mercoledì 28 maggio 2014

Recensione 'Cento giorni di felicità' di Fausto Brizzi



TITOLO: Cento giorni di felicità
AUTORE: Fausto Brizzi
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 393
GENERE: letteratura italiana
PREZZO: 18.50 €
eBOOK ita: 9.99 €

Lucio è un quarantenne un po' immaturo, ha una moglie, due bambini, un cane, due amici storici, una station wagon e un passato da pallanuotista.  Fa un lavoro che non lo soddisfa a pieno, non è un papà perfetto, né un marito modello. Un uomo nella media con una vita normalissima finché un giorno riceve una visita inaspettata. Un ospite inatteso si presenta alla sua porta e da quel preciso istante niente sarà più come prima. 
L'amico Fritz, così Lucio soprannomina il suo tumore al fegato, porta con sé una data di scadenza: cento giorni. Cento giorni che precederanno la sua morte. Cento giorni amari. O forse no. Lucio riuscirà infatti a trasformarli in cento giorni di pura vita. Cento giorni dolci come una ciambella con lo zucchero.

Cento giorni di felicità è un libro che fa ridere e piangere, in cui il tabù della morte viene trattato in maniera lieve e a volte ironica. Lucio affronta la malattia senza cadere nella disperazione o nell'autocommiserazione, decide di vivere il tempo che gli rimane godendo di ogni piccolo istante, rimediando agli errori fatti, cercando di riconquistare la moglie e di dedicare più tempo ai suoi bambini, insegnandogli nuove cose e imparando finalmente a conoscerli. Impossibile durante la lettura non porsi la domanda: e se fosse successo a me? La risposta fatica ad arrivare, ci spiazza, ci confonde. Emerge però la consapevolezza, forse ovvia, che dovremmo vivere ogni giorno come i cento di Lucio, assaporare ogni attimo ricavandone l'essenza, anche quando il tran tran quotidiano lo rende complicato. La prosa è fluida e scorrevole, i protagonisti ben caratterizzati anche se non esenti da alcuni stereotipi. Il personaggio che ho amato maggiormente è Oscar, il suocero di Lucio, splendidamente definito, mi è quasi sembrato di sentire il suo vocione romano, di respirare l'odore della sua pasticceria e di percepire il peso delle sue pacche sulle spalle. Forse ci sono dei passaggi del libro un po' inverosimili e altri che peccano di superficialità ma per quanto mi riguarda non hanno intaccato l'essenza della storia. Una storia che mi è rimasta dentro.

La mia nota curiosa:
Si vocifera che nel 2015 il romanzo diventerà un film.

Frase sottolineata:
"Non so perché ma avere un conto alla rovescia preciso mi aiuta a non cadere nella totale apatia. In realtà è solo una condanna statistica e oggi non riesco a pensare cosa accadrà esattamente dopo il giorno zero. Nessuno immagina mai la propria morte. Anzi, ne neghiamo l’esistenza. Tutti siamo sicuri che per noi sarà fatta un’eccezione [...].
Ogni giorno m’illudo di svegliarmi e scoprire che tutto questo è soltanto un lungo, ben fatto e circostanziato incubo da peperoni (i piú pericolosi), ma anche oggi non accade."
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/uomini-e-donne/frase-198729?f=a:6960>
VALUTAZIONE
- Sorrisi 
- Lacrime 
- Risate 
- Suspense
- Brividi 
- Rabbia
VOTO


Profumosità

domenica 25 maggio 2014

Recensione 'L'allieva' di Alessia Gazzola

TITOLO: L'allieva
AUTORE: Alessia Gazzola
EDITORE: Tea
PAGINE: 374
GENERE: giallo italiano [discutibile]
PREZZO: 5.00 €
eBOOK ita: 8.99 €

'L'Allieva' è il romanzo di esordio di Alessia Gazzola e vede come protagonista Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale.
Premetto che il mio giudizio su questo libro è stato condizionato dalle aspettative che nutrivo sulla storia e dalle idee pregresse che mi ero fatta sul genere.
La fascetta posta sul volume recita:
Ha studiato da Key Scarpetta. E' irresistibile come Bridget Jones. Viene dalla terra di Montalbano.
Poi senti parlare di medical thriller e allora non hai dubbi: stai acquistando un giallo.
E invece no. Ed è proprio da questo equivoco che prende piede la delusione che va alimentandosi pagina dopo pagina. La storia infatti è quella tipica di un romanzo rosa: la giovane e imbranata specializzanda in medicina legale che si innamora follemente del bel giornalista tenebroso ma è anche oggetto delle attenzioni un po' ambigue di un suo collega e superiore. Poco più di un triangolo amoroso insomma. Il lavoro di Alice e la sua partecipazione alle indagini per un caso di omicidio non sono altro che uno sfondo, tanto che l'epilogo è prevedibile già a metà libro. Una protagonista che ha quindi poco a che fare con Key Scarpetta e Montalbano, molte di più le analogie con Bridget Jones. Alice è infatti una ragazza imbranata e sbadata, caratteristiche che la rendono sicuramente umana e che a volte strappano un sorriso ma, a mio avviso, spesso incompatibili con la serietà e l'accortezza necessari in una professione come la sua.
Per contro c'è da riconoscere all'autrice una buona caratterizzazione dei personaggi e una piacevole ironia che sottende la narrazione. Lo stile è semplice e la lettura scorrevole, forse, se non mi fossi aspettata qualcosa di completamente diverso, avrei apprezzato maggiormente anche la storia, ma questo errore di fondo mi ha posto in una condizione di attesa rispetto ad una suspense e ad un intreccio che non ho visto concretizzarsi. Dal momento che si tratta di una giovane scrittrice italiana, mi sento comunque di consigliare il libro a chi è alla ricerca di una lettura leggera e senza troppe pretese, soprattutto in merito al genere.

La mia nota curiosa:
L'autrice del libro, Alessia Gazzola, è, come la protagonista dei suoi libri, una specializzanda in medicina legale.

Frase sottolineata:
"Purtroppo sono i dettagli a colpirmi e in genere sono sempre i dettagli a commuovermi."
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/uomini-e-donne/frase-198729?f=a:6960>
VALUTAZIONE

- Sorrisi 
- Lacrime 
- Risate
- Suspense
- Brividi 
- Rabbia

VOTO:
 

Profumosità:

*La scala dei voti va da 1 a 5*

giovedì 22 maggio 2014

Raccontare le favole

Gioie, abitudini e manie di una lettrice compulsiva.


La prima gioia da lettrice che condividerò con voi mi ha colto di sorpresa proprio stamattina. La mia bimba ha quasi 9 mesi e già tanti libri sulle mensole della sua stanza, alcuni dei quali l'attendevano da prima che nascesse. Stamattina ne indicava uno in particolare con la copertina blu, l'abbiamo preso e ci siamo stese insieme sul tappeto. Ho iniziato a leggerle la favola de 'L'omino della nanna' e lei mi ascoltava con attenzione, di tanto in tanto afferrava le pagine, toccava le immagini e parlava con le figure...per me è stato un momento bellissimo. Magari da grande non amerà leggere, diventerà una cinefila come il papà, avrà altri hobby e altre passioni ma sono certa che ricorderà sempre i momenti in cui mamma le raccontava le favole come attimi un po' magici in cui il tempo si fermava e omini, fate, mostriciattoli, animali e principesse facevano ingresso nella sua stanza per tenerle compagnia. Forse avrà più fantasia del necessario, e ne conserverà un po' anche da adulta. Forse riuscirà a scorgere le cose da una prospettiva diversa dagli altri e questo la aiuterà nei momenti complicati. Forse imparerà che i libri non sono semplici oggetti, ma botole segrete per mondi nuovi. In attesa di scoprirlo: grazie mamma, per avermi letto le fiabe da bambina.
"Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere." 
G.K. Chesterton

mercoledì 21 maggio 2014

Recensione 'Il giardino dei segreti' di Kate Morton

TITOLO: Il Giardino dei segreti
AUTORE: Kate Morton
EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 608
GENERE: letteratura internazionale
PREZZO: 10.90 €
eBOOK ita: 6.99 €

Nel leggere questo libro ho incontrato due difficoltà: la prima all'inizio nel riuscire ad entrare nella storia e la seconda alla fine nel riuscire ad uscirne. Le prime cento pagine sono infatti un po' intricate in quanto gettano le basi di tutto l'intreccio che si articola su tre diversi piani temporali. La difficoltà finale invece consiste nel dire addio ai personaggi, nel congedarsi da una storia che avvolge e coinvolge. Protagonista attuale della narrazione è Cassandra, una ragazza australiana alla ricerca delle origini della nonna, Nell, scomparsa prima di riuscire a venire a capo del mistero che aleggia intorno alla sua infanzia e che trova origine nell'Inghilterra del secolo scorso. Inizia così un viaggio in cui la narrazione oscilla tra l'età vittoriana, gli ultimi anni del novecento e i nostri giorni. La vicenda di una bambina abbandonata su una nave si intreccia con la sorte di una strana scrittrice di favole e con quella di Cassandra, alla ricerca del passato della nonna ma anche di un  motivo per vivere il proprio presente. Ho amato l'intreccio della storia, la capacità dell'autrice di dipingere un angolo della Cornovaglia di inizio '900: la scogliera, i colori dei fiori, la lucentezza dei frutti sugli alberi, gli odori del giardino, le luci e le ombre della grande magione inglese si materializzano come per incanto davanti ai nostri occhi. Forse alcuni personaggi, come Nathaniel e Linus, potevano essere approfonditi meglio da un punto di vista psicologico, così come alcuni accadimenti, enfatizzati al fine esclusivo di depistare il lettore, andavano forse ridimensionati.
Il giardino dei segreti rimane un romanzo dal forte potere estraniante, una storia 'a colori', che nonostante la mole del libro sospinge il lettore pagina dopo pagina in modo lieve e intenso, guidandolo alla ricerca della verità.

La mia nota curiosa:
All'interno del libro sono contenute delle favole deliziose, che celano il mistero e l'essenza della storia.

Frase sottolineata:
"Eliza ora sentiva il cuore battere all'impazzata, così forte che pregò che lui non lo udisse. Non doveva concludere la frase, anche se una parte di lei ardeva dal desiderio di sentirla, perché le parole avevano una grande forza, nessuno lo sapeva meglio di lei."
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/uomini-e-donne/frase-198729?f=a:6960>
VALUTAZIONE

- Sorrisi 
- Lacrime 
- Risate
- Suspense
- Brividi 
- Rabbia 

VOTO:
  

Profumosità:

*La scala dei voti va da 1 a 5*

lunedì 19 maggio 2014

Nell'ombra del vento


Rubrica in cui lascerò la penna libera di raccontare.

Sai qual è il desiderio più grande quando si ama così tanto un libro? Uno vuole entrarci...  C. Funke
Quando mi innamoro di una storia, mi lego a dei personaggi, mi affeziono a dei luoghi, seppur irreali, non faccio altro che desiderare una chiave, un tappeto magico, un portale, un amico immaginario che mi aiuti a varcare la soglia cartacea, che mi regali un giorno, un'ora, dieci minuti, di vita libresca.
L'Ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafòn, è un libro che ho amato e che mi ha letteralmente travolto e questo è un brano che ho scritto immaginando l'ingresso nel Cimitero dei libri dimenticati.



Il mio arrivo nella Barcelona Zafoniana l'ho immaginato così:
A notte ormai fonda mi avvicino al pesante portone intagliato, con il cuore accelerato, non a causa del passo svelto.
Qualcuno ha già parlato di me a Isaac, il custode, che aspetta la mia visita. 
Dopo un'attesa che mi sembra eterna, sento dei passi che si avvicinano e la porta si schiude. Isaac è esattamente come lo immaginavo, di bassa statura, leggermente ricurvo, pochi capelli imbiancati. Mi accoglie con un tiepido saluto indicandomi il salone principale, 'Attenta a non perderti' mi intima prima di sparire dietro un alto scaffale. Sono sola, intorno a me il Cimitero dei libri dimenticati mi sovrasta. Alzo lo sguardo, la testa mi gira: libri, più di quanti potrei mai leggerne, vederne o anche solo immaginarne. L'odore dominante è quello tipico dei luoghi chiusi e polverosi ma misto ad altro: inchiostro, carta e qualcosa di impalpabile...forse magia. I libri appaiono allineati sugli scaffali, ordinati ma non statici, tanto che pur essendo l'unica visitatrice del cimitero mi sento tutt'altro che sola. E' come se ogni volume fosse una scatola all'interno della quale una vita, un'anima vogliosa di luce, azione e sentimenti, mi spia...
Mi aggiro senza meta per gli scaffali e il tempo si dilata fino a sparire, sfioro i dorsi impolverati, accarezzo gli intagli, scruto i dettagli delle rilegature e noto uno spazio vuoto, penso ad un libro mancante, un volume già adottato. Ad uno sguardo più attento scorgo invece un libro più piccolo, posizionato più in fondo degli altri.
Lo afferro per portarlo in avanti, allineandolo agli altri libri, ma in quell'istante è come se lui afferrasse me. Tolgo con un gesto la polvere depositata sulla copertina cobalto e leggo i caratteri vergati in oro, un titolo che si  imprime nella mia mente. Mi accorgo che sto stringendo il volume fino a far impallidire i polpastrelli. Decido in un istante: è lui. Mi ritrovo di nuovo tra cunicoli e ballatoi e mentre ripenso alla raccomandazione di Isaac, certa di essermi ormai persa, incrocio il suo sguardo vivo: "Il signor Sempere ti avrà spiegato che prendere uno di questi volumi significa legarsi ad esso, adottarlo, proteggerlo". Annuisco, lo ringrazio, inspiro un'ultima volta per intrappolare dentro di me odori e sensazioni, ed esco con quel piccolo tesoro sul petto e una nuova felicità un po' più in fondo.

venerdì 16 maggio 2014

Annusare i libri

Gioie, abitudini e manie di una lettrice compulsiva

Non potevo che inaugurare questa rubrica parlando della tendenza irrefrenabile, imprescindibile, inevitabile, di annusare i libri. Ma analizziamo con ordine la cosa:
1. Perché lo facciamo?
Cosa si nasconde davvero dietro quello sguardo languido che precede l'affondamento delle narici tra le bianche pagine? Cosa ci spinge ad aprire il libro appena acquistato (ok, io lo faccio anche prima dell'acquisto ma solo per verificare la qualità della merce, s'intende) e inspirare a pieni polmoni?
In realtà nessuno lo sa o forse la risposta è più semplice di quello che si potrebbe pensare: annusare i libri ci rende felici. Per me l'odore dei libri è un miscuglio di sensazioni: casa, infanzia, rifugio, ma anche ignoto, mistero, viaggio...si tratta di una forza magnetica e trascinante, non spiegabile razionalmente, ma del resto i lettori lo sanno: non tutto può essere spiegato con la ragione, un libro è anche magia.
2. Dove lo facciamo?
Premetto che la risposta a questa domanda potrebbe intaccare la mia [e la vostra] immagine di persone adulte, serie e con un certo contegno da mantenere. Per cui se ci tenete a preservare quest'immagine astenetevi dal dire in giro che vi riconoscete in questo post. Eh sì, perché alla soglia dei trenta e con una professione di tutto rispetto, quello che scorgo nello sguardo delle commesse libraie che mi colgono in flagranza di reato è tutt'altro che stima! Questo confermerebbe ciò che sostengo da sempre: quando si entra in libreria si ritorna bambini; dovrebbero scriverlo all'ingresso...per cui la dignità può tranquillamente attenderci fuori. Il problema è che librerie e biblioteche non sono gli unici luoghi in cui ci limitiamo ad annusare. E no. Che ci si trovi sul tram, a lezione, o nel bel mezzo di una riunione di lavoro, quando un libro ci sta davanti e le sue pagine ammaliatrici ci invitano ad annusarle, noi dobbiamo necessariamente cedere.
3. Come lo facciamo?
E infine veniamo al modus operandi: come si svolge il fattaccio? L'esperienza trentennale maturata nell'ambito dell'annusamento librario mi suggerisce due diverse modalità:
- finta lettura = tecnica ideale per i luoghi pubblici. Si apre il libro, lo si posiziona davanti al viso e si inspira lentamente, la gente comune penserà di trovarsi davanti ad un lettore come tanti, nel pieno delle sue facoltà.
- estasi libridica = questo è il modo che preferisco, occhi chiusi, libro aperto e annusare fino a perdere il contatto con la realtà. 
Dite la verità, adesso vi sentite meno soli, meno pazzi, meno problematici.
Chiudo con una frase che amo:
"Il semplice annusare quel libro, scorrere le dita fra le pagine, per me era la felicità.” 
  H. Murakami



giovedì 15 maggio 2014

Recensione 'Un giorno' di David Nicholls

TITOLO: Un giorno
AUTORE: David Nicholls
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 487
GENERE: letteratura internazionale
PREZZO: 18.00 €
eBOOK ita: non disponibile

'Un giorno' è la storia di Dexter ed Emma, due ragazzi le cui strade si incrociano ai tempi dell'università. E' un incontro fugace, un breve scambio di pelle e di sogni, tuttavia da quel momento le loro vite rimarranno invischiate per sempre, unite da un filo invisibile, a tratti effimero, a tratti più consistente. E questi ragazzi mi hanno letteralmente conquistato, come non fare il tifo per loro, per il loro amore, per Em e Dex, Dex ed Em? Come non sperare che l'adorabile canaglia si accorga infine della secchiona sognatrice? Ho apprezzato il modo di scrivere di Nicholls, fresco e divertente, ho amato Emma con la sua integrità e le sue fragilità, ho odiato Dexter per la sua esuberante superficialità che fa da scudo alle tante insicurezze. Okay, lo ammetto: a tratti mi ha fatto tenerezza, ma di nascosto. 'Un giorno' è una storia d'amore, di amicizia, di parole non dette o dette troppo piano, di occasioni mancate, di sincronie imperfette. E' soprattutto una storia d'amore tutt'altro che banale dove lo sfondo degli anni ottanta che scolorano negli anni novanta rappresenta sicuramente un valore aggiunto. Nonostante lo schema narrativo non facilitasse il compito [l'autore narra un singolo giorno - il 15 luglio - per ogni anno], Nicholls riesce a rendere bene l'evoluzione dei protagonisti, a stimolare la curiosità del lettore che si ritrova a seguire le svolte prese, anno dopo anno, dalle loro vite tra nuove consapevolezze, sconfitte, perdite e trasformazioni. Un libro che mi è entrato dentro, e ci resterà.

La mia nota curiosa:
Caso rarissimo per una lettrice compulsiva come me, ho molto apprezzato anche il film!
[One Day è un film del 2011 diretto da Lone Scherfig e interpretato da Anne Hathaway e Jim Sturgess]

Frase sottolineata:
"Il fatto è che ho riflettuto su questa storia che si diventa vecchi e sono arrivato alla conclusione che vorrei restare esattamente quello che sono adesso"

VOTO: *****/5