al guinzaglio e continua a comportarsi così: "se ci sei bene, se non ci sei fa lo stesso", il marito è sempre con l'ansia, fa di tutto per compiacerla, ma non si rende conto che così la stufa e basta. Se risparmiasse le energie per fare quello preferisce LUI, Connie lo guarderebbe con occhi diversi. Albert invece lo detesto proprio, quel ragazzo mi irrita come una foglia di ortica. Spero che alla fine del libro ognuno prenda la sua strada, per il bene di tutti.
    Sono stata cattiva? Spero di no ;-)

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    1. Ecco, tutto questo per dire che...proprio perchè Connie è una persona odiosa, vorrei che lui, invece di stenderle il tappeto rosso, la mandasse a stendere una volta per tutte. Per questo motivo mi è scaduto Douglas, vorrei che fosse più uomo, non attaccato alle gonne di una donna che lo sveglia una notte e gli dice :"credo che ti lascerò" Ma fai che andare via subito...

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    2. ma grazie, baba, troppo buone *-*
      Douglas spesso indispone, anch'io ho sperato spesso che si svegliasse, che si rendesse conto, però sul fatto che è una persona pragmatica e noiosa non mi sento di fargliene una colpa...è la sua personalità, più si sforza di essere spigliato e accattivante, più fa danni! come non si può chiedere a Connie di diventare improvvisamente una santa...l'unica attenuante che riconosco a Douglas è il grande amore verso di lei, che sinceramente in Connie non vedo...credo proprio che questo legame abbia finito per creare due infelici :/

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  6. Ciao Stefania!
    Ho trovato queste due parti lunghe e sempre uguali, purtroppo però io non la penso come voi, credo a differenza di Nadia che Connie e Daglas siano fatti per stare insieme, anche se lui vive costantemente nel suo mondo.Credo che Connie abbia ponderato bene la situazione prima di lasciarlo, e credo che in cuor suo lo ami ancora moltissimo.Sono sicura che Daglas sia innamoratissimo di lei, però dovrebbe secondo me dimostrarglielo in modo diverso.Se io fossi al suo posto e se dovessi fare un ultimo viaggio con la mia famiglia e poi lasciarla per sempre mi comporterei in modo totalmente diverso da lui.Sicuramente anch'io averei fatto un itinerario delle cose belle da vedere, ma senza ombra di dubbio ti dico che se mio marito e mia figlia (nel mio caso) mi avessero chiesto di andare con loro in un'altro posto lo avrei fatto, anche se sapevo benissimo che non avrei approvato, ci sarei andata comunque pur di stare con loro, in fondo cosa ho da perdere:!Sono sicura che i figlii vengono prima di tutto,e sono sicura che avrei difeso mio figlio con tutta me stessa e davanti a tutti anche se sapevo che in quel momento stava sbagliando, poi lo avrei preso da parte e le avrei detto che non erano cose che a lui interessavano, che non doveva intromettersi!!!!Anche qui ha scelto la strada più facile, ha chiesto scusa per suo figlio!!!!Ma dico in che mondo vivi!!!Io che fin dall'inizio del libro ho ammirato Duglas per la sua dolcezza e il suo amore sconsiderato per sua moglie, perchè voleva lottare con tutte le sue forze per non essere lasciato, per far ricredere sua moglie, adesso invece credo che Connie lo stia facendo riflettere molto e lo stia spronando per fargli capire che lui non è un debole, che deve credere molto di più in se stesso, insomma che ritorni ad essere il Daglas di cui lei si è innamorata.
    E io credo che lui lo diventerà!

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    1. Ciao Claudia :)
      Io purtroppo non riesco a vedere l'amore di Connie, magari mi sbaglio, ma non mi arriva...concordo su Douglas, non ne fa una giusta, è troppo pedante e spesso noioso, ma non credo sia cambiato nel tempo, non mi sembra che prima fosse splendido e sicuro di sé...credo che all'inizio Connie si sia innamorata di lui proprio per la netta contrapposizione tra le loro personalità e che con gli anni questo fattore abbia inevitabilmente perso la sua attrattiva, lasciandole accanto un uomo che non la stimola...vedremo, andando avanti con la lettura, come si evolverà la storia e se l'autore ci riserverà un ricongiungimento o una rottura :)

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  7. ok, io sono una voce fuori dal coro. Forse perchè sono moglie e madre (mio marito però non è come Douglas) però noto che gli uomini dopo che hanno "conquistato" la propria moglie e sopratutto quando diventano padri, tendono ad adagiarsi, a far scorrere le cose così come vengono senza impegnarsi troppo, lasciando decisioni e incombenze sulle spalle della moglie/mamma. Questo mi sembra il caso. Douglas si lamenta del rapporto con Albert però ammette di non averci neanche provato, già a 9 anni era escluso e solo messo di fronte all'infelicità di Connie con presunto abbandono si dà da fare, ma solo dopo lo scossone della moglie. Detto questo io spero invece che lui scopra che può ancora recuperare i pezzi della famiglia e ritrovare un rapporto soprattutto con Albert, mi sembra che ci siano le basi. Quest'autore mi piace molto, ironico al punto giusto fa riflettere su cose molto comuni ma profonde, grazie

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    1. grazie a te, Chiara :)
      quello che mi lascia un po' scettica è che anche quando Douglas si impegna, nel suo bizzarro modo, per compiacere Connie e Albert, loro lo sbeffeggiano, lo umiliano...quando cerca di fare conversazione o di rompere i silenzi, quando si avvicina all'arte, passione comune a madre e figlio, nella scelta degli hotel, sembra che a loro non vada mai bene niente...riguardo il rapporto con Albert penso anch'io che potrebbe esserci una svolta, è pur sempre suo padre e credo che, nonostante non sia bravo a dimostrarlo, Albert abbia percepito il suo affetto...vedremo cosa accadrà nella prossima tappa! :)

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    2. A me sinceramente pare evidente che quella che non ha fatto il minimo sforzo nel rapporto è stata Connie.
      Cosa ha fatto per lui?
      E cosa fa ora se non lo schierarglisi sempre contro?
      Il fatto di essersi data una regolata non la considero certo una cosa che lei ha fatto per lui.
      Tutti devono crescere. Soprattutto se si diventa genitori, e lei non poteva certo pretendere di fare la pazza per sempre.
      Douglas ha cercato in ogni modo di andarle incontro, stravolgendo anche le sue abitudini e non imponendole nulla.
      Lui secondo me ha dato tutto quello che un uomo dovrebbe dare ad una compagna: amore incondizionato , sicurezza, fiducia, fedeltà, compreso il mangiarsi la testa nel vano tentativo di stupire e sbalordire una donna perennemente insoddisfatta.

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    3. condivido il pensiero di Muriomu :)

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  8. Adesso faccio io una domanda, Stefania permetti?
    Come vedete il personaggio di Cat, ha contribuito ad isolare Douglas dal resto della sua famiglia?
    Io credo di si,si è insinuata fra i tre pur non conoscendo il loro vissuto e la voglia di recuperare rapporti che si stanno sgretolando..

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    1. Certo che permetto! :D
      E concordo con te, è un personaggio che ha contribuito a rafforzare la barriera tra Douglas e Albert...

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  9. Eccomi qui! Io, anche in questa parte del libro, sono rimasta ferma sulle mie precedenti posizioni: non mi piace Douglase, non mi piace Albie e Connie continua a rimanermi indifferente.
    La domanda che continua a pormi è: perché si ostinano a continuare questo fallimentare viaggio? Credo che Connie non voglia far altro che godersi il suo "bambino" per quel poco tempo che le resta a disposizione prima che lui vada via di casa. Per quanto riguarda Amsterdam e il coffee shop... beh, io sarò antica, bacchettone e tutto ciò che volete, ma non avrei mai fatto ciò che ha fatto Connie. Entrare a fumare con mio figlio e quella testa vuota della sua pseudo-ragazza? Mai! Ma non avrei neanche permesso a mio figlio di farlo! Tra l'altro, trovo anche assurda l'idea di portare un diciassettenne come Albie ad Amsterdam.
    Detto questo, la lettura mi è apparsa più lenta e noiosa. Sinceramente, sto facendo molta fatica ad apprezzare questo libro.

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    1. anch'io non ho condiviso la scelta di Connie di unirsi allo 'sballo' insieme ai ragazzi...ma in realtà non condivido quasi niente della sua condotta da madre ahahaha
      e poi si è rivelato l'ennesimo modo per escludere il marito, facendolo apparire il 'guastafeste' della situazione :/

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  10. Ho trovato questa tappa un po' sottotono rispetto alla precedente, dove quello che mi aveva colpita era stata soprattutto l'ironia e il sarcasmo con cui Douglas si raccontava.
    In questa seconda parte invece fa da padrone il rammarico, la nostalgia, lo sconforto e l'arrendevolezza.
    Douglas sembra infatti essersi davvero arreso e non lo biasimo, con una moglie e un figlio del genere, probabilmente l'avrebbe fatto chiunque.

    Trovo lui sempre molto dolce e tenero.
    Tenerissima è stata la parte in cui racconta la convivenza con Connie, le piccole azioni di ogni giorno che, col tempo, sono diventate abitudini logore e amate.
    Si vede che ama profondamente la sua famiglia, che farebbe di tutto per loro.
    Probabilmente l'amore che prova è anche il suo freno.
    Teme costantemente di deluderli, di non essere adeguato e all'altezza.
    Pare essere messo sempre alla prova ed effettivamente lo è, perché la sua famiglia è sempre pronta a coglierlo in fallo, deriderlo e a rinfacciargli ogni svista o errore.
    Connie e Albert, più che una moglie e un figlio paiono due nemici, alleati contro di lui.
    Il mio parere nei loro confronti non è cambiato.
    Non li sopporto.

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  11. Connie non fa nessuno sforzo per comprendere i bisogni e le insicurezze del marito, non si schiera mai dalla sua parte. È egoista e in certi momenti mi è come sembrata lusingata nella sua condizione di genitore prediletto.
    È troppo facile però essere amati quando si interpreta la parte del genitore compagnone che incita al "sesso, droga, e rock and roll".
    Difficile è invece educarli ed insegnare ai figli ad essere delle persone perbene e mature. Questo è volere il bene di un figlio!
    Connie non mi sembra una donna matura, una moglie e una madre. Vuole ancora comportarsi da ragazzina libera e squilibrata.
    A mio parere non accetta il fatto di essere diventata un'adulta con degli obblighi e delle responsabilità.
    Ed è inutile che rinfaccia il suo essere infelice al marito. Il suo essere infelice dipende solamente da se stessa.

    Per quanto riguarda Albert lo trovo davvero odioso!
    Non è un bambino, ha un età in cui si dovrebbe comportare da uomo e non da stupido e viziato dodicenne, come invece fa.
    Prendiamo l'episodio della litigata al bar con i tre che discutono di armi.
    Albert si è comportato come nemmeno un bambino farebbe.
    Ha sbagliato lui, ma con chi se la prendono tutti?
    Douglas ovviamente, il capro espiatorio, l'artefice di tutti i mail del mondo -__-"
    Un genitore dovrebbe stare dalla parte del figlio anche quando sbaglia? O dovrebbe insegnargli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?
    Albert è un uomo, e se crea una lite deve prendersi le responsabilità delle sue azioni. Non è un bambino picchiato da un bullo.
    Come il fatto della chitarra nella tappa precedente, il bambino viziato decide che vuole portarla con sé ne tour, e chi deve portarsela dietro da una stazione all'altra?
    Troppo facile la vita quando si sbaglia e ci sono gli altri che devono rattoppare dietro per dietro i nostri errori.

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  12. Ovviamente do a Connie la colpa di tutto, se suo figlio è così è merito suo.
    Non capisco il suo comportamento.
    La scelta di interrompere il tour solo perché quel bamboccio di suo figlio ha preso la palla al balzo dandosi alla fuga (leggi pazza gioia) (chiamalo scemo!).
    Non fa il minimo sforzo per salvare il suo matrimonio, lei vuole solo essere felice e chi se ne frega di tutti gli altri.
    Anche quando Douglas le dice che andrà a Venezia a cercare loro figlio, lei da perfetta menefreghista, lo congeda con un "sta attento", non le passa nemmeno per la testa di accompagnarlo.
    Dice di amarlo, ma anche questo mi sembra assurdo.
    Se ami una persona non l'abbandoni, ma (come dice Douglas) la tieni legata a te con doppio filo di ferro (finché ne vale la pena, ovviamente).

    Potrei giustificare il comportamento di Connie solo se si dovesse scoprire, con l'andare avanti della lettura, che in realtà non sta lasciando Douglas, ma sta morendo per una qualche malattia. E se il suo desiderio del viaggio fosse stato solo un pretesto per far legare di più i due uomini di casa.
    Altrimenti non trovo giustificazioni al suo comportamento.
    Fin ora ho visto il viaggio (e il suo abbandono me ne ha dato la conferma) solo come un occasione per divertirsi con suo figlio, usufruendo del marito come colui che avrebbe messo mano al portafoglio.

    Scusa se mi sono dilungata troppo :P

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    1. Ciao Muriomu :)
      Hai fatto benissimo a dilungarti e non potrei essere più d'accordo con te, condivido praticamente ogni punto!
      A un genitore spetta anche l'ingrato compito di contraddire un figlio, di redarguirlo per insegnargli qualcosa, Connie invece lo incoraggia in qualunque bravata, facendo apparire Douglas come il "cattivo" della situazione...mi ha fatto un sacco ridere dove hai scritto che solo un'eventuale malattia terminale di Connie potrebbe giustificarla xD ma sai che hai ragione? In quel caso almeno ci sarebbe una motivazione razionale...purtroppo non credo ci siano ragioni nascoste, secondo me lei è proprio frivola e superficiale come appare -_-'
      Continuiamo a leggere e lo scopriremo! A presto! :)

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  13. Continuo a ritenere Connie un'egoista. Douglas sarà un debole ma , una volta scoperte le carte, si rimette in gioco, cerca di riconquistare moglie e figlio. E lo r o che fanno? Lo sbeffeggiano.
    Poi dai... la madre accompagna il figlio a drogarsi ed è orgogliosa se fa sesso. Gliele da tutte vinte. Come minimo ha cresciuto un super viziato se è s in da piccolo che se lo porta in palmo di mano.
    S ono certa che abbia ponderato l idea d e l divorzio ma avrebbe dovuto cercare di affrontare prima la questione magari per riparare alla trascuratezza d e l marito. Non passi anni assieme sapendo che tutto per lui non è così au t omatico e deciso come te.
    Io spero che le cose si sistemino per Douglas o che si svegli e f a ccia una sfuri a ta a Connie, così sarebbe lei a pentirsi del suo egocentrismo e del suo spalleggiare troppo il figlio

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    1. anch'io tifo per Douglas e mi auguro una sfuriata epocale che si concluda con un trionfale "Sai una cosa, Connie? Penso che IO ti lascerò" >.<

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  14. Arrivo tardi ma arrivo! Questa tappa mi e' particolarmente piaciuta perché l'ho trovata meno lenta rispetto alla parte iniziale, mi e' sembrato di riassaporare il David Nicholls che conosco e che nella prima parte mi aveva un po' deluso. Mi sono fatta quattro risate leggendo la scena delle biciclette e mi son detta che forse era meglio se il nostro Doug fosse entrato con la sua famiglia in quel coffee shop per un thè o un biscotto spaziale. Riconfermo l'impressione che Connie e Albie siano complici escludendo il povero Douglas che cerca in tutti i modi di conquistarli, ma essendo un uomo sempre teso, sempre preso dall'individuare pericoli ovunque, razionale e impaurito da cio' che si sposta dalla sua routine, fallisce in ogni suo tentativo. Ho apprezzato il comportamento di Douglas in questa parte del romanzo, ho provato tenerezza per lui e l'ho un po' rivalutato: la decisione di andare alla ricerca del figlio per scusarsi, nonostante Albie sia l'unico colpevole della discussione a colazione,e cercare di far breccia nel suo cuore mi hanno colpita. Il fatto di essere noioso e attaccato a determinati schemi e' il suo modo di essere e credo sia impossibile che riesca a cambiare per compiacere sua moglie e comunque non varrebbe la pena cambiare per una donna che a mio avviso non l'ha mai realmente amato, semplicemente ha trovato in lui sicurezza e tranquillità. Connie e Douglas sono caratterialmente opposti, forse sarebbero stati entrambi piu' felici con persone piu' simili a loro. Le separazioni sono sempre traumatiche e vent'anni insieme sono una vita, e anche se la cosa piu' giusta sarebbe che ognuno andasse per la sua strada, nel profondo spero che Douglas riesca a conquistare finalmente e veramente sua moglie, lo meriterebbe per il suo amore sincero e la profonda dedizione.

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    1. ciao Cuore :)
      anch'io sono rimasta colpita da Douglas, anche se, some te, penso che il suo essere pignolo e pragmatico faccia parte della sua personalità...la parte più romantica di me spera ancora in un ricongiungimento, ma al momento non vedo uno spiraglio per questo amore, vedremo nella prossima tappa! ;)

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  15. Uh, mi ero persa questo post! E' bello leggere i vostri commenti e grazie all'introduzione di Stefania (davvero chiara! complimenti) ho rivissuto anche io questa parte del libro..che mi aveva messo un po' in difficoltà. Arrancavo nella lettura e non riuscivo a trovare in queste pagine il Nicholls che tanto mi piace (e non mi stuferò mai dire che il miglior Nicholls non è solo quello di One day, ma anche quello dei due romanzi meno noti editi in Italia, Il sostituto e Le domande di Brian).
    Sincerante trovavo la storia un po' noiosa, mi sembrava che la situazione stagnasse, che tutti i protagonisti continuassero a incappare sempre negli stessi errori e negli stessi atteggiamenti. L'una troppo frivola e chiaramente non interessata a ricucire il rapporto, l'altro troppo rigido sulle sue posizioni (il figlio non commentabile per palese idiozia). Non vedevo una possibile evoluzione nei loro rappporti. E non sapevo cosa augurarmi, specialmente per il povero Douglas!

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    1. grazie Tessa ^-^
      anch'io ero nello stato d'animo! cosa augurarsi per Douglas? un rapporto ricucito male o uno strappo netto e doloroso? domani ne riparleremo nel blog di Laura :)

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